
Teheran ha attaccato e incendiato la petroliera kuwaitiana Al-Salmi al largo di Dubai. Donald Trump ha risposto minacciando l'annientamento dei siti energetici iraniani se l'Iran non riaprirà immediatamente lo Stretto di Hormuz. L'incidente ha fatto impennare il greggio sopra i 101 dollari, con i prezzi del carburante ancora in aumento.
Mentre Israele bombarda obiettivi militari a Teheran e Beirut, un missile balistico iraniano è stato abbattuto dai sistemi NATO nei cieli della Turchia. Colpita una petroliera a Dubai. Il presidente Usa ha poi criticato gli alleati, in particolare Francia e Regno Unito, non intervenuti nel conflitto: "Ora trovatevi da soli il petrolio o compratelo da noi".
Nonostante la pressione, la Casa Bianca punta a un accordo entro il 6 aprile, ma l'Iran liquida le proposte americane come "illogiche". Intanto l'Italia ha fatto sapere di aver negato agli USA l'utilizzo della base di Sigonella.
"Nobel Narges Mohammadi in carcere in Iran è in pericolo di vita"
Narges Mohammadi, vincitrice del Premio Nobel per la Pace e incarcerata, è in pericolo di vita dopo aver subito un presunto attacco cardiaco all'inizio di questo mese, per il quale ha ricevuto cure inadeguate. Lo affermano i suoi sostenitori. Mohammadi, che ha vinto il premio nel 2023, è stata arrestata il 12 dicembre nella città orientale di Mashhad dopo aver criticato le autorità clericali iraniane durante una cerimonia funebre.
"Le sue condizioni di salute generali erano estremamente precarie e, quando è stata portata in sala colloqui da un'infermiera del carcere, appariva pallida e debole, con una significativa perdita di peso", si legge in una dichiarazione, che aggiunge: "La sua vita è in imminente pericolo". Si afferma inoltre che il 24 marzo Mohammadi è stata trovata "priva di sensi nel suo letto, con gli occhi rovesciati all'indietro", in uno stato che è durato oltre un'ora. Tuttavia, è stata curata solo nell'infermeria del carcere e non portata in ospedale "nonostante questa emergenza medica e i chiari segni di un attacco cardiaco"
Il Papa: "Porterò la Croce alla Via Crucis come segno per il mondo"
"Portare la croce in tutte le stazioni credo che sarà un segno importante per quello che rappresenta il Papa, un leader spirituale oggi nel mondo, questa voce che tutti vogliono sentire per dire Cristo ancora soffre, porto tutte queste sofferenze anche io nella preghiera e vorrei invitare tutte le persone di buona volontà a camminare insieme e cercare come anche noi possiamo essere portatori di pace". Lo ha detto Papa Leone ai giornalisti che gli hanno chiesto quale sia il motivo per cui ha deciso di portare personalmente la croce in tutte le stazioni della Via Cricus nel Venerdi santo al Colosseo.
Lapid: "Netanyahu ha spezzato la società israeliana dall'interno"
"Nel giorno in cui l'intero Stato di Israele piange la morte di cinque soldati uccisi in Libano, in una serata di incessanti lanci contro le comunità del nord, Netanyahu ha pronunciato per la millesima volta l'arrogante discorso in cui afferma: ‘Ho cambiato il Medio Oriente'. Manca una parola in questo discorso: ‘quasi'. Ha quasi cambiato il Medio Oriente, e alla fine si scopre ogni volta che non è cambiato. L'unica cosa che ha cambiato è stata la società israeliana, ci ha spezzati dall'interno". Lo ha dichiarato il capo dell'opposizione israeliana Yair Lapid rispondendo al discorso del premier Netanyahu questa sera.
La portaerei George H.W. Bush è partita verso il Medio Oriente
La portaerei George W. H. Bush è partita dalla Virginia diretta in Medio Oriente. Lo riporta il Wall Street Journal sottolineando che potrebbe impiegare settimane per raggiungere l'area.
