
Trump: "La guerra in Iran finirà in 2-3 settimane, Francia e altri se la cavino da soli nello Stretto”. Borse tutte positive e prezzo di petrolio e gas in calo. Attacco di Droni su aeroporto in Kuwait e vasto incendio. Israele annuncia di aver colpito alto comandante Hezbollah e lancia vasto attacco su Teheran, esplosioni nella capitale. Iran: "Attaccata fabbrica farmaci, danni a catena alle forniture mediche". Rubio: “Dopo la guerra dovremo rivedere le relazioni con la Nato”.
Onu, Guterres vuole indagine rapida su morte caschi blu
Il Segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, si aspetta che l'indagine sulla morte di tre caschi blu nel sud del Libano "venga condotta il piu' rapidamente possibile, e nel modo più sicuro possibile". Lo ha dichiarato il portavoce, Stephane Dujarric, rispondendo alle domande dei giornalisti. "Stiamo parlando di condurre un'indagine forense in piena zona di conflitto", ha aggiunto, chiarendo che il personale della missione di pace "deve poter lavorare in piena sicurezza". Martedi' Dujarric aveva anticipato che i tre caschi blu erano stati uccisi dall'esplosione di un ordigno "improvvisato" piazzato lungo la strada percorsa dal convoglio dei caschi blu della missione Unifil. Israele ha attribuito al gruppo Hezbollah la responsabilità dell'incidente.
Pezeshkian: "Gli Usa mettono l’America al primo posto o agiscono per Israele?"
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian in una lettera aperta agli americani ha sollevato dubbi sul fatto che gli Stati Uniti stessero mettendo "l'America al primo posto" con la guerra all'Iran o se stessero agendo come "strumento" di Israele. "Non è forse evidente che Israele ora mira a combattere l'Iran fino all'ultimo soldato americano e all'ultimo dollaro del contribuente americano, scaricando il peso delle sue illusioni sull'Iran, sulla regione e sugli stessi Stati Uniti, perseguendo interessi illegittimi?", si è chiesto Pezeshkian, senza fare allusioni al cessate il fuoco che, secondo Donald Trump, Teheran ha chiesto agli Usa
ONU: "Il transito da Hormuz è diminuito del 95%"
Il transito giornaliero delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz è diminuito nell'ultimo mese del 95 per cento, a causa della guerra. Lo ha detto il portavoce dell'Onu, Stephane Dujarric, citando dati di Unctad, l'Ufficio Onu per il commercio e lo sviluppo. "Si prevede – ha aggiunto – un calo di almeno un punto percentuale nella crescita annuale del commercio di merci, oltre a un aumento dell'inflazione, alimentato da un'impennata dei prezzi del greggio".
Pezeshkian agli USA: "Proseguire la guerra è costoso e inutile"
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian in una lettera aperta agli americani ha affermato che "il mondo si trova a un bivio", sostenendo nella sua lettera al popolo degli Stati Uniti che proseguire su un percorso di ostilità verso l'Iran è "più costoso e inutile che mai". Pezeshkian ha poi parlato della scelta tra il confronto e il dialogo come "reale e di grande importanza", avvertendo che il suo esito "plasmerà il futuro per le generazioni a venire"
Colloquio tra Trump e il presidente degli Emiran bin Zayed "sugli sviluppi regionali"
Il Presidente degli Emirati Arabi Uniti, Sheikh Mohammed bin Zayed, e il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, hanno discusso degli sviluppi regionali durante una telefonata. Lo scrive l'agenzia di stampa ufficiale degli Emirati (WAM) in un post su X.
In mattinata, l'agenzia WAM ha riferito che alcune schegge provenienti da un drone intercettato sono cadute su una fattoria nella zona di al-Rifaa, nella città di Fujairah, negli Emirati Arabi Uniti, uccidendo un cittadino del Bangladesh. Secondo l'agenzia, le autorità si stanno occupando dell'incidente.
