Pierina Buffon morta nel frontale a Cassano Magnago, l’ex ora è indagato per femminicidio: lo schianto a 140 km/h
Per la Procura di Busto Arsizio, Fulvio Ielmini potrebbe aver provocato volontariamente il frontale che lo scorso venerdì 16 ottobre ha portato alla morte della sua ex compagna, Pierina Buffon, lungo la tangenziale di Cassano Magnago (in provincia di Varese). Per questo motivo, l'ipotesi di reato nelle ultime ore è passata da omicidio stradale a femminicidio e omicidio volontario aggravato dai futili motivi, mentre il pubblico ministero Massimo De Filippo ha disposto l'autopsia sulla salma della 69enne, la perquisizione nell'abitazione del 73enne e la perizia cinematica per ricostruire la dinamica dello schianto. Intanto, Ielmini resta piantonato in ospedale, con i carabinieri che aspettano per poterlo interrogare.
La relazione durata 8 anni e la denuncia per comportamenti persecutori
Il frontale era avvenuto intorno alle 9:30 dello scorso 16 ottobre sulla tangenziale di Cassano Magnago. La Jaguar guidata da Ielmini si è scontrata frontalmente con l'auto guidata da Buffon. La donna era deceduta subito dopo l'impatto, mentre il 73enne era stato trasportato in elisoccorso all'ospedale di Varese, dove si trova ancora ricoverato.
La relazione tra i due era durata otto anni, ed era terminata tra maggio e giugno per volontà di Buffon. Secondo la famiglia della donna, assistita dall'avvocata Cinzia Botta, Ielmini non aveva mai accettato la loro separazione e, soprattutto negli ultimi tempi, avrebbe avuto un comportamento ossessivo nei confronti della donna. A fine luglio la 69enne aveva presentato denuncia per presunti comportamenti persecutori, tra cui minacce e pedinamenti e proprio in questi giorni la legale stava ultimando le memorie da presentare in Procura.
Lo schianto a 140 chilometri orari
Quello che poteva sembrare in un primo momento un tragico incidente come tanti, ora potrebbe assumere i contorni di un femminicidio. I sanitari intervenuti sul luogo dello schianto avevano ipotizzato un malore alla guida di Buffon che le avrebbe potuto far perdere il controllo dell'auto, ma gli investigatori stanno invece cercando di capire se lo scontro sia stato provocato intenzionalmente da Ielmini. Stando a quanto emerso finora, sarebbe stato proprio lui a invadere la corsia opposta di marcia viaggiando a circa 140 chilometri orari
Il pm De Filippo, titolare del fascicolo, ha intanto disposto l'autopsia sulla salma di Buffon per capire se abbia avuto o meno il malore e anche la perizia cinematica dell'incidente, poiché in quel punto della tangenziale non sarebbero presenti telecamere di sorveglianza. Ieri sera, sabato 17 ottobre, gli investigatori hanno perquisito l'abitazione del 73enne, difeso dall'avvocato Angelo Luini, e hanno sequestrato documenti e dispositivi elettronici. Una volta ottenuto il via libera dai medici, l'indagato sarà interrogato.