Trovato un Gps nell’auto di Pierina Buffon morta in uno schianto contro l’auto dell’ex: ipotesi del pedinamento
Se all'inizio sembrava un tragico incidente, ora l'inchiesta della procura di Busto Arsizio (Varese) si è spostata sull'ipotesi di femminicidio. Fulvio Ielmini (73 anni) si sarebbe schiantato in un frontale contro l'auto della sua ex compagna Pierina Buffon (69 anni) lo scorso 16 ottobre, lungo la tangenziale a Cassano Magnago, a Varese. Ma in che modo il 73enne sapeva esattamente dove si trovasse la Dacia della donna? È questa la domanda a cui la procura di Busto Arsizio sta cercando di rispondere. L'ipotesi più probabile: l'uomo, ex commerciante di frutta e verdura, sapeva in tempo reale gli spostamenti della donna perché la tracciava. Dopo l'incidente è stato trovato un piccolo localizzatole Gps nell'auto della donna. Nella casa del 73enne c'era un altro dispositivo simile. Anche alla luce di questi indizi, le indagini seguono la pista del tracciamento all'insaputa della donna.
Il pm Massimo De Filippo ha contestato a Ielmini il reato di femminicidio e di omicidio aggravato dai futili motivi. Accuse, queste, che potrebbero portare all'ergastolo. L'uomo è attualmente ricoverato in ospedale, con una gamba rotta. È in attesa di un'operazione. Il suo avvocato Angelo Luini chiederà una perizia per verificare le "condizioni psichiche" del suo assistito negli istanti dello scontro.
Secondo gli investigatori non si è trattato di un caso fortuito. Quello schianto frontale la mattina di giovedì 16 ottobre, con la Jaguar dell'uomo che ha invaso la corsia opposta colpendo mortalmente l'ex Pierina Buffon, sarebbe frutto di una "deliberata condotta di guida" dell'indagato. Per gli inquirenti l'ex compagno non si rassegnava all'idea che la loro storia fosse finita. Avrebbe scagliato la sua rabbia e la sua frustrazione in quella sterzata fatale, sull'autostrada. Il tachimetro l'avrebbe registrata, quella rabbia: dopo l'impatto l'indicatore era ancora fermo sui 140 chilometri all'ora.
"Sull'ossessione" dell'uomo c'è traccia anche con le due diffide e una denuncia per minacce, avanzate dalla vittima e dal suo legale, Cinzia Botta. Anche i sei figli della vittima l'hanno testimoniato: Denis Ruocco ha parlato di "atti persecutori" nei confronti della madre. Pietro ha detto che già ad agosto era stato trovato un localizzatore Gps nella macchina della donna.
Gli indizi e le testimonianze non potevano essere ignorate. Sabato sera il pm ha disposto la perquisizione della casa e dell'auto di Ielmini per verificare se quell'azione fosse "pianificata" e se gli spostamenti venissero costantemente "monitorati" per intercettare le "abitudini della donna" e per "intercettare il veicolo". Alcuni effetti personali tra cui telefoni e computer sono stati sequestrati. Lì sono stati trovate lettere, foto e appunti "sulla figura della donna". Segnali, questi, di una sua possibile "fissazione" che verranno approfonditi per comprendere se in realtà dietro quello scontro ci fosse molto di più di una tragedia casuale.