Maxi processo Hydra, il pentito Scarface: “Super mafia nata nel 2019, si parlava di un grande investimento”

"Posso dire di essermi trovato in mezzo alla nascita di questo sistema". A parlare nell'aula bunker di piazza Filangieri, davanti al carcere di San Vittore e riparato dietro un tendone per non essere riconosciuto, è William Alfonso Cerbo. Conosciuto come "Scarface", il 44enne è il primo dei pentiti chiamati a deporre nel maxi processo "Hydra", l'inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Milano sulla presunta alleanza tra Cosa Nostra, ‘Ndrangheta e Camorra per fare affari in Lombardia. Durante la sua deposizione, Scarface ha raccontato della nascita dell'alleanza, che risalirebbe al 2019, e del summit del 2020 a Inveruno nel quale, secondo la Procura, avrebbe avuto inizio la sua operatività nel territorio.
Il processo "Hydra" vede imputate 45 persone. Tra queste c'è anche Cerbo , il quale è stato già condannato in primo grado in abbreviato a 5 anni con l'attenuante della collaborazione. L'inchiesta è condotta dai carabinieri di Milano coordinati dalla Dda. L'ipotesi sostenuta dal procuratore Marcello Viola e dai pm Alessandra Cerreti e Rosario Ferracane riguarda una presunta alleanza che alcuni esponenti di Cosa Nostra, ‘Ndrangheta e Camorra avrebbero stretto per fare affari in Lombardia. Il dibattimento prevede che verranno ascoltati circa 500 testi, con il collegio che ha ammesso tutti i testimoni indicati dall'accusa e dalle difese.
Cerbo, in particolare, è il primo dei pentiti a essere ascoltato. Durante l'udienza che si è tenuta oggi, giovedì 9 luglio, il 44enne ha ricostruito la sua carriera criminale, iniziata a Catania e proseguita in Lombardia, e ha parlato dei rapporti che aveva instaurato con altri gruppi mafiosi e camorristici. Nel territorio lombardo, in particolare, Cerbo avrebbe concentrato la sua attività a Buccinasco, Paderno Dugnano e altri centri vicini soprattutto nella vendita di materiale edile attraverso società infiltrate dalla criminalità organizzata. Specializzato in truffe, è stato il "collettore economico a Milano del clan Mazzei di Catania".
Il "sistema", ha raccontato Cerbo, sarebbe nato nel 2019 e avrebbe avuto legami anche con il mandamento di Castelvetrano (in provincia di Trapani), ovvero quello di Matteo Messina Denaro. Secondo le sue dichiarazioni, ne avrebbero fatto parte "Cantarella e Vestiti, in primis", ossia Gaetano Cantarella, detto "Tano" scomparso nel 2020 per un caso di "lupara bianca", e Giancarlo Vestiti, tra gli imputati e che farebbe parte della camorra dei Senese. A quel tempo Cerbo ha detto che si trovava "a Milano a fare illeciti" e che contribuiva ad "alimentare il sistema".
Secondo la Procura, l'alleanza sarebbe diventata operativa a seguito di un summit che si sarebbe tenuto nel giugno del 2020 a Inveruno, nell'hinterland milanese. Cerbo ha elencato le persone che avrebbero partecipato a quella cena e che in quell'occasione si sarebbe parlato di un "grande investimento", facendo riferimento all'interesse del gruppo per l'ortomercato di Milano e dell'ex impresario dei vip Lele Mora.