Pasdaran: "Attaccata in Arabia Saudita residenza personale Usa"
Il comandante dell'aeronautica dei Guardiani della rivoluzione, Seyed Majid Moosavi, ha rivendicato un attacco a una residenza in Arabia Saudita dove sarebbe stato alloggiato personale americano. "Oggi abbiamo attaccato con droni e missili la residenza di piloti e membri di equipaggio americani ad Al-Kharj, colpendo un gruppo di 200 persone. Ora, oltre agli Awacs, alle aerocisterne e ai depositi di carburante, all'elenco delle perdite subite da Trump e Hegseth si aggiunge anche quello dei membri dell'equipaggio", ha scritto su X.
Il Papa: "Pasqua il tempo più sacro, invoco la pace"
"Siamo nella settimana santa viene la Pasqua dovrebbe essere il tempo più santo, il più sacro di tutto l'anno, un tempo di pace e di riflessione ma come tutti sappiamo di nuovo nel mondo in tanti posti stiamo vedendo tanta sofferenza, tanti morti anche bambini innocenti, continuamente facciamo l'appello per la pace ma purtroppo tante persone vogliono promuovere l'odio, la violenza, la guerra e quindi anche stasera rinnovo un appello invitando tutti a vivere questi giorni riconoscendo che Cristo è ancora crocifisso oggi, soffre negli innocenti", "magari una tregua per Pasqua, ma che finisca la guerra prima". Così papa Leone.
Netanyahu: "Abbiamo scosso il regime iraniano, prima o poi cadrà"
"Abbiamo scosso le fondamenta del regime iraniano. Oggi, dopo la guerra dei 12 giorni e la guerra che stiamo combattendo, abbiamo sconvolto questo regime che – lo vedrete – prima o poi cadrà". Lo ha detto il premier israeliano Benyamin Netanyahu in una dichiarazione video.
Netanyahu: "Colpiamo con dieci piaghe regime terrorista"
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha sostenuto che l'investimento iraniano di "mille miliardi di dollari" in missili balistici, arricchimento nucleare e sostegno a gruppi armati per procura "p andato in fumo". In una dichiarazione video, ha detto che Israele ha colpito l'Iran e i suoi alleati con "dieci piaghe", un riferimento alla prossima festività di Pesach, che inizia domani sera.
Il primo ministro elenca i colpi inferti da Israele ai gruppi terroristici Hamas a Gaza, Hezbollah in Libano, gli Houthi in Yemen e altri in Cisgiordania, nonche' al regime deposto di Assad in Siria. Poi l'elenco delle cinque "piaghe" inflitte all'Iran, colpendo il suo programma nucleare, i missili balistici, le infrastrutture del regime, le forze di sicurezza interne e i suoi alti dirigenti. La guerra non e' finita, ha detto ma ha elencato i risultati ottenuti da Israele, un possibile tentativo di preparare la sua campagna comunicativa nel caso in cui il presidente statunitense Donald Trump decidesse di porre fine alla guerra a breve. Netanyahu ha sottolineato che c'è stata una "svolta strategica" nei confronti dell'Iran, sostenendo che prima l'Iran voleva strangolare Israele, ma ora è Israele a strangolare l'Iran. Il regime "è più debole che mai, e Israele è più forte che mai". Il primo ministro ha insinuato che il presidente americano Joe Biden non abbia interiorizzato il pericolo iraniano, affermando di aver avvertito "i presidenti degli Stati Uniti".
Papa Leone: "Ho detto a Trump di porre fine alla guerra"
"Ho detto a Trump di porre fine alla guerra in Iran". Lo ha detto Papa Leone XIV rispondendo alle domande dei giornalisti all'uscita dalla residenza pontificia di Castel Gandolfo. Al Papa è stato chiesto in inglese che cosa vorrebbe dire al presidente degli Stati Uniti Donald Trump e ad Israele. Leone ha rinnovato il suo appello alla pace a "tutti" i leader del mondo.
