Renzi: “L’Italia sta uscendo dalla crisi grazie alle nostre riforme, ma dobbiamo fare di più”

Renzi: “L’Italia sta uscendo dalla crisi grazie alle nostre riforme, ma dobbiamo fare di più”

Aprendo l'ottava edizione della Leopolda, Matteo Renzi ha ricordato le 235 vittime dell'attentato in Egitto e invitato i presenti a commemorarle con un minuto di silenzio: "Vorrei abbracciare i nostri fratelli egiziani, i nostri fratelli musulmani. Questo terrorismo che attacca Al Sisi, che sta cercando di combatterlo. L'Italia sarà sempre al fianco di chi combatte il terrorismo islamico e contro chi semina morte". Proseguendo, il segretario del Partito Democratico ha presentato i co-conduttori di questa Leopolda, che vedrà come protagonisti i cosiddetti "Millennials" iscritti al Pd, tutti giovani rigorosamente nati dopo il 1990, che si alterneranno sul palco nel corso della tre giorni.

"Abbiamo scelto di intolare questa Leopolda, L8, alla lotta. Per cosa lottate voi?", chiede Renzi ai ragazzi presenti sul palco. "Se leggo i giornali, se guardo le trasmissioni che spesso parlano di ciò che ci riguarda, vedo un sentimento quasi di rassegnazione e io trovo che questo sia veramente falso. Ogni giorno ricevo mail di persone entusiaste, ma forse non siamo in grado di trasmettere questo sentimento e quindi vi invito a raccontare sui social per cosa lottate, quali risultati vorreste che l'Italia raggiungesse. Noi questa sera lotteremo contro le fake news. Proprio questo pomeriggio il New York Times ha raccontato con un articolo che cosa sta accadendo in Italia, pochi giorni fa un'inchiesta americana ha svelato un radicato sistema di fake news sui social che ha portato all'oscuramento di molte pagine che acontavano in totale ben 7 milioni di like, pagine che spesso facevano propaganda contro di noi, non solo, ma soprattutto contro di noi. Noi dovremmo avere un obiettivo, ovvero la lotta per la verità, e penso che dovremmo fare la nostra parte. L'italia sta uscendo dalla crisi, grazie agli italiani e grazie a chi in questi anni ha lavorato per uscire dalla crisi facendo le riforme. Dai tavoli di lavoro di questa tre giorni, quindi, mi aspetto proposte concrete per migliorare, basta pensare ai ‘mille giorni'". 

"Sulle fake news ci giochiamo le elezioni", ha spiegato Matteo Renzi, che si è inoltre soffermato a ricordare il caso di Beatrice Di Maio, un fake Twitter che nel corso dei mesi scorsi per molto tempo ha divulgato una serie di bufale e rivelatasi infine essere la moglie del forzista ed ex ministro Renato Brunetta. "Le persone libere fanno paura, l epersone che non hanno scheletri nell'armadio fanno paura. Noi sappiamo che dobbiamo lavorare con forza per capire il futuro, per far funzionare meglio la Pa, l'alternanza scuola lavoro, per dare una mano a chi soffre, a chi ha una malattia degenerativa, ma non dobbiamo fare l'errore che ho fatto io in questi mesi, ovvero rincorrere il populismo. Noi però non scenderemo a nessun compromesso e non faremo più passare niente e non lasceremo fare questa lavoro solo alla stampa straniera. La rabbia non serve a niente se non c'è la capacità di educazione critica, basterebbe slo quella per capire che queste sono cose false, che le fake news sui vaccini e sulle case farmaceutiche sono bufale. Basterebbe un po' di educazione critica per capire che Boschi e Boldrini non sono andate al funerale di Totò Riina. Noi alla logica delle fake news rispondiamo con un motto di Lorenzo Milani, ci sta a cuore, il contrario del motto fascista del me ne frego". 

"Noi siamo quelli che facciamo le battaglie per i diritti civili, siamo quelli delle unioni civili, siamo quelli del ‘dopo di noi'. Noi sosteniamo la legge sul fine vita, faremo di tutto perché venga approvata entro la fine della legislatura e creeremo le condizioni affinché la discussione sul fine vita non sia fine a se stessa", ha proseguito Matteo Renzi, annunciando dunque, o meglio ribadendo, il sostegno del Partito Democratico all'approvazione della legge sul biotestamento.


Al via l’ottava edizione della Leopolda: Renzi riuscirà a ricostruire il centrosinistra?

A Firenze si apre oggi, venerdì 24 novembre, la tradizionale kermesse renziana che ormai 8 anni fa ha lanciato l'attuale segretario nazionale del Partito Democratico nell'agone politico nazionale. Di cosa si parlerà durante questa ottava tre giorni alla Leopolda di Firenze? Al momento ancora nessuna indiscrezione relativa al discorso che farà Matteo Renzi in apertura, ma sicuramente affronterà quello che può essere considerato il tema politico della settimana, ovvero: "Quale sarà il futuro del centrosinistra italiano?".

Da tempo il Partito Democratico discute di alleanze in ottica elettorale e con l'avvicinarsi del voto, che presumibilmente si terrà in una data a scelta tra il 4 e il 18 marzo 2018 stando ai rumour, la discussione si fa sempre più intensa. Matteo Renzi ha dato mandato all'ex Ds Piero Fassino di ricucire i rapporti con gli altri partiti della galassia di centrosinistra, in primis Mdp, il movimento fondato a febbraio dagli scissionisti dem Pier Luigi Bersani, Roberto Speranza e Massimo D'Alema. Da parte di Mdp, però, sembra non esserci alcuna intenzione di ricucire i rapporti, invece. Bersani sostiene che tra Mdp e il Pd ci sia una distanza "culturale" incolmabile, soprattutto per quanto riguarda la visione relativa al mercato del lavoro e al ripristino dell'articolo 18. La spaccatura sembra insanibile, ma le elezioni sono ancora lontane e dunque è possibile che nel corso dei prossimi mesi i due partiti trovino una quadratura d'intenti.

Per quanto riguarda Campo Progressista, il movimento lanciato dall'ex sindaco di Milano Giuliano Pisapia, non esiste ancora un accordo ufficiale, idem per i Radicali Italiani di Emma Bonino. Rispetto a Mdp, che ha addirittura negato a Fassino la possibilità di discutere nel merito di una possibile alleanza, Radicali e Pisapia hanno invece incontrato i rappresentanti del Partito Democratico, ma al momento sembra non essere stata trovata alcuna intesa formale.

Questa ottava edizione della Leopolda appare sottotono rispetto al passato. Molti i grandi assenti: all'appello mancheranno il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, il sindaco di Milano Giuseppe Sala, il ministro della Giustizia Andrea Orlando, il fondatore di Eataly Oscar Farinetti e lo stilista Brunello Cucinelli.