Il presidente iraniano Pezeshkian: "Nessuna ostilità verso altre nazioni, compresi gli Usa"

"Il popolo iraniano non nutre alcuna ostilità verso altre nazioni, inclusi gli americani, gli europei o i paesi confinanti. Anche di fronte a ripetuti interventi e pressioni straniere nel corso della loro gloriosa storia, gli iraniani hanno sempre tracciato una netta distinzione tra i governi e i popoli che governano. Questo è un principio profondamente radicato nella cultura e nella coscienza collettiva iraniana, non una posizione politica temporanea".
Lo ha dichiarato il presidente iraniano Masoud Pezeshkian in una lettera indirizzata agli americani, diffusa dal media statale Press TV.
"Le recenti aggressioni americane lanciate proprio da queste basi hanno dimostrato quanto minacciosa sia una tale presenza militare. Naturalmente, nessun Paese, di fronte a tali condizioni, rinuncerebbe a rafforzare le proprie capacità difensive. Ciò che l'Iran ha fatto – e continua a fare – è una risposta misurata, fondata sulla legittima autodifesa, e non costituisce in alcun modo l'inizio di una guerra o di un'aggressione", ha spiegato.
"Le relazioni tra Iran e Stati Uniti non erano inizialmente ostili, e le prime interazioni tra i popoli iraniano e americano non furono caratterizzate da ostilità o tensione. Il punto di svolta, tuttavia, fu il colpo di stato del 1953, un intervento illegale americano volto a impedire la nazionalizzazione delle risorse iraniane. Quel colpo di stato interruppe il processo democratico iraniano, ristabilì la dittatura e seminò una profonda sfiducia tra gli iraniani nei confronti delle politiche statunitensi", ha aggiunto.
Vance: "Trump impaziente di trovare un accordo con l'Iran"
Il vicepresidente americano JD Vance ha informato ieri gli intermediari che cercano di trovare una via di uscita alla guerra con l'Iran, rappresentanti di Pakistan e Turchia – che Donald Trump è "impaziente" di arrivare a un accordo per porre fine alla guerra, ha reso noto Cnn una fonte al corrente con il colloquio. Vance ha inoltrato un "messaggio duro" diretto a Teheran: la pressione sulle infrastrutture del Paese è destinata ad aumentare "se gli iraniani non faranno un accordo".
Pezeshkian annuncia: "A breve importante messaggio al popolo americano"
"Il testo di un'importante lettera del presidente Pezeshkian al popolo americano sarà pubblicata nelle prossime ore". È quanto ha annunciato con un post su X Mehdi Tabatabei, dell'ufficio della comunicazione del presidente iraniano. L'annuncio arriva a poche ore dall'atteso discorso alla nazione di Donald Trump che, secondo quanto anticipato, dovrebbe dare un aggiornamento sulla guerra con l'Iran, rivendicando i successi degli Usa.
Missili iraniani su Israele prima dell'inizio di Pesach
Le sirene sono risuonate nel centro di Israele nella sera di oggi, poco prima dell'inizio della Pasqua, in seguito al lancio, da parte dell'Iran, di uno sbarramento e, da parte di Hezbollah, di razzi dal Libano. Milioni di persone sono corse nei rifugi. L'Idf aveva anticipato la possibilità di un attacco la sera della cena di Seder. E' quello di oggi uno degli attacchi missilistici più intensi dell'Iran contro Israele dall'inizio della guerra. Un missile con una testata a grappolo è caduto nel centro di Israele, provocando danni a Rosh Haayin e Petah Tikva.
