Bimba investita e uccisa all’uscita dall’asilo nido a Brescia: chiesti 2 anni per la conducente

Il sostituto procuratore di Brescia, Donato Greco, ha chiesto la condanna a 2 anni e 2 mesi di reclusione per la 76enne che, nel giugno del 2024, mentre faceva manovra nel parcheggio di un asilo nido in viale Caduti del Lavoro ha travolto e ucciso una bambina che, accompagnata dalla nonna, stava attraversando il piazzale davanti alla scuola. Secondo l'accusa, si sarebbe trattato di omicidio stradale in quanto l'automobilista non avrebbe seguito il percorso d'uscita. La difesa, invece, ha chiesto l'assoluzione dell'imputata e, in subordine, il riconoscimento delle attenuanti generiche e del concorso di colpa.
Stando a quanto ricostruito dalle indagini condotte dalla polizia locale, la 76enne alla guida di una Mercedes Glc aveva travolto la bambina, che non aveva compiuto ancora 2 anni e che viveva a Cellatica con i genitori, nel primo pomeriggio del 3 giugno 2024 nel parcheggio davanti all'asilo nido di via Caduti del Lavoro a Brescia. L'anziana stava procedendo a velocità ridottissima ma, come è stato poi accertato attraverso i filmati delle telecamere di sorveglianza, aveva "tagliato" il piazzale passando da una parte all'altra del parcheggio senza seguire il percorso d'uscita.
La bimba era stata colpita, mentre la nonna era rimasta ferita solo in modo lieve. Un medico e i titolari del nido si erano precipitati in soccorso della piccola. Con un defibrillatore avevano iniziato le manovre di rianimazione, poi continuate dai sanitari del 118 che l'avevano trasportata con la massima urgenza all'ospedale Civile. Una volta ricoverata, però, è deceduta a causa delle lesioni gravissime che aveva riportato. Stando a quanto accertato, la bambina e la nonna stavano attraversando il piazzale in un punto in cui era vietato il transito dei pedoni.
A processo per omicidio stradale, la Procura bresciana ha chiesto la condanna a 2 anni e 2 mesi di reclusione per la 76enne. Gli avvocati Felice Arco e Giorgio Zanelli, che difendono l'imputata, hanno chiesto invece l'assoluzione per la loro assistita da tutte le ipotesi colpose e, in subordine, di concedere le attenuanti generiche e quelle in caso di concorso di colpa. Nei giorni scorsi, i legali avevano depositato una consulenza tecnica di parte redatta da un oculista per attestare la carenza di capacità visiva della donna.