Araghchi: "Messaggi con Witkoff ma non significa che c'è trattativa"
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Aragchi ha confermato ad Al Jazeera che ci sono stati scambi di messaggi con gli Stati Uniti, direttamente o tramite amici nella regione. "Ricevo messaggi direttamente" dall'inviato speciale statunitense Steve Witkoff, "come prima, e questo non significa che siamo in trattative", ha affermato. "Non c'è alcuna verità nell'affermazione di negoziati con qualsiasi parte in Iran". Il ministro ha aggiunto che Teheran non ha preso alcuna decisione in merito ai negoziati con gli Stati Uniti e che nutre delle riserve al riguardo.
Al Arabiya: "Giornalista rapita a Baghdad sarebbe stata liberata"
Shelly Kittleson, la giornalista americana rapita stasera a Baghdad "secondo alcune informazioni" sarebbe stata liberata durante l'intervento delle forze di sicurezza irachene. Lo riferisce al Arabiya in inglese, sottolineando che la reporter sarebbe rimasta ferita nel ribaltamento dell'auto dove si trovava e trasportata in ospedale.
Media: "Usa non si oppongono all'iniziativa di Cina e Pakistan sull'Iran"
Secondo una fonte a conoscenza dei dettagli interpellata da Channel 12, la Cina sta aiutando gli Stati Uniti negli sforzi per porre fine alla guerra e la Casa Bianca non si oppone all'iniziativa pachistana e cinese annunciata oggi. Tuttavia, precisa la tv israeliana, non c'è stata ancora una risposta ufficiale da parte degli Stati Uniti o dell'Iran all'iniziativa. Intervistato dalla stessa emittente, Donald Trump ha dichiarato: "I negoziati con l'Iran per porre fine alla guerra stanno procedendo bene". Alla domanda sull'iniziativa di Pakistan e Cina, Trump "non l'ha criticata né si è espresso contro. Tuttavia, non ha nemmeno confermato che gli Stati Uniti l'accetteranno", si legge sul sito di Channel 12.
Usa all'Onu: "Caschi blu affrontano pericoli eccezionali per proteggere civili"
"I caschi blu affrontano pericoli eccezionali per prevenire i conflitti e proteggere i civili. La loro incolumità e la loro sicurezza devono essere rispettate da tutte le parti, in ogni momento. È per questo motivo che chiedo a questo Consiglio, e al mondo intero che ci osserva, di fare una pausa e di sospendere il giudizio finché le Nazioni Unite non avranno potuto indagare a fondo e valutare appieno le circostanze di questi tragici incidenti, pur condividendo noi tutti lo sgomento e il dolore per questa perdita". Lo ha detto l'ambasciatore americano all'Onu, Mike Waltz, parlando in Consiglio di Sicurezza dopo la morte di tre caschi blu Unifil in Libano.
"Lo ribadisco: i media, il mondo che ci guarda e questo Consiglio dovrebbero fermarsi e consentire alle Nazioni Unite di indagare a fondo e valutare le circostanze di questi eventi", ha ribadito. "Tutti noi riconosciamo che le sofferenze in questa regione sono immense e si protraggono ormai da troppo tempo. Genitori, figli e nonni non dovrebbero dover affrontare i pericoli quotidiani causati dai terroristi sostenuti dall'Iran, che da lungo tempo affliggono sia Israele che il Libano – ha continuato – Le popolazioni di questa regione meritano un futuro diverso, caratterizzato dalla sicurezza, dalle opportunità economiche e da una vita normale, non fatto di razzi, tunnel e dalla costante minaccia di escalation e ritorsioni". Infine ha ripetuto che dobbiamo sostenere il governo libanese nel respingere Hezbollah.