Bahrein all'Onu su Hormuz: "Non possiamo accettare terrorismo economico"
"Non possiamo accettare che la situazione nello Stretto di Hormuz rimanga come è ora e non possiamo accettare il terrorismo economico contro la nostra regione e tutto il mondo". Lo ha detto l'ambasciatore del Bahrein all'Onu Jamal Fares Alrowaiei, presidente di turno del Consiglio di Sicurezza. Il Bahrein ha presentato una bozza di risoluzione per la sicurezza marittima nello Stretto. "Primariamente l'obiettivo del testo è assicurare la sicurezza marittima e trovare una soluzione sostenibile a una questione che non è nuova, ma è un problema che esiste da 40 anni o più", ha aggiunto, sottolineando che la bozza arriva in un "momento cruciale". "C'è un urgente bisogno di affrontare la questione, che si applica ad Hormuz e a qualsiasi altro corridoio marittimo nel mondo – ha spiegato – Speriamo venga adottata il prima possibile".
Iran: "Israele e USA hanno colpito oltre 600 scuole e centri educativi"
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei, ha denunciato in un post su X attacchi a "oltre 600 scuole e centri educativi" durante il conflitto in corso dal 28 febbraio. "Negli ultimi 33 giorni, gli aggressori hanno deliberatamente preso di mira oltre 600 scuole e centri educativi, tra cui la scuola Shajareh Tayyebeh a Minab e il palazzetto dello sport Lamerd – ha scritto Baqaei – il termine crimine di guerra è ben lungi dal definire in modo adeguato queste atrocità. Vista l'esplicita retorica di ostilità verso gli iraniani espressa da funzionari statunitensi e israeliani, questi crimini equivalgono a un genocidio".
La Casa Bianca: "Trump stasera aggiornerà sull'Iran, ribadirà scadenza di 2-3 settimane"
Nel discorso alla nazione Donald Trump fornirà un aggiornamento operativo sull'Iran, metterà in evidenza i successi nel raggiungimento degli obiettivi nel paese e ribadirà la tabella di marcia per un'uscita dall'Iran in 2-3 settimane. Lo ha detto un funzionario della Casa Bianca, secondo quanto riportato dall'agenzia Bloomberg.
Massould Pezeshkian: "Cessate il fuoco? Trump mente"
L'ufficio del presidente iraniano Massould Pezeshkian ha smentito che vi siano cambiamenti nella posizione dell'Iran, dopo che Donald Trump ha dichiarato che Teheran ha chiesto un cessate il fuoco. "La posizione della Repubblica Islamica dell'Iran riguardo alla difesa patriottica dell'identità nazionale contro l'aggressione dei demoni e alle condizioni per la fine della guerra imposta non è cambiata", ha scritto il vice portavoce Seyyed Mehdi Tabatabaei su X. L'Iran, ha aggiunto, "non presta alcuna attenzione alle illusioni e le menzogne dei criminali. La nazione iraniana, determinata, salda e unita, difende l'integrità della sua terra".
Vance sente gli intermediari sull'Iran: "Trump sta perdendo la pazienza"
JD Vance ha avuto contatti con gli intermediari per la guerra in Iran. Lo riporta Reuters citando alcune fonti, secondo le quali il vicepresidente avrebbe fatto sapere in via riservata che Donald Trump si sarebbe mostrato favorevole a un cessate il fuoco a condizione che venissero soddisfatte alcune richieste americane, fra le quali la riapertura dello Stretto di Hormuz. Vance ha anche comunicato che Trump sta perdendo la pazienza.
L'Iran: "La Guida Suprema Mojtaba Khamenei gode di ottima salute"
Il nuovo leader iraniano, Mojtaba Khamenei, gode di ottima salute e non è apparso in pubblico a causa della guerra in corso. Lo ha detto il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Ismail Baghaei, secondo quanto riportano diversi media. "Per quanto riguarda la sua salute, se ne è parlato molto ultimamente. Ma vi assicuro che sta bene. Non credo sia sorprendente, in un contesto di operazioni militari, che possa passare un po' di tempo prima che faccia un'apparizione pubblica", ha dichiarato Baghaei in un'intervista all'egiziano Al-Masry al-Youm. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano ha inoltre sottolineato che, a prescindere dalle circostanze, "il Paese è governato e difeso in modo estremamente efficace".
