Migranti, la Germania invoca misure: “Controlli frontiere esterne non funzionano”
"Il controllo delle frontiere esterne non funziona, in particolare tra Grecia e Turchia. Le registrazioni non vengono fatte. Eurodac (il database ue delle impronte digitali per coloro che richiedono asilo politico e per coloro che sono entrati clandestinamente nel territorio dell'Unione europea) non viene applicato. I ricollocamenti non vanno avanti". Sono accuse forti quelle lanciate dal segretario di Stato agli Affari interni del governo tedesco Ole Schroeder, che richiama la necessità di applicare le misure europee.
Il funzionario è a Bruxelles dove è in corso il vertice d'emergenza convocato dalla commissione europea con Danimarca, Svezia e Germania, all’indomani dell’ennesima tragedia dei migranti in mare (36 morti, tra cui 3 bimbi, al largo del Mar Egeo). "Fino a quando le regole sull'asilo Ue non saranno rispettate e non verranno messe in pratica le soluzioni europee per far fronte alla pressione migratoria, gli Stati membri daranno risposte singole". ha aggiunto Schroeder al termine della riunione.
Proprio Germania, Danimarca e Svezia hanno "concordato che Schengen deve essere salvaguardata e che le misure messe in atto saranno mantenute per lo stretto necessario, cioè fino a quando ci sarà una riduzione dei flussi", come garantisce il commissario europeo Dimitris Avramopoulos dopo l’incontro con i ministri svedese e danese all'Immigrazione Morgan Johansson e Inger Stojberg, e lo stesso Schroeder. Svezia e Danimarca sono le due nazioni che nei giorni scorsi hanno ripristinato i controlli ai confini, ma senza introdurre "l'obbligo di controllo dell'identità dei passeggeri per le compagnie di trasporti", ha detto Stojberg, aggiungendo però che "lo faremo se necessario”.
La Svezia invece ha chiesto l'applicazione del "principio di Dublino", e "delle misure per rallentare il flusso su quella che diventata un'autostrada" per i flussi via Balcani e "rafforzare le frontiere esterne", ha commentato Johansson. "Siamo il Paese che per anni ha preso il numero più alto di profughi pro capite – ha aggiunto -. Ne sono arrivati 115mila solo negli ultimi 4 mesi, e 26mila minori non accompagnati. Occorre lavorare assieme per salvaguardare le regole. Ma ora cominciamo ad avere dei problemi nella gestione dei flussi. Serve una politica europea di condivisione delle responsabilità".