Putin sente il presidente degli Emirati sulla crisi in Medio Oriente
Il presidente Vladimir Putin ha tenuto una conversazione telefonica con il presidente degli Emirati Arabi Uniti, Mohammed bin Zayed Al Nahyan, con focus sulla situazione in Medio Oriente e nel Golfo'."È stata sottolineata l'importanza di una rapida cessazione delle ostilità e dell'intensificazione degli sforzi politici e diplomatici per una soluzione pacifica", ha riferito il Cremlino in un comunicato, ripreso dalle agenzia russe. I leader hanno inoltre rilevato l'alto livello di cooperazione e di contatti tra Russia ed Emirati Arabi Uniti, che si stanno sviluppando con successo in molti settori.
Il cardinale Pizzaballa invita a "guardare avanti" dopo tensioni
Il cardinale Pizzaballa in un video diffuso dopo le polemiche dei giorni scorsi: "Le celebrazioni di Pasqua avverranno a porte chiuse, con poche persone. In Libano e Siria tante persone stanno peggio di noi".
Gb annuncia invio di più militari e sistemi di difesa nei Paesi del Golfo
Altri militari e sistemi di difesa aerea saranno inviati dal Regno Unito in Medio Oriente nell'ambito delle operazioni difensive contro gli attacchi dell'Iran, portando a circa 1.000 il numero totale di effettivi di Londra impegnati nella protezione del Golfo e di Cipro. Lo ha annunciato il ministro della Difesa britannico, John Healey, che si trova a Doha per un tour fra Qatar, Bahrein e Arabia Saudita con l'obiettivo di ribadire il sostegno di Londra ai Paesi alleati nella regione. "Siamo al fianco dei nostri partner nella difesa dei loro cieli", ha dichiarato Healey. Inoltre è stata prorogata la missione dei caccia Typhoon in Medio Oriente sempre in funzione difensiva.
Pezeshkian: "Da Usa attacchi durante dialogo, non credono in diplomazia"
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha affermato che l'Iran è stato attaccato due volte durante i negoziati, sostenendo che ciò dimostra che gli Stati Uniti non credono nella diplomazia. È quanto riporta Al Jazeera Arabic. In dichiarazioni rilasciate dalla presidenza iraniana, Pezeshkian ha anche affermato che le tensioni nello Stretto di Hormuz sono il risultato di quelle che ha definito azioni ostili americano-sioniste contro l'Iran. Ha inoltre criticato quelle che ha definito posizioni europee di parte nei confronti dell'Iran durante una telefonata con il presidente del Consiglio europeo.
Media: "Rapita a Baghdad una giornalista freelance statunitense"
La giornalista freelance statunitense Shelley Kittleson, che lavora al sito di informazione Al Monitor coprendo la regione del Medio Oriente, è stata rapita a Baghdad. Lo riferiscono diversi media iracheni secondo cui la reporter è stata rapita da "uomini armati nel centro di Baghdad". Secondo quanto riferito dal canale saudita Al Hadath, agenti delle forze di sicurezza irachene "hanno arrestato uno dei rapitori". Al momento nessuno ha rivendicato il gesto. L'agenzia di stampa irachena Shafaq ha riferito che il rapimento è avvenuto nei pressi dell'Hotel Palestine in via Al Saadoun. Kittleson ha lavorato come corrispondente da Baghdad per diversi anni, collaborando anche con The National e Foreign Policy. La sua copertura giornalistica si concentra sulle fazioni armate, sulle relazioni tra Stati Uniti e Iraq e sugli sviluppi della sicurezza regionale.
Crosetto sente Al Thani: "Condivisa forte preoccupazione"
"Oggi importante colloquio telefonico con Sua Eccellenza Sheikh Saoud bin Abdulrahman Al Thani, vice primo ministro e ministro della Difesa del Qatar. Condivisa forte preoccupazione per la situazione di sicurezza e la crisi in Medio Oriente. Confronto utile sugli ultimi sviluppi e per ribadire l'impegno comune e il ruolo centrale della diplomazia nel favorire la de-escalation. Necessario uno sforzo condiviso per riportare la stabilita' ed evitare effetti negativi di lungo periodo, gia' evidenti sul piano commerciale, energetico e finanziario". Lo scrive su X il ministro della Difesa Guido Crosetto.
