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Arresti tra ultras di Milan e Inter

Si pente anche Marco Ferdico: “Patto tra Curve di Inter e Milan sulla finale di Champions con l’ok della ‘Ndrangheta”

Si è pentito anche Marco Ferdico, ex capo ultrà della Curva Nord dell’Inter. Davanti ai magistrati, il 41enne ha raccontato del patto nel 2023 con Luca Lucci e la Curva Sud del Milan per il 30% degli incassi alla finale di Champions League. Accordo siglato dopo l’assenso di Rosario Trimboli, esponente della ‘ndrina di Platì.
Marco Ferdico
Marco Ferdico
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Marco Ferdico, ex capo ultrà dell'Inter coinvolto nell'inchiesta ‘Doppia Curva', ha deciso di pentirsi e di collaborare con la giustizia. Il 41enne, che nelle scorse settimane aveva confessato di aver preso parte all'omicidio di Vittorio Boiocchi (ex leader degli ultrà interisti ucciso il 19 ottobre 2022), il 30 maggio, il 9 giugno e il 22 giugno davanti ai pm Stefano Ammendola e Paolo Storari e al collega dell'antimafia nazionale Giovanni Musarò ha parlato degli affari con la Curva milanista e di come, a suo dire, la ‘ndrangheta fosse presente anche sulla sponda rossonera di Milano. Per "tenere la Curva Nord di Milano " ci "voleva la ‘ndrangheta", ha dichiarato assistito dall'avvocato Francesco Provenzano, "Beretta può confermarlo".

L'incontro con Lucci per la finale di Champions League 2023

Finora, infatti, si era parlato di come la famiglia Bellocco avesse tentato di scalare le gerarchie della Curva Nord interista, almeno fino a quando il 4 settembre 2024 Andrea Beretta ha ucciso l'esponente della cosca Antonio. Lo stesso Beretta che poi ha confessato e si è pentito. Ma solo con la testimonianza di Ferdico ora è spuntato il presunto concreto coinvolgimento della criminalità organizzata anche nella Curva Sud milanista.

Ferdico ha citato in particolare un episodio risalente alla primavera del 2023, quando Inter e Milano dovevano sfidarsi nelle semifinali di Champions League. Il vincitore sarebbe andato a Istanbul il 10 giugno a giocare la finale (poi persa per 1 a 0 dall'Inter contro il Manchester City). Come riportato nei verbali depositati, l'ex ultrà nerazzurro ha raccontato di essere andato insieme a Bellocco e Norrito "da Luca Lucci al suo bar, nell'occasione era presente anche Cataldo". Lucci era il capo ultrà rossonero, ora condannato a 18 anni e 8 mesi per narcotraffico e a 10 anni per associazione a delinquere e tentato omicidio dell'ultrà milanista Enzo Anghinelli.

Il patto dopo l'approvazione di Trimboli

Una volta entrati nel bar, i tre avrebbero "stipulato un patto in virtù del quale chiunque fosse andato in finale avrebbe dato il 30 per cento dell'incasso all'altro". Tuttavia, ha ricordato Ferdico, Lucci "non ci rispose immediatamente, in quanto doveva compulsare un'altra persona, che al momento io non capii chi fosse". L'allora capo ultrà milanista avrebbe mandato Cataldo a consultare questa persona: "Quando tornò disse che aveva avuto l'assenso, utilizzando nei confronti di Antonio Bellocco l’espressione ‘ti saluta il compare, dice che va bene, se non piove pioviggina', tutto ciò in dialetto calabrese". A quel punto Ferdico ha detto di aver chiesto chi fosse questa persona: "Disse Sarino Trimboli".

A dare il via libera al patto tra Curve sulla spartizione degli incassi della Champions League sarebbe stato dunque Rosario Trimboli, presunto narcotrafficante internazionale con legami con la ‘ndrangheta già condannato definitivamente a 3 anni e 4 mesi per droga e in abbreviato ad altri 8 anni e 7 mesi. Quella degli Trimboli è una ‘ndrina originaria di Platì (Reggio Calabria) e attiva almeno dagli anni '70. Per la finale, ha concluso Ferdico, "Lucci si è preso 130mila euro in contanti e 20mila euro in gadget, che poi avrebbe venduto in occasione della finale di Champions sul maxi schermo".

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