Dall'Idf nuova ondata di raid su Teheran
L'Esercito israeliano ha "avviato una nuova ondata di attacchi contro decine di obiettivi del regime iraniano nel cuore di Teheran", mentre, contemporaneamente, "l'aviazione israeliana opera per intercettare le minacce su tutti i fronti". Lo comunica il portavoce dell'Idf in una nota. In un messaggio in vista di Pesach, la Pasqua ebraica, il portavoce dell'esercito Effie Defrin ha anche ricordato ai cittadini che "le forze di difesa israeliane sono pronte alla difesa e all'attacco, via aria, mare e terra, determinate a proteggervi". Allo stesso tempo, ha invitato a "ricordare che la difesa non è ermetica" ed esortato a "seguire sempre le istruzioni del Comando per il Fronte Interno". La festività inizia stasera, quando le famiglie si riuniscono per la cena tradizionale del ‘Seder', che andrà condotta nell'ambito delle limitazioni agli assembramenti in vigore dall'inizio della guerra. Nell'ultima ora, nel centro d'Israele sono scattate le sirene consecutivamente più volte per via di lanci missilistici dall'Iran, con una intensità maggiore rispetto agli ultimi giorni. I vigili del fuoco stanno operando in quattro aree nel centro d'Israele, tra cui Tel Aviv, dove si sono registrati impatti da frammenti di intercettazioni e dalla dispersione di bombe a grappolo. I servizi di soccorso non riportano feriti per ora in nessuna delle aree colpite.
Italia e altri 14 Paesi europei: "Stop alle azioni militari in Libano"
"Siamo sconvolti dalla drammatica situazione in Libano, dove si contano già 1,2 milioni di sfollati interni, pari a circa il 25% della popolazione totale. Le operazioni militari israeliane in Libano e gli attacchi di Hezbollah devono cessare. Esortiamo Israele a rispettare pienamente la sovranità e l'integrità territoriale del Libano e invitiamo tutte le parti, sia Hezbollah che Israele, a sospendere le azioni militari". È quanto dichiarano in una dichiarazione congiunta i ministri di Belgio, Croazia, Estonia, Finlandia, Islanda, Italia, Irlanda, Lettonia, Lussemburgo, Moldavia, Norvegia, Polonia, San Marino, Spagna e Svezia.
Funzionari USA: "In corso discussioni su possibile cessate il fuoco"
"Tre funzionari statunitensi mi hanno detto che sono in corso discussioni su un possibile cessate il fuoco con l'Iran in cambio della riapertura dello stretto di Hormuz. I funzionari hanno affermato che non è chiaro se si possa raggiungere un accordo". Lo scrive su X Barak Ravid.
Domani la riunione della "coalizione per Hormuz": ci sarà anche l'Italia
Si terrà domani – secondo i media britannici in formato virtuale – la riunione annunciata oggi dal premier Keir Starmer fra rappresentanti di 35 Paesi, europei e non, aderenti a una sorta di "Coalizione per Hormuz": Paesi impegnati a contribuire ad assicurare la riapertura dello Stretto di Hormuz e la libera navigazione commerciale nel vitale passaggio chiuso in larga parte dall'Iran al traffico petrolifero e di altri prodotti in risposta agli attacchi di Usa e Israele.
Starmer ha precisato che sarà presieduta dalla ministra degli Esteri del suo governo, Yvette Cooper, per una valutazione condivisa fra alleati e partner di "misure politiche e diplomatiche sostenibili per il ripristino della libertà di navigazione nello stretto e per la ripresa del transito di merci vitali". Non senza ribadire che queste ipotetiche misure potranno entrare in vigore solo dopo "la cessazione delle ostilità" attuali in Medio Oriente.