Onu: "Se Israele applica la pena di morte sarà crimine di guerra"
L'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani ha duramente criticato l'approvazione da parte del parlamento israeliano di una nuova legge sulla pena di morte "profondamente discriminatoria", avvertendo che la sua applicazione nei territori palestinesi occupati "costituirebbe un crimine di guerra". La nuova legge, che renderebbe la pena di morte la punizione predefinita per i palestinesi nella Cisgiordania occupata da Israele riconosciuti colpevoli di aver intenzionalmente compiuto attacchi mortali considerati "atti di terrorismo" da un tribunale militare israeliano, "è palesemente incompatibile con gli obblighi di Israele ai sensi del diritto internazionale", ha dichiarato Volker Turk in un comunicato. "La sua applicazione ai residenti dei territori palestinesi occupati costituirebbe un crimine di guerra", ha aggiunto.
Carney (Canada): "Illegale l'invasione israeliana del Libano"
Il Primo Ministro canadese Mark Carney ha denunciato il dispiegamento di truppe israeliane contro obiettivi di Hezbollah in Libano, definendolo un'"invasione illegale" che viola la sua "integrità e sovranità. Il governo libanese ha messo al bando Hezbollah, sta agendo, sta cercando di agire contro Hezbollah e le sue attività terroristiche e le sue minacce a Israele, e questa è la presunta giustificazione per questa invasione", ha detto Carney ai giornalisti durante un evento a Wakefield, in Quebec. "Quindi la condanniamo", ha aggiunto.
Oms: "Attacchi nei pressi di nostra sede a Teheran"
"Negli ultimi due giorni si sono verificati attacchi nei pressi della sede dell’Oms nella capitale iraniana, Teheran, che hanno mandato in frantumi le finestre". Lo scrive il direttore generale dell'Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus in un post sul social X. "Fortunatamente tutti i colleghi della sede dell’Oms in Iran sono stati rintracciati e nessuno è rimasto ferito", ha aggiunto, "gli attacchi che compromettono le operazioni e danneggiano gli edifici dell’Oms e di altre agenzie dell'Onu, le cui ubicazioni sono state chiaramente identificate, non possono essere tollerati e devono essere evitati a tutti i costi".
Cina e Pakistan propongono piano in 5 punti per la fine della guerra in Iran
Cina e Pakistan hanno proposto un piano in cinque punti per la fine della guerra in Medio Oriente che include un cessate il fuoco immediato, l'avvio di colloqui di pace il prima possibile, la cessazione degli attacchi contro i civili e obiettivi non militari, come siti energetici, il rapido ripristino del "passaggio sicuro per le navi civili e commerciali" nello Stretto di Hormuz e che si arrivi a un accordo di pace con il sostegno dell'Onu. L'iniziativa congiunta è stata annunciata dopo l'incontro a Pechino tra il ministro cinese Wang Yi e quello pachistano Ishaq Dar. I due Paesi si sono proposti come mediatori. Lo riportano i media internazionali.
Madrid: "Non prevediamo ritiro truppe Usa da basi Rota e Moron"
La ministra della Difesa spagnola, Margarita Robles, ha affermato che il governo di Pedro Sanchez non prevede il ritiro delle truppe statunitensi dalle basi militari di Rota e Morón. "Non prevediamo questo scenario perché le basi americane svolgono un lavoro importante in tempo di pace e siamo fiduciosi di poter continuare a collaborare anche in tali circostanze", ha detto la ministra parlando con i cronisti al Congresso dei deputati al termine dell'audizione in Commissione Mista sulla Sicurezza Nazionale. Durante l'audizione Robles ha spiegato che le due basi rimangono operative, e viene consentito il passaggio di aerei e navi militari statunitensi non direttamente coinvolti nel conflitto in Iran.
