AGGIORNAMENTO. La nave umanitaria della piattaforma Mediterranea Saving Human, la Mare Jonio, attracca a Lampedusa. Secondo fonti del Viminale la Guardia di Finanza è in procinto di sequestrare la nave: "È il motivo per cui la nave è a Lampedusa. Le Fiamme gialle erano salite a bordo rilevando alcune irregolarità". Ma la notizia non è stata confermata da documenti ufficiali. A scortare la nave al porto sono state due unità della Guardia di Finanza. Come fanno sapere i volontari, subito dopo l'attracco della nave, sono stati sbarcati i 30 migranti a bordo, tra cui ci sono quattro minori e due donne incinte: "I 30 naufraghi stanno per essere sbarcati a Lampedusa. Nei loro sorrisi il senso del nostro impegno. Sono salvi, è la cosa più importante", dicono su Twitter. Salvini alza il tiro: "Ultimo viaggio per la nave dei centri sociali MareJonio: bloccata e sequestrata. Ciao ciao", ha scritto su Twitter. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha confermato la versione del ministro degli Interni: "Circa la vicenda della nave Mare Jonio ci siamo sentiti con Salvini e siamo d'accordo sul sequestro, la nave era stata già diffidata, ora si faranno le verifiche". Successivamente, in serata è arrivata la notifica di sequestro preventivo della Mare Jonio: è stato anche indagato il comandante, come fa sapere Mediterranea.

Ma l'assenza di una comunicazione ufficiale viene segnalata anche dall'organizzazione umanitaria: "Viminale annuncia sequestro? Curioso che lo faccia via stampa prima che a noi. Nessuna notifica. Nessuna irregolarità riscontrata. Sequestro è atto per tentare di fermarci. Ma importante per noi è che le persone siano salve. Unico crimine è far morire la gente in mare o in Libia", ha scritto Mediterranea in un tweet.

Anche l'armatore Alessandro Metz smentisce: le Fiamme Gialle, salite a bordo della Mare Jonio, "non ci hanno detto nulla su presunte irregolarità. Apprendo dalla stampa del sequestro della nave, ma a noi non è stato notificato alcunché, e a bordo non vi è alcuna irregolarità". In realtà, aggiunge, si è in presenza di "gesti politici, da parte di Salvini, dopo le sconfitte subite in questi giorni, dalla perdita di un sottosegretario al fatto che sia la marina militare sia noi salviamo delle persone".

"In un Paese normale chi salva una vita viene ringraziato. Nell'Italia di Salvini invece, viene messo sotto accusa" Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra italiana, commenta così le indiscrezioni filtrate dal ministero degli Interni. "Dovremmo dire un grazie enorme – prosegue – a chi in queste ore, Marina Militare e Mediterranea hanno salvato persone che senza il loro intervento sarebbero morte. L'annuncio di un sequestro di Nave Mare Jonio è grave e inaccettabile. Fermare chi salva le vite significa semplicemente aumentare il numero di chi muore in Mare". 

Questa mattina la nave è entrata in acque territoriali italiane con i profughi salvati ieri sera al largo della Libia. Ad annunciarlo nella mattinata di venerdì è stata la stessa organizzazione che da tempo è impegnata nei soccorsi ai migranti in difficoltà nel Mediterraneo. La nave ha chiesto un porto sicuro alle autorità italiane per far sbarcare le persone a bordo. "Pochi minuti fa la Mare Jonio, con a bordo le 30 persone salvate nel tardo pomeriggio di ieri a 40 miglia dalle coste libiche, ha fatto il suo ingresso nelle acque territoriali italiane 12 miglia a sud di Lampedusa" scrivono infatti su profilo Facebook di Mediterranea Saving Human.

A questo punto rischia di ripetersi la situazione già vissuta in passato dalla stessa nave, rimasta bloccata in mare per giorni su ordine del Viminale prima di poter attraccare in porto. "In questo momento la nave è stata raggiunta da due unità della Guardia di Finanza per un ‘controllo di polizia'" hanno rivelato infatti dalla Mare Jonio, aggiungendo: "Chiediamo l’ingresso in un porto sicuro dove sbarcare uomini, donne incinte e bambina a bordo". In precedenza  l'organizzazione umanitaria aveva fatto sapere di aver chiesto al Centro di coordinamento dei soccorsi italiano (MRCC di Roma) un porto sicuro ma che dalla Capitale avevano risposto di fare riferimento alle autorità libiche. "Si tratta di autorità un paese in guerra dove i diritti umani non esistono" denunciano da Mediterranea Saving Human.

Conte autorizza sbarco dei migranti soccorsi dalla Marina

Intanto il Premier Conte ha autorizzato lo sbarco nel porto siciliano di Augusta dei 36 migranti soccorsi nelle scorse ore sempre al largo della Libia ma da una nave della Marina militare italiana, il pattugliatore nave Cigala Fulgosi. Una decisione che rischia di aprire un nuovo scontro nel governo tra il Presidente del Consiglio e il Ministro Salvini. "Perché il salvataggio è avvenuto in acque libiche? Peraltro pattugliate dalla guardia costiera libica che mercoledì in pieno Ramadan ha soccorso, salvato e portato indietro più di 200 immigrati. O si lavora tutti nella stessa direzione o non può esserci un ministro dell'Interno che chiude i porti e qualcun altro che raccoglie i migranti. È vero che bisogna chiarire alcune vicende all'interno del governo" aveva tuonato Salvini dopo il salvataggio, assicurando: "Io porti non ne apro".

Una presa di posizione smentita da Conte che poche ore dopo ha dato il via libera allo sbarco, spiegando: "Ho parlato con i partner europei. Ho raccolto la disponibilità di Malta, Francia e Lussemburgo a prendere alcuni migranti e l'Italia attende una risposta anche da Germania, Spagna e Portogallo". "I 36 migranti che erano a bordo di una imbarcazione che stava per affondare, sono stati messi in salvo dal personale della nostra Marina militare che era a bordo della nave Cigala Fulgosi e ora sono stati tutti trasferiti sull'unità Stromboli. La nave Stromboli viaggia adesso verso il porto militare di Augusta, dove i migranti verranno fatti sbarcare" ha reso noto la presidenza del Consiglio dei ministri. In precedenza era stata la Marina a spiegare che il barcone "imbarcava acqua e quindi era in procinto di affondare", con le persone a bordo, "prive di salvagente", che "erano in imminente pericolo di vita". La nave è attesa al pontile Nato, nel territorio di Melilli, lo stesso luogo che ospita il relitto del barcone naufragato nel 2015 e recuperato in fondo al mare, temporaneamente esposto alla Biennale di Venezia.

"Ancora una volta l’impegno del presidente del Consiglio Conte ha permesso di portare al sicuro 36 migranti che erano a bordo di un’imbarcazione in procinto di affondare e di redistribuirli in 4 Paesi europei. La nostra MarinaMilitare ha trasferito le persone nulla nave Stromboli e nel giro di poche ore l’Italia ha ottenuto la disponibilità di Francia, Malta, Lussemburgo e Germania ad accogliere i migranti". Lo hanno detto in una nota i deputati del Movimento 5 Stelle in commissione Esteri alla Camera. "Abbiamo ribadito più volte che per affrontare il fenomeno migratorio è necessaria la collaborazione di tutti i Paesi europei. Non servono le polemiche o le prese di posizione fini a se stesse. Il presidente Conte ha dimostrato ancora una volta che portando avanti la sua delicata azione diplomatica si ottengono risultati".