“Brucerò tutti”, le minacce ai vicini e il rogo in cui è morta Rosalba Persico: i sospetti su un 52enne
Le minacce di "bruciare tutti", l'incendio dei bidoni e le tensioni con i vicini. Poi il rogo nell'appartamento di Rosalba Persico, 84 anni, deceduta lo scorso 26 ottobre tra le fiamme della sua casa situata in una palazzina popolare al Vigentino (Milano). Ora gli investigatori stanno cercando di capire se dietro la morte dell'anziana ci sia il 52enne che da tempo, secondo i residenti, seminava paura nel condominio di via Piero Bottoni. Un uomo con precedenti, sottoposto alla sorveglianza speciale, che dopo essere stato trattenuto per ore in questura è tornato nello stabile e ha minacciato di togliersi la vita.
Le minacce e l'incendio dei bidoni
Prima del rogo costato la vita all'anziana, nel condominio si sarebbero verificati diversi episodi di tensione. Il 52enne avrebbe più volte minacciato gli altri inquilini, arrivando a pronunciare frasi come "brucerò tutti". Tra gli episodi finiti all'attenzione degli investigatori c'è anche quello dell'11 ottobre scorso, quando l'uomo avrebbe dato fuoco ad alcuni bidoni. A questo si aggiungerebbero le chiamate al 112 e gli interventi delle forze dell'ordine, avvenuti nei mesi precedenti anche in seguito a comportamenti descritti come "sfuriate" e a presunti deliri di persecuzione. Stando a quanto riferito, il 52enne avrebbe, inoltre, anche alcuni precedenti per droga e aggressioni a familiari.
Il rogo nell'appartamento di Rosalba Persico
Rosalba Persico, che soffriva di problemi fisici legati all'età, stava dormendo quando è divampato l'incendio. Secondo i racconti degli altri residenti, l'anziana era solita lasciare la porta di casa aperta per consentire ai vicini di aiutarla in caso di necessità. Una consuetudine che potrebbe aver facilitato l'accesso a chi ha appiccato l'incendio all'appartamento. Mentre le fiamme si propagavano, poliziotti e vigili del fuoco hanno evacuato lo stabile per mettere in sicurezza gli abitanti. In quel frangente, alcuni residenti, convinti che l'uomo fosse responsabile, avrebbero bloccato il 52enne e lo avrebbero consegnato agli agenti.
Per far luce su quanto accaduto, la Procura di Milano ha aperto un'inchiesta, al momento, contro ignoti. I primi esiti del sopralluogo effettuato dagli specialisti del Nucleo investigativo antincendi dei vigili del fuoco di Milano indicherebbero, infatti, che l'incendio sarebbe stato doloso e che le fiamme sarebbero partite dall'abitazione dell'84enne. Tra gli aspetti al vaglio degli inquirenti ci sarebbe la presenza di una sostanza accelerante, probabilmente benzina, che sarebbe stata sparsa nella sala per favorire la propagazione delle fiamme. Saranno ora gli accertamenti tecnici a chiarire la dinamica e a fornire ulteriori elementi utili alle indagini.
Le minacce di suicidio
Dopo essere rimasto per diverse ore in questura, il 52enne è tornato nel condominio il giorno successivo. La notte precedente, lui, la madre e il fratello erano stati sistemati in albergo, anche per evitare che il 52enne rientrasse nello stabile e per tutelare la sicurezza dei familiari. Al suo ritorno, l'uomo avrebbe chiamato il 112 dichiarando di volersi togliere la vita. Sul posto è intervenuta una volante della polizia e il 52enne è stato accompagnato al reparto di psichiatria dell'ospedale San Paolo, dove si troverebbe ancora sotto osservazione.