Donna pugnala un carabiniere al petto e lascia aperte tre bombole di gas in casa: arrestata per tentata strage
Porta di ingresso spalancata, appartamento allagato, forte odore di gas, vetri infranti sparsi ovunque e una donna che urlava frasi sconnesse in preda a un fortissimo momento di agitazione con tanto di coltello da cucina con una lama da 24 cm in mano. È questo lo scenario che i carabinieri della stazione di Caravaggio e della Compagnia di Treviglio (Bergamo) si sarebbero ritrovati davanti il 18 settembre scorso. Allertati per una lite tra condomini, i militari sono intervenuti al terzo piano di uno stabile in via Adua a Verdello, piccolo comune della Bergamasca, per tentare di capire cosa stesse accadendo.
Come ricostruito dai militari in una nota diffusa, la donna trovata all'interno dell'appartamento sarebbe una 46enne di origini nigeriane. Alla vista delle divise, questa avrebbe impugnato un grosso coltello da cucina e avrebbe sferrato un fendente al capo pattuglia, colpendolo in pieno petto. Il militare si è salvato solo grazie al giubbotto antiproiettili che indossava.
Dopo numerosi tentativi i militari sarebbero riusciti alla fine a contenere la donna fino all’intervento del personale del 118 che l'ha subito sedata e trasportata in ospedale. Poi i militari hanno proceduto alla messa in sicurezza dallo stabile dato che si sentiva un fortissimo odore di gas dovuto alla presenza di tre bombole di gas lasciate aperte. Insieme alla presenza di cavi elettrici sparsi a terra e il pavimento bagnato, la situazione era potenzialmente pericolosa per le 12 famiglie residenti nell’immobile. È stato richiesto quindi anche l’intervento dei vigli del fuoco di Treviglio, che hanno garantito la completa messa in sicurezza dell'area.
Trasportata presso l'Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, la donna è stata sottoposta a valutazione psichiatrica e tossicologica. Gli esami hanno escluso – allo stato – patologie psichiatriche in atto, confermando invece un'intossicazione acuta dovuta all'uso di sostanze stupefacenti (cannabinoidi).
I Carabinieri hanno proceduto al sequestro del coltello da cucina usato per aggredirli e ascolto di alcuni testimoni, che hanno riferito dello stato di alterazione della donna e delle sue minacce di morte gridate prima dell’intervento dei militari e rivolte genericamente a tutti condomini brandendo un coltello.
La donna è stata dichiarata in arresto e affidata in custodia presso la camera blindata della struttura ospedaliera, costantemente piantonata dalla Polizia Penitenziaria, a disposizione dell'Autorità Giudiziaria. Successivamente il GIP ha convalidato l’arresto e ha accolto la richiesta di misura cautelare in carcere del Pubblico Ministero. Le accuse sono di violenza e resistenza a Pubblico Ufficiale con l’uso di arma bianca, nonché di tentata strage.