“Tre ore bloccati sull’aereo a Malpensa e volo cancellato: Ryanair ci ha dato un buono da 4 euro”

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Gianbattista racconta a Fanpage.it l’odissea vissuta a Malpensa dopo il guasto ai sistemi Enav: ore a bordo, volo prima rinviato e poi cancellato. Alla fine ai passeggeri è stato consegnato un voucher da appena quattro euro a testa.

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"Costretti a rimanere bloccati all'interno di un aereo fermo, con i motori al minimo senza che le ruote si muovessero di un millimetro, senza informazioni e sotto lo spettro – poi smentito – di misteriosi attacchi hacker ai sistemi operativi. Sembra la trama di un thriller psicologico o l'inizio di un romanzo distopico sulla paralisi dei trasporti moderni. Invece, è la cronaca esatta del venerdì da incubo vissuto stamattina (ieri, ndr), venerdì 16 ottobre 2026, da me e dal mio gruppo formato da tre coppie di amici. Sei persone in totale, partite con l'entusiasmo di un viaggio a Napoli pianificato al millimetro e ritrovatesi intrappolate in un limbo burocratico e logistico all'aeroporto di Milano Malpensa".

Comincia così la testimonianza inviata da Gianbattista a Fanpage.it, che descrive la mattinata da incubo vissuta da centinaia di passeggeri negli aeroporti per un guasto al sistema di controlli. "Per noi la giornata era iniziata nel cuore della notte, con la sveglia e la doccia alle 2:30 del mattino. Subito dopo la partenza in auto verso la zona aeroportuale per depositare la vettura presso un parcheggio a Somma Lombarda. Da lì, il trasferimento rapido con la navetta fino all'arrivo al Terminal 1 di Malpensa, avvenuto puntualissimo alle 4:30. Le procedure interne scorrono senza intoppi: controlli di sicurezza superati e check-in eseguito con precisione svizzera alle 5:25. Tutto sembrava procedere secondo i piani della rigida macchina low-cost, tanto che alle 05:45 l'imbarco era completato in perfetto orario. Sei passeggeri seduti, cinture allacciate, istruzioni di sicurezza fornite ed equipaggio pronto al decollo sul volo delle 05:55. L'aereo era pronto, ma da quel momento non si è mai mosso dal punto di imbarco".

"A rompere la normalità è l'annuncio del comandante, che gela la cabina parlando esplicitamente di un "attacco hacker in corso" che avrebbe bloccato i sistemi informatici a terra, aggiungendo che la situazione sarebbe stata monitorata attraverso "revisioni delle finestre di volo ogni 4 minuti". Una rassicurazione che si è rivelata un espediente per prendere tempo. La verità, emersa solo ore dopo, era ben diversa: nessun cyberattacco doloso, bensì un devastante guasto tecnico nazionale alla rete di trasmissione dati di ENAV, la società che gestisce il traffico aereo in Italia".

"Ciò che ha trasformato il viaggio in un calvario non è stato il guasto tecnico in sé, ma la gestione umana dei passeggeri. Noi, insieme al resto della cabina, siamo rimasti ostaggio dei sedili per due ore consecutive. Due ore immobili, bloccati al gate di partenza, con i motori lasciati al minimo e l'aria condizionata fortunatamente funzionante, ma in un clima di totale e logorante incertezza sullo stato del volo. Le ruote non si sono mai mosse, eppure nessuno è stato fatto scendere. L'attesa claustrofobica, senza alcuna informazione trasparente, ha spinto alcuni passeggeri a chiedere formalmente di scendere e rinunciare al viaggio. Una richiesta inizialmente respinta al mittente perché a terra il personale era nel caos più totale. L'unica contromisura temporanea dell'equipaggio è stata quella di aprire momentaneamente i portelloni dell'aereo per far circolare l'aria, mantenendo però tutti bloccati a bordo".

Dopo due ore di attesa, quando sembrava che almeno la permanenza a bordo fosse finalmente finita, per i passeggeri è iniziato un nuovo problema. Gianbattista racconta così il momento in cui è stato annunciato lo sbarco e l’ulteriore attesa prima di poter lasciare davvero l’aereo: "Allo scoccare delle due ore di stallo, il comandante ha finalmente annunciato l'ordine di sbarco. Ma per noi è iniziata una nuova e logorante attesa: la scaletta dell'aeromobile non era pronta. Da quel momento è passata un'altra ora intera trascorsa in piedi, accalcati e ammassati lungo i corridoi della cabina, con i bagagli in mano, in attesa che i servizi di terra si decidessero a liberare l'aeromobile. In totale, tre ore di prigionia all'interno della struttura metallica".

Una volta scesi dall’aereo, però, i problemi non sono finiti. Tornati nel terminal, i passeggeri si sono trovati davanti prima a un ritardo di oltre sedici ore e poi alla cancellazione definitiva del volo, con un voucher da appena quattro euro a testa: "Una volta tornati al terminal, la prima beffa: il volo è stato inizialmente riprogrammato con oltre 16 ore di ritardo, alle 22:15 della sera, intimandoci di non lasciare l'aeroporto. Poi, verso le 10:00 del mattino, è arrivata la mazzata finale: il volo è stato definitivamente cancellato. Un'intera giornata e un weekend di piani sono andati definitivamente in fumo per un viaggio programmato per un solo giorno. Per scusarsi? Ryanair ci ha distribuito un voucher elettronico di assistenza del valore offensivo di 4 euro a testa. Una cifra ridicola, quasi provocatoria, se si considera che nei bar di Malpensa una semplice bottiglia d'acqua sfiora i 3,50 euro. Per noi sei persone che avevamo iniziato la giornata prima delle tre del mattino e ci siamo ritrovate con un pugno di mosche in mano, il pranzo di scuse si è ridotto a un insulto economico".

"Davanti alla mia richiesta legittima di compensazione pecuniaria per le tre coppie, la risposta della compagnia è stata il classico muro di gomma: "Il problema è di ENAV, non è dipeso da noi". Una giustificazione burocratica che cancella la dignità del cliente. Il danno per noi è totale: volo di andata cancellato, hotel a Napoli perso, biglietti di ritorno con altre compagnie inutilizzabili e l'obbligo di doverci riorganizzare da soli solo per tornare a riprendere l'auto a Somma Lombarda. Come ho denunciato con forza a nome delle tre coppie, "È inaccettabile essere trattati come merce invisibile. Noi ci siamo svegliati alle due di notte rispettando ogni singolo orario al minuto. La compagnia non può usare un guasto tecnico di terzi come licenza per trattare le persone in questo modo: prima sequestrate dentro un aereo fermo, poi ammassate in piedi per un'ora, poi illuse con un ritardo di 16 ore e infine scaricate con una cancellazione alle 10 del mattino e un insultante buono da 4 euro".

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