Media: "Israele cancella visita sottosegretario Francia"
Israele ha cancellato la visita del sottosegretario francese Alice Rufo, numero due del ministero della Difesa francese ed ex vice consigliere diplomatico del presidente Emmanuel Macron. Lo ha riferito Yedioth Ahronoth, precisando che la decisione e' stata presa in seguito al rifiuto di Parigi di consentire il sorvolo del suo territorio da parte di aerei americani che trasportavano munizioni destinate allo Stato ebraico. La tappa in Israele rientrava nel viaggio nella regione di Rufo, arrivata oggi a Beirut per dimostrare il sostegno di Parigi alla sovranita' libanese e solidarieta' a Unifil. Nella sua agenda, incontri con il presidente Joseph Aoun e il premier Nawaf Salam, insieme alla consegna all'esercito libanese di 39 veicoli blindati per il trasporto truppe.
Borsa: l'Europa conclude in crescita, Londra +0,5%. Bene Francoforte e Madrid
I mercati azionari del Vecchio continente in generale rialzo oggi: le Borse migliori sono state quelle di Francoforte e Madrid, che hanno chiuso con un aumento dello 0,8%, seguite da Londra e Parigi in crescita di mezzo punto percentuale. In leggera controtendenza Amsterdam, che ha segnato un calo finale dello 0,5% con la scivolata del gigante Unilever (-7%) dopo la fusione della divisione Foods con McCormick.
Jorgensen: "Da guerra Iran già 14 miliardi in più energia"
"Dall'inizio del conflitto in Medio Oriente, i prezzi nell'Ue sono aumentati di circa il 70% per il gas e del 60% per il petrolio". Lo ha dichiarato il commissario europeo per l'Energia, Dan Jorgensen, in conferenza stampa al termine della riunione informale in videoconferenza dei ministri Ue dell'Energia. "In termini finanziari, 30 giorni di conflitto hanno gia' aggiunto 14 miliardi di euro alla bolletta delle importazioni di combustibili fossili dell'Unione", ha aggiunto.
Sedici bambini tornati a Gaza, arrivati in Egitto nel 2023 da prematuri
Sedici bambini nati prematuri e arrivati in Egitto nel novembre 2023, hanno riattraversato, stavolta a piedi, il valico di Rafah per rientrare a Gaza. Lo riferisce il capo della Mezzaluna Rossa del Nord Sinai, Khaled Zayed, precisando che erano accompagnati da alcune infermiere e che per molti di loro il destino è incerto.
Fonti Eliseo: "Siamo stupiti per il post di Trump"
Fonti dell'Eliseo, interrogate a Parigi sull'accusa di Donald Trump alla Francia di non consentire il sorvolo agli aerei Usa diretti in Israele, si dicono "stupite per questo post". "La Francia – fanno notare le fonti della presidenza – non ha cambiato quella che è stata la sua posizione fin dall'inizio".
Pasdaran: "Colpiremo aziende tecnologiche Usa in regione"
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno minacciato di colpire le aziende tecnologiche statunitensi che operano nella regione, esortando i dipendenti e gli abitanti delle zone limitrofe ad evacuare immediatamente. "Dato che l'elemento principale nella progettazione e nel tracciamento degli obiettivi terroristici sono le aziende americane del settore ICT e dell'intelligenza artificiale, d'ora in poi queste istituzioni principali saranno i nostri obiettivi legittimi", si legge in una dichiarazione diffusa dall'agenzia di stampa iraniana Tasnim. Le Guardie Rivoluzionarie hanno dichiarato che più di 15 aziende saranno prese di mira, tra cui Boeing, Tesla, Meta, Google e Apple, a partire dalle 20 ora locale di domani. "Queste aziende devono aspettarsi la distruzione delle rispettive unità in cambio di ogni atto terroristico in Iran, a partire dalle 20:00 ora di Teheran di mercoledì 1° aprile", si legge nella dichiarazione delle Guardie Rivoluzionarie.
