Nuovo braccio di ferro tra Italia e Malta, alle spese dei migranti. Dopo l'accordo raggiunto ieri tra cinque Stati dell'Ue sui 141 migranti a bordo della nave Aquarius dell'ong Sos Mediterranee e di Msf, e dopo che l'Italia aveva dato l'ok per prenderne in carico 20 (Francia e Spagna ne prenderanno 60 a testa) si profila un nuovo stallo diplomatico.

Una nave della Guardia costiera italiana, la Diciotti, ha soccorso 190 persone in mare. Il salvataggio è avvenuto ieri notte. Il natante, che si trova ora tra acque maltesi e italiane, ha chiesto a Malta un porto per lo sbarco e l'assistenza. I 190 migranti si trovavano su un barcone, con il motore in avaria: tra le persone messe in salvo, la Capitaneria ne ha evacuate 13 bisognose di cure mediche, insieme ai loro familiari. Questi profughi, tutti eritrei, si trovano adesso a Lampedusa: sono state portate nel poliambulatorio dell'isola. Tra di loro c'è una donna che avrebbe subito violenze durante la permanenza in Libia e che ha avuto un aborto spontaneo. E poi ci sono tre bambini sono affetti da scabbia, un uomo con linfedema, uno con forti dolori addominali e un altro in stato di collasso.

A coordinare i soccorsi, avvenuti nell'area Sar maltese, sono state le autorità della Valletta, fino alle 20.53 di ieri sera. Per questo motivo il Centro italiano di coordinamento del soccorso marittimo si è rivolto al governo maltese, per poter sbarcare i restanti 177. Tra di loro ci sarebbero 137 uomini, 6 donne e 34 minori.

L'isola ha però opposto un fermo rifiuto: "L'Italia non ha appigli legali per chiedere a Malta di fornire un porto sicuro per questo ultimo caso", ha chiarito il governo maltese in una nota pubblicata dal ministro degli Interni Michael Farrugia"Il porto sicuro più vicino è Lampedusa". Secondo la ricostruzione fatta dal governo maltese, il barcone di migranti, "che procedeva nella navigazione senza dare segnali di difficoltà", "ha rifiutato l'aiuto della Marina maltese, che stava monitorando l'imbarcazione lungo il suo tragitto all'interno della zona di ‘Search and Rescue' (Sar) maltese, insistendo di voler proseguire il viaggio verso la sua destinazione finale, cioè l'Italia".

"Stranamente – recita la nota – il Centro di coordinamento del soccorso marittimo di Roma non ha mostrato alcun interesse per la sicurezza dei migranti quando il barcone si trovava nella zona di ‘Search and rescue' della Libia e non ha fornito assistenza tra una zona Sar e un'altra". Il comunicato è accompagnato da una cartina che mostra il luogo del recupero dei migranti, distante circa 16 miglia nautiche da Lampedusa e oltre 76 da Malta.

Il coordinamento di soccorso maltese, dopo aver effettuato le operazioni di salvataggio, ha assistito le persone a bordo del barcone, fornendo loro acqua, cibo e giubbotti di salvataggio. Alcune ore dopo, alle 3.07 della scorsa notte, il Centro italiano di coordinamento del soccorso marittimo, che in quel momento non conosceva la posizione delle navi di soccorso maltesi, è stato contattato dal barcone, dal quale si segnalava avaria al motore e infiltrazioni di acqua a bordo, anche a causa delle condizioni atmosferiche avverse. Durante le operazioni di recupero da parte della Guardia costiera italiana è stata anche rilevata la presenza sconosciuta, nel buio, di un'altra imbarcazione non identificata. Alle 3.20 il Centro italiano di coordinamento del soccorso marittimo ha informato Malta della situazione.

Ora Matteo Salvini minaccia: "Se altri Paesi non prenderanno parte dei 170 migranti salvati oggi dalla motovedetta italiana, noi non ci faremo carico dei venti dell'Aquarius".Era stato proprio il ministro degli Interni a sollevare il caso sul suo profilo Facebook: "È mio dovere informarvi che un barcone con 170 immigrati a bordo, ora in acque maltesi e in difficoltà, viene bellamente ignorato, anzi viene accompagnato verso le acque italiane, dalle autorità maltesi. Se questa è l'Europa, non è la mia Europa. L'Italia ha già accolto, e speso, abbastanza".

Ma il Viminale, secondo quanto ha scritto il vicepremier leghista, non era stato informato dei movimenti della Guardia costiera italiana: "Cronache dall'Europa che non esiste. I maltesi ieri avevano assunto la responsabilità di un intervento in aiuto di un barcone con 170 immigrati a bordo, come giusto, all'interno delle loro acque, e una loro imbarcazione (la P52) era giunta in zona, ma senza prestare alcun soccorso. I maltesi hanno quindi ‘accompagnato' il barcone verso le acque italiane, e una nave della Capitaneria di Porto italiana, senza che al Viminale ne fossimo informati, ha imbarcato gli immigrati mentre ancora si trovavano in acque maltesi, per dirigersi verso l'Italia. Ho chiesto che la nave italiana contatti le autorità maltesi, nelle cui acque è avvenuto il soccorso, perché mettano a disposizione un porto per lo sbarco. Dopo aver accolto via mare 700.000 immigrati in pochi anni, penso che l'Italia abbia già fatto il dovere suo e anche di altri".

Il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri ha commentato l'episodio criticando duramente il governo: "Leggo una dichiarazione del vicepresidente del Consiglio Salvini il quale dice che, senza che al Viminale fossero stati informati, una nave della Capitaneria di Porto italiana ha imbarcato in acque albanesi 170 clandestini. Chi ha dato l'ordine alla Capitaneria di Porto di imbarcare in acque territoriali di un altro Paese dei clandestini? Il Ministro da cui dipendono, ovvero Toninelli? O la Capitaneria agisce secondo proprie libere valutazioni? Non credo sia così. Nel passato Forza Italia contestò il comportamento che i governi a guida Pd avevano imposto alla Guardia Costiera, facendole caricare in qualsiasi luogo e in qualsiasi contesto clandestini che venivano portati in Italia. Fummo noi per primi a chiedere che questo andazzo finisse. Ci sorprende leggere le parole del Ministro dell'Interno Salvini, che esprime una meraviglia che condividiamo, ma alla quale vorremo seguissero atti conseguenti. È stato Toninelli ad agire, ancora una volta, da importatore di clandestini?".