Futuro nazionale minaccia di querelare Francesca Cucchiara: “Facciano pure, ripeterò che sono fascisti”

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“Un modo per provare a mettermi a tacere”: a dirlo a Fanpage.it è stata Francesca Cucchiara, consigliera comunale dei Verdi a Milano, dopo aver raccontato di aver ricevuto alcune minacce di querela da esponenti locali di Futuro Nazionale, partito di Roberto Vannacci.

Sono settimane di discussioni e scontri tra i politici milanesi. Alla diatriba sulle comunali, si aggiunge anche una più tecnica e interna al consiglio comunale: la redistribuzione dei ruoli nelle varie commissioni a seguito del passaggio di Luca Bernardo da Forza Italia a Futuro Nazionale e alla conseguente costituzione del gruppo politico di Fn.

Il 7 settembre scorso, la consigliera comunale dei Verdi, Francesca Cucchiara, durante il suo intervento ha annunciato il suo voto contrario spiegando che "i fascisti devono stare fuori da questa città e da questo consiglio". Due giorni fa, lunedì 14 settembre, sempre Cucchiara ha raccontato di aver ricevuto un messaggio da alcuni esponenti di Futuro Nazionale in cui la si minacciava di una querela proprio per le sue dichiarazioni. Alla luce di quanto accaduto, Fanpage.it l'ha contattata e intervistata.

Futuro Nazionale ha minacciato di querelarla. Quali sono state le modalità in cui le è stata comunicata questa volontà da parte di alcuni esponenti locali?

Per messaggio. Mi è stato riferito che si stava valutando una querela nei miei confronti per quello che avevo detto in Consiglio comunale la volta scorsa.

Non è l’unica esponente ad avere criticato le parole di Vannacci, il suo programma elettorale e le sue posizioni. Come interpreta questa minaccia di querela nei suoi confronti?

Semplicemente come un modo per provare a mettermi a tacere. Non particolarmente intelligente, devo dire. Ma che le facciano, le facciano pure le loro querele. Possono farne anche mille. Noi lo ripeteremo altre diecimila volte. Io il programma di Futuro Nazionale l’ho letto, tutto, e ritengo che esprima una cultura politica fascista. E i fascisti devono stare fuori dalle istituzioni democratiche, da questa città e da questo Paese.

Crede che la politica locale, regionale e nazionale stia sottovalutando Vannacci?

Ci sono diversi modi di fare e interpretare la politica. La politica di cui faccio parte sta reagendo, quella che sta dall’altra parte no. E non me ne stupisco, visto che fino all’altro ieri erano tutti alleati.

Quello di Vannacci è un fascismo che non si definisce tale, ma di cui possiamo ritrovare gli elementi nelle idee di fondo, nel linguaggio e nella visione della società che propone: una società militarizzata, dove se sei omosessuale sei considerato qualcosa di diverso e di sbagliato, dove la donna torna ad essere un’appendice dell’uomo, dove la diversità viene vista come una minaccia anziché come parte della società.

Quello di oggi è un fascismo più subdolo, perché cambia linguaggio, cambia forme e cerca di rendersi presentabile, ma questo non significa che sia meno pericoloso o meno violento.

Dopo il suo intervento, qual è stata la reazione dei suoi colleghi e delle sue colleghe? Si sono schierati con lei? Hanno espresso solidarietà?

Sì, e l’ho apprezzato molto. Credo che la solidarietà e soprattutto il senso di comunità tra le persone che si riconoscono nei valori dell’antifascismo siano il miglior antidoto contro questo tipo di intimidazioni. Se l’obiettivo è farti sentire sola e spingerti a parlare meno, la risposta deve essere esattamente opposta: essere in tanti e parlare ancora più forte.

È accaduto qualcosa di particolare prima delle sue dichiarazioni sulla minaccia di querela. È stata discussa la delibera sulle modifiche delle commissioni consiliari alla luce del passaggio di Bernardo da Forza Italia a Futuro Nazionale. In teoria è l’unico esponente di FN. Di conseguenza il suo partito non può costituire un gruppo a sé. Ci spiega meglio cos’è accaduto e perché questo sarebbe potuto essere un unicum?

La Segreteria generale aveva spiegato nella seduta precedente che, essendo Luca Bernardo entrato in Consiglio comunale come candidato sindaco dell’opposizione, ha la facoltà di costituire un nuovo gruppo consiliare anche se ne è l’unico componente.
Quando però siamo arrivati a votare la delibera necessaria a modificare la composizione delle commissioni a seguito del suo passaggio a Futuro Nazionale, alcuni consiglieri hanno sollevato dei dubbi di carattere formale sulla procedura.

In quell’occasione ho detto che al di là della questione tecnica, come Verdi avremmo comunque votato contro quella delibera, come gesto politico di protesta contro l’ingresso di Futuro Nazionale in Consiglio comunale. Alla fine, la delibera non è passata. E quindi si questo potrebbe essere un unicum nella storia del consiglio, perché finché quella delibera non viene approvata, il gruppo di Futuro Nazionale non può essere inserito nella composizione delle commissioni e quindi partecipare ai lavori come gruppo. Questo significa che dovranno riportare la delibera in Aula. E se tornerà la ribocceremo…

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