La legge approvata dall'Emilia Romagna ieri che obbliga i genitori a vaccinare i propri figli per accedere all'asilo nido potrebbe non rimanere un virtuoso caso isolato. A dichiararlo è il ministro della Salute Beatrice Lorenzin che, commentando la nuova norma introdotta per la prima volta in Italia dalla regione emiliana, ha sostenuto che ormai i tempi sono maturi perché a questa approvazione possano seguirne di ulteriori, in tutta Italia. "I tempi sono maturi perché l’esempio dell’Emilia Romagna sia seguito anche da altre Regioni. Penso che la decisione dell’Emilia sia stata coraggiosa e giusta, a fronte di un calo vaccinale dei dati della Regione molto preoccupante, sia per quanto riguarda le vaccinazioni obbligatorie sia quelle facoltative", ha spiegato il ministro. "Quest’anno, ad esempio, abbiamo avuto dei bambini morti per pertosse, che pensavamo una malattia debellata, ed abbiamo un’insorgenza preoccupante per il morbillo, con decessi dovuti alle complicanze; abbiamo inoltre un caso sospetto di difterite, una patologia debellata da oltre 30 anni. In altri Paesi ci sono casi di poliomielite, e dobbiamo ricordare che le malattie `viaggiano´ e un altro tema da non sottovalutare è poi quello della meningite", ha proseguito Lorenzin.

Dello stesso avviso è la presidente della Commissione Sanità del Senato, Emilia Grazia De Biasi, che chiede di reintrodurre l'obbligo vaccinale con una legge nazionale. Ma non è finita qui: a seguito dell'approvazione della legge regionale emiliana, il governatore del Lazio ha dichiarato di essere intenzionato a seguirne l'esempio: "È una legge che proporrò in Consiglio regionale per combattere la diffusione di malattie pericolose e tutelare la salute dei più piccoli. Dopo l’Emilia, facciamo un passo avanti di civiltà anche nel Lazio", ha annunciato su Facebook il governatore Nicola Zingaretti, esempio che potrebbe essere seguito da Toscana, Marche e Friuli Venezia Giulia. Contrario invece l'assessore regionale lombardo Giulio Gallera, che all'obbligo per legge preferisce invece puntare su una capillare campagna di informazione.

L'associazione dei consumatori Condacons, invece, ha duramente criticato l'iniziativa legislativa dell'Emilia Romagna annunciando una battaglia legale e definendo la legge "incostituzionale": "Una legge inapplicabile, incostituzionale e contraria alle norme nazionali", ha dichiarato il presidente del Condacons Rienzi, una posizione condivisa dall'associazione Movimento italiano genitori (Moige), la quale sostiene che "il provvedimento dell’i’Emilia Romagna è illiberale, coercitivo e discriminante verso le famiglie. Siamo perplessi della norma regionale dell’Emilia, che crea una inaccettabile coercizione e discriminazione verso i genitori che per il benessere dei figli preferiscono adottare profilassi preventive differenti".