Femminicidio Pierina Buffon, travolta dall’ex in auto. Lo strazio della figlia: “Aveva il diritto di essere libera”
"Non chiediamo vendetta. Chiediamo verità, rispetto e giustizia per nostra madre. E chiediamo che, mentre la giustizia farà il suo corso, ci venga lasciato lo spazio per essere semplicemente ciò che siamo: i figli che piangono la propria mamma", è questo l'appello lanciato da Katia Ruocco, figlia di Pierina Buffon, 69 anni, morta il 16 ottobre a Cassano Magnago (Varese) nello scontro frontale con l'auto guidata dall'ex compagno Fulvio Ielmini, 73 anni, arrestato con l'accusa di femminicidio aggravato e portato nel carcere di Busto Arsizio.
Stando a quanto si è appreso l'uomo, ex commerciante di frutta e verdura, conosceva in tempo reale gli spostamenti della donna perché la tracciava. Dopo l'incidente è stato trovato un piccolo localizzatole Gps nell'auto della donna. Nella casa del 73enne c'era un altro dispositivo simile. Anche alla luce di questi indizi, le indagini seguono la pista del tracciamento e del pedinamento all'insaputa della donna.
Katia Ruocco, affiancata dalle legali Cinzia Botta e Daniela Uselli che assistono lei e quattro dei suoi cinque fratelli, ha voluto chiarire la posizione della famiglia rispetto alla vicenda e alle indagini in corso per ricostruire le circostanze della morte della madre. Nell'assistenza legale non è coinvolto Danny Ruocco, sesto figlio di Buffon.
"Abbiamo perso nostra madre in modo tragico e improvviso e ci siamo ritrovati ad affrontare un dolore che è difficile persino spiegare a parole. Per molti Pierina Buffon è oggi il nome di una vicenda di cronaca – ha proseguito la figlia – Per noi era, ed è, la nostra mamma: una donna, una madre, una nonna, con i suoi affetti, i suoi desideri e il diritto di vivere serenamente".
Nel suo intervento Ruocco ha richiamato anche quanto accaduto dopo la decisione della madre, nel giugno scorso, di interrompere la relazione con Ielmini, durata circa dieci anni. Due diffide e una denuncia presentate da Buffon nei confronti dell'ex compagno avevano fatto emergere, secondo quanto riferito, comportamenti persecutori e minacciosi da parte dell'uomo.
"Nostra madre aveva il diritto di compiere liberamente le proprie scelte, di interrompere una relazione e di decidere del proprio futuro, senza dover vivere nella paura e senza doverne subire le conseguenze. Aveva il diritto di decidere liberamente della propria vita sentimentale e di continuare a vivere serenamente. Nessuna donna dovrebbe mai sentirsi privata della libertà di poter scegliere della propria vita e dei propri sentimenti. È il ricordo della sua dignità e della sua libertà che vogliamo custodire", ha concluso Katia Ruocco.