
Alessandra Cerreti e Rosario Ferracane sono i due pm che hanno fatto tremare ‘ndrangheta, cosa nostra e camorra. Sono i due pm che in questi mesi nell'aula bunker del carcere di San Vittore di Milano stanno processando 45 appartenenti del "Sistema mafioso lombardo". Altri 62 sono già stati condannati con rito abbreviato. Cerreti e Ferracane sono i pm dell'inchiesta Hydra e da anni (nel 2023 è stata emessa l'ordinanza di misure cautelari) sono bersaglio di minacce. Hanno fatto tremare ‘ndrangheta, cosa nostra e camorra in Lombardia svelando il consorzio mafioso che ha messo in affari le tre grandi organizzazioni criminali. E svelando che in Lombardia si parla di una sola mafia. Come risponde la criminalità organizzata? Con le minacce e con la violenza, ecco cosa prevede sempre il loro copione.
Lo scorso settembre in aula di tribunale Giuseppe Sorci, allora imputato, si è fatto il segno della croce con la mano sinistra rivolto verso la pm Alessandra Cerreti. Un gesto che è stato ripetuto altre due volte in aula. Non ci sono dubbi che si sia trattato di una grave minaccia mafiosa. Ora ne arriva un'altra. Uno (forse più di uno) dei pentiti dell'inchiesta di Hydra ha svelato come il "Sistema" stava studiando il piano per realizzare un attentato nei confronti dei pm. I pentiti non avrebbero rivelato tutti i dettagli, ma quanto basta per far aumentare la scorta ai due magistrati e alzare il livello di protezione. Ed è proprio in questi momenti che l'Italia, quella sana, si deve far sentire. Ed è proprio in questi momenti che società civile, politica, imprenditoria, tutti si devono stringere attorno a chi sta "ripulendo" il nostro territorio dalla criminalità organizzata. E lo sta facendo da anni.
Non basta quindi parlare di Hydra solo quando si scopre del selfie tra Gioacchino Amico, referente del clan camorristico Senese al Nord, e la premier Giorgia Meloni. L'inchiesta Hydra la conosciamo per la prima volta nel 2023, e chissà da quanti altri mesi andavano avanti le indagini. Il processo Hydra va avanti da mesi nell'aula bunker del carcere di San Vittore e per fortuna se ne parlerà ancora per lungo tempo. Per Cerreti e Ferracane si sono rafforzate le misure di sicurezza, ma oltre alle bonifiche in casa e alle auto blindate occorre che tutta l'Italia si stringa attorno a loro e faccia sentire che non sono soli.
Intanto questi due pm lavorano per regalarci un territorio più sano. Nelle carte dell'operazione Hydra si legge: "Nell’ambito dell’indagine Hydra, l’analisi delle relazioni esterne del sodalizio mafioso, ha consentito di trattare il tema del ‘capitale sociale' mafioso, cioè di quel bagaglio di relazioni che il mafioso intrattiene con il mondo politico, imprenditoriale, giudiziario, istituzionale e delle libere professioni". Più collaboratori di giustizia si sono affidati ai due pm e hanno svelato tutto quello che sapevano. Si è così scoperto che il "Sistema" poteva contare su un arsenale di armi e su totale fedeltà tra i suoi componenti: "Esercitava il controllo del territorio mediante interventi per la risoluzione di controversie scaturenti da affari illeciti e/o leciti", scrivono gli inquirenti. Giù le mani da chi ci sta facendo una delle più importanti lezioni di antimafia in Italia.