(foto di repertorio)
in foto: (foto di repertorio)

La Procura di Brescia ha disposto l'autopsia sul corpo di Mina Safine, la donna di 45 anni che sarebbe stata bruciata viva da Abderrahim Senbel, il marito di 55 anni che è stato accusato di omicidio volontario. La donna è morta dopo una settimana nel reparto grandi ustionati dell'ospedale di Genova. La coppia viveva a Urago Mella, un quartiere di Brescia e proprio in casa si sarebbe consumata la tragedia.

Le accuse di Mina: È stato lui a bruciarmi

Mina Safine aveva 45 anni ed è morta per le troppe ustioni riportate. Era stata trasferita nel reparto grandi ustionati dell'ospedale di Genova per l'aggravarsi delle sue condizioni, ma purtroppo non ce l'ha fatta. Quando domenica 21 settembre i soccorsi sono arrivati nell'appartamento è stata la stessa Mina ad accusare il marito di averle dato fuoco. Nei pochi momenti in cui è riuscita a parlare "ha subito fatto presente che era stata bruciata dal marito", spiega a Fanpage.it il colonnello Giuseppe Tuccio, comandante provinciale dei carabinieri di Brescia. E proprio per queste sue parole, i carabinieri sono arrivati con i vigili del fuoco. I pompieri hanno infatti dovuto spegnere il fuoco che aveva bruciato parte della casa e ferito il marito della donna. Senbel è stato subito arrestato dai militari con l'accusa di tentato omicidio. Accusa che ieri 28 settembre, dopo la morte di Mina, si è trasformata in omicidio volontario.

La Procura dispone l'autopsia

L'uomo adesso è ricoverato agli Spedali Civili di Brescia dove a sorvegliarlo c'è la polizia penitenziaria che staziona lì 24 ore su 24. Nonostante le accuse di Mina, le dinamiche del delitto sono ancora poco chiare. I carabinieri hanno trovato del liquido infiammabile, che probabilmente è quello utilizzato dal marito. Alcuni vicini hanno poi raccontato di aver sentito delle urla provenire dall'appartamento. È possibile quindi che tra i coniugi ci sia stato un litigio prima della tragedia. Non è certo però che la donna fosse vittima di violenza considerato che la 45enne non si era mai rivolta ai carabinieri per sporgere denuncia. Inoltre Senbel "non ha nessun precedente penale", spiega ancora il colonnello Tuccio. Il 54enne ancora oggi non ha né smentito né confermato l'accusa di omicidio utilizzando come unica arma il silenzio.