Incendio in via Bottoni a Milano, l’anziana morta nelle fiamme viveva con la porta sempre aperta: si sospetta il dolo

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La Procura di Milano ha aperto un’inchiesta contro ignoti per fare piena luce sull’incendio scoppiato ieri in un appartamento di via Bottoni 16 a Milano in un cui ha perso la vita una donna di 84 anni. Al momento non si conoscono le cause, ma c’è il sospetto che si tratti di un atto doloso.

Lasciava sempre la porta di ingresso dell'appartamento aperta. La teneva socchiusa giorno e notte, stando a quanto appreso da Fanpage.it. Un'abitudine questa che Rosalba Persico – l'84enne disabile morta in un incendio divampato ieri dal suo appartamento al secondo piano di via Bottoni 16, al Vigentino (Milano) – portava avanti da tempo per motivi di sicurezza legati alla sua malattia. Quando i soccorritori, forze dell'ordine e vigili del fuoco sono arrivati sul posto infatti non hanno dovuto forzare alcuna serratura né sfondare la porta.

Al momento non si conoscono ancora per certo né la causa né la natura dell'incendio, se sia stato quindi un atto doloso o un tragico incidente. La Procura di Milano ha quindi aperto un'inchiesta contro ignoti per fare piena luce su quanto accaduto. Stando però alle primissime informazioni diffuse, c'è il sospetto che si tratti di un incendio doloso. I vicini di casa della vittima avrebbero portato all'attenzione degli investigatori il nome di un uomo – un italiano, disoccupato di 52 anni, residente nello stabile – che secondo loro avrebbe appiccato le fiamme. L'uomo infatti, secondo i racconti, avrebbe più volte minacciato i condomini di dare fuoco al palazzo e circa due settimane fa avrebbe bruciato i bidoni condominiali dell'immondizia.

Come appreso da Fanpage.it, ieri pomeriggio il 52enne sarebbe stato così accompagnato in questura per accertamenti durante i quali sono emersi diversi precedenti di polizia a suo carico. Una volta rilasciato, l'uomo ha trascorso la notte in albergo dal momento che la palazzina di via Bottoni 16 è stata dichiarata inagibile. Questa mattina il 52enne però avrebbe tentato il suicidio a seguito del quale è stato ricoverato d'urgenza nel reparto di psichiatria dell'ospedale San Paolo di Milano.

Sul caso dell'incendio indagano gli agenti della squadra mobile di Milano, guidata da Emanuele Fattori, e il Nucleo Investigativo dei vigili del fuoco (NIAT), al lavoro ora per cercare di ricostruire nel dettaglio la dinamica esatta di quanto accaduto. Ieri pomeriggio c'è stato un primo sopralluogo del NIAT e nei prossimi giorni ne seguiranno altri.

Come spiegato a Fanpage.it, nella giornata di ieri il NIAT si è concentrato sulla ricerca di composti organici volatili, sostanze chimiche a base di carbonio che possiedono una elevata tensione di vapore a temperatura ambiente e passano facilmente dallo stato liquido o solido allo stato gassoso.

Il materiale repertato verrà poi fatto analizzare dai colleghi del NBCR, specializzati nell'analisi di sostanze chimiche, biologiche, radiologiche e nucleari. Occorre attendere quindi i risultati di laboratorio per avere un quadro più completo della situazione.  Al momento, tuttavia, non si esclude nessuna ipotesi. 

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