Passeggeri bloccati a Malpensa, voli Ryanair in ritardo di 48 ore. Francesco: “C’è gente sofferente, siamo esausti”
Voli rinviati, persone bloccate in aeroporto da 48 ore, spostamenti continui e informazioni non attendibili. È quello che è successo in questi giorni a diversi passeggeri che dovevano partire martedì, 8 settembre, dall'aeroporto di Malpensa con destinazione Catania.
Il viaggio di piacere per molti si sta trasformando in un incubo, in un'odissea interminabile. O in una distopia degna di un film di Spielberg. Ma questo non è un film. E i passeggeri che ormai ore fa dovevano imbarcarsi sono confinati in piccole aree d'attesa vicine ai punti d'imbarco. "Siamo esausti. La situazione è diventata insostenibile, c'è gente in attesa da 48 ore". Esordisce così Francesco, uno dei testimoni che ha raccontato a Fanpage.it la sua esperienza.
Il racconto
"Avevamo un volo per Catania mercoledì sera, alle 20:45, ma poco prima dell'imbarco è arrivato un avviso automatico che ci informava che il volo era stato rimandato all'1:30 di notte". Poi le cose sono man mano peggiorate: "Lo hanno posticipato ulteriormente alle 2:30, allora abbiamo fatto tutti i controlli di rito: la coda, il check-in e l'imbarco. Avevamo preso anche la navetta che ci avrebbe portati sull'aereo". Ma così non è stato: "Siamo stati trasportati incredibilmente indietro, tra l'incredulità generale", spiega.
"C'era gente sofferente, bambini, anziani, persone che avevano bisogno d'assistenza. E non sapevamo cosa fare". Nessuno capiva cosa stesse succedendo, ma all'improvviso gli stessi passeggeri hanno realizzato che non erano gli unici ad essere disperati: "La crew dell'aereo è uscita e si è rifiutata di volare. Anche loro erano esausti". E non c'è da stupirsi, dato che le ore di lavoro erano diventate troppe, e per un viaggio del genere "non erano in grado di lavorare".
I continui rinvii
Tutti gli avvisi, i continui cambiamenti che li spostavano qua e là per l'aeroporto non erano divulgati attraverso i canali ufficiali, ma "erano comunicati dal personale che si occupava della gestione del viaggio". E per di più cambiavano continuamente nelle motivazioni: "Prima lo hanno rinviato per maltempo, poi non ci hanno fatto sapere nulla, e poi ancora il pilota ci ha detto che non partivamo per un guasto tecnico".
Il paradosso? "Quasi nessuno di loro era un membro Ryanair. – Continua Francesco – Ci venivano date delle informazioni, molto spesso parziali e provvisorie, da gente che però non poteva fare nessuna verifica, e che non aveva nessuna responsabilità. Tutto questo a voce".
I voli, spiega, "non vengono mai cancellati. Semmai li rinviano". Il motivo? "Cancellandoli cambia la procedura del rimborso e devono indirizzarci a un altro volo". Così invece è più semplice: "Li rinviano continuamente in modo tale da non dover cercare altre soluzioni. Alcuni sono in aeroporto da 3 giorni".
Le condizioni dei passeggeri
Non possono dormire, non possono spostarsi e non possono ricevere il rimborso: "La gente non riusciva a chiudere occhio – continua Francesco – poltrone e sedie scomode, luci accecanti, rumori continui, la musica che non finisce mai e le persone più fragili che si lamentano. C'erano bambini e anziani che non ce la facevano più. A dire il vero nessuno ce la faceva più".
Francesco racconta anche di situazioni ancora peggiori della sua: "Ho parlato con persone che erano lì da martedì. Questo vuol dire che venivano rimbalzati da 48 ore senza sosta". Poi conclude: "Non hanno offerto nemmeno un albergo durante l'attesa. Così è insostenibile".