I media d'oltre Manica puntualizzano da parte loro, citando fonti governative, che i Paesi partecipanti – da remoto o in presenza – saranno i 35 firmatari della cosiddetta Dichiarazione di Londra su Hormuz: diffusa nei giorni scorsi da Downing Street e sottoscritta originariamente da sei firmatari (Regno Unito, Italia, Francia, Germania, Olanda e Giappone), per poi ottenere l'adesione di una trentina di ulteriori Stati, inclusi alcuni arabi del Golfo.
Il Ministro degli esteri iraniano: "Nessun negoziato con gli USA"
"Non è in corso alcun negoziato tra Stati Uniti e Iran". Lo ha detto ad Al Jazeera il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi. "A volte i Paesi si scambiano messaggi attraverso altri Paesi, ma questa non è una negoziazione – ha spiegato – Ci sono arrivati messaggi diretti e indiretti dalla parte americana. Laddove necessario, abbiamo risposto. Ma non è in corso un negoziato. Rivendicazioni che dicono il contrario, non sono corrette".
Volotea taglia alcuni voli per caro carburante a causa guerra Iran
Il forte aumento del prezzo del carburante legato al conflitto in Medio Oriente e "l'instabilità geopolitica" spingono la compagnia aerea lowcost Volotea a rivedere la programmazione con un taglio mirato dei voli. L'aerolinea fondata da Carlos Munoz – co-fondatore di Vueling – parla di un "aggiustamento chirurgico", che riguarda circa l'1% dell'operativo complessivo nei Paesi in cui opera, principalmente in Francia, Italia e Spagna (dove il taglio sarà dello 0,5%), per contenere l'impatto sul servizio. Nel 2025 Volotea ha effettuato circa 75mila voli trasportando 11,2 milioni di passeggeri. Tra gli aeroporti iberici interessati, quelli delle Asturie e delle Canarie, con alcune rotte cancellate durante il mese di aprile, subito dopo Pasqua. La compagnia ha già informato i passeggeri offrendo il cambio gratuito del volo o il rimborso del biglietto. "Questi aggiustamenti sono necesari per garantire stabilità operativa e continuare un servizio solido, minimizzando l'impatto mentre durerà in conflitto", segnalano dalla compagnia, che per il 2026 aveva programmato un 12% in più di capacità dei suoi collegamenti.
I Pasdaran: "Lo Stretto di Hormuz è saldamente sotto il nostro controllo"
I Pasdaran hanno ribadito che lo stretto di Hormuz è e resta chiuso. "Lo Stretto di Hormuz è saldamente e sotto il pieno controllo della Marina della Guardia Rivoluzionaria e non sarà aperto ai nemici di questa nazione per le ridicole messinscene del presidente degli Stati Uniti", si legge in una nota riportata dalla Fars.
Morti in Iran due operatori della Mezzaluna Rossa: "Impatto guerra sempre più devastante"
“L’impatto del conflitto in Medio Oriente è sempre più devastante, tanto sulla popolazione che sugli operatori umanitari. Oggi piangiamo due colleghi, la dottoressa Somayeh Mir Abo Eshagh, una Volontaria della Mezzaluna Rossa Iraniana (IRCS) di 44 anni che ha tragicamente perso la vita durante un raid aereo mentre era in servizio il 27 marzo, e Alireza Sohbatloo, anche lui operatore della IRCS, deceduto in un raid aereo ieri, 31 marzo, mentre prestava supporto presso una clinica medica a Zanjan. Sono tre i colleghi della Mezzaluna Rossa Iraniana che hanno perso la vita svolgendo la loro opera umanitaria. È una vera e propria tragedia”. Con queste parole cariche di rammarico il Presidente della Croce Rossa Italiana, Rosario Valastro, rende nota la morte dei due colleghi della Consorella iraniana.
“Giorno dopo giorno, il costo umano di questo conflitto diventa più grande. I nostri colleghi in Iran e in tutto il Medio Oriente operano per aiutare la popolazione. Ma non possiamo accettare che la loro dedizione, il loro impegno a supporto di chi ha bisogno di aiuto, li esponga alla possibilