Disordini all’aeroporto di Malpensa: perché è colpa del nuovo sistema di controlli europeo
Quattro ore d'attesa, passeggeri esausti, code interminabili. In questo clima sempre più teso, domenica 27 settembre, all'aeroporto di Malpensa, sono scoppiate le urla anche da parte di un addetto alla sicurezza. Lo ha riportato un utente in un video TikTok: nella confusione generale si possono vedere e sentire disordini, i viaggiatori fermi e l'addetto Malpensa che stizzito urla e inveisce contro i passeggeri. L'uomo è stato subito allontanato dai suoi colleghi, dopo che era in uno stato di visibile alterazione. Sembrerebbe, inoltre, che nei suoi confronti siano già stati presi dei provvedimenti. La causa dei ritardi? Secondo quanto appreso da Fanpage.it il problema è dovuto all'introduzione generalizzata dell'Entry Exit System europeo in tutti gli aeroporti europei. Si tratta di un nuovo meccanismo biometrico destinato ai viaggiatori non appartenenti all'Unione Europea che viaggiano nello spazio Schengen per soggiorni di breve durata.
La commissione Europea ha reso obbligatorio e pienamente operativo questo sistema da aprile 2026. La procedura però causa code e ritardi. È per questo che a tutti gli aeroporti era stata concessa una deroga fino al 6 settembre, che permetteva di sospendere temporaneamente le procedure di controllo. Con la proroga ci si aspettava – o si sperava – che nel frattempo qualcosa sarebbe cambiato. Dal 7 settembre il sistema è stato ripristinato, e i vecchi problemi sono rimasti. Le code sono ancora riscontrabili dappertutto.
Il ritardo di Malpensa al Terminal 1 ha fatto discutere perché – oltre alla reazione stizzita del dipendente – l'utente che ha registrato il video denunciava di essere stata "etichettata" con la sua nazionalità. Atteggiamento che ha poi definito "razzista" nei suoi confronti. Secondo quanto appreso da Fanpage.it, sul posto, in coda ai controlli, c'erano passeggeri con destinazioni diverse. Gli addetti ai lavori avrebbero tentato di dare massima priorità ai voli che sarebbero partiti di lì a poco, tra cui molti diretti in Cina. Per indirizzare le code avrebbero quindi fatto riferimento alla destinazione del viaggio, non alla nazionalità dei passeggeri come invece denunciava l'utente sul suo profilo.
I ritardi in ogni caso restano. E a pagare sono i viaggiatori. Intanto Ryanair ha chiesto all'Unione Europea di sospendere temporaneamente l'EES per evitare che situazioni come questa possano ripetersi.