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3 Agosto 2022
13:34

Bimbi ustionati all’asilo di Osio Sopra: dopo 2 mesi un’alunna è ancora in terapia intensiva

La bimba più grave coinvolta nell’incidente dell’asilo di Osio Sopra (Bergamo) si trova ancora in terapia intensiva: lo scorso maggio delle fiamme avevano coinvolto alcuni piccoli alunni mentre si trovavano attorno a un braciere.
A cura di Giorgia Venturini
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Elisa si trova ancora in gravi condizioni e ricoverata in terapia intensiva. È la più grave dei piccoli alunni dell'asilo di Osio Sopra (Bergamo) rimasti coinvolti in un incidente lo scorso 30 maggio. Alla Scuola dell’infanzia San Zeno e Asilo cucciolo quel giorno si stava tenendo un'attività di orienteering quando un genitore – a scuola come volontario – ha gettato del bioetanolo su un falò allestito per cucinare marshmellow. Subito si solo alzate le fiamme avvolgendo alcuni piccoli alunni.

Le fiamme in asilo e la corsa in ospedale

I bambini presenti erano una ventina, seduti su panche di legno disposte attorno ad alcune pietre disposte come se fosse un braciere. Quando è stato gettato del bioetanolo una violenta fiammata ha travolto cinque tra i piccoli intorno al falò e i tre adulti. Di questi due bambini sono stati trasportato con la massima urgenza in ospedale. Uno è Alessandro: dopo due mesi è a casa ma non cammina. Le sue gambe infatti sono state sottoposte a più interventi ed è ancora gravemente ustionato. La piccola Elisa è invece ancora ricoverata in terapia intensiva al Buzzi di Milano, dove sarà costretta a restare per altri mesi. La bimba ha tre quarti del suo corpo e l’80 per cento del volto sono ricoperti di ustioni.

La madre del piccolo Alessandro aveva postato la foto del figlio ricoverato al Niguarda. Ora il bimbo è a casa.
La madre del piccolo Alessandro aveva postato la foto del figlio ricoverato al Niguarda. Ora il bimbo è a casa.

In corso le indagini per lesioni colpose

Intanto sull'accaduto indaga il pubblico ministero Silvia Marchina, che ha aperto un fascicolo per lesioni colpose, accensioni ed esplosioni pericolose. Ora si cerca di capire chi sono i responsabili: "Oltre a chi ha appiccato materialmente il fuoco – spiega a Prima Bergamo l'avvocato Danilo Delia che difende le famiglie di Elisa e Alessandro – noi pensiamo che ci siano le responsabilità anche di altre persone. In Tribunale ho portato anche la documentazione fotografica, affinché i responsabili di questa tristissima esperienza si rendano conto di cosa hanno fatto". E poi tiene a precisare: "I due piccoli riporteranno conseguenze per il resto della loro vita. Alle ferite sul corpo, si aggiungono anche i problemi psicologici che derivano dalla terribile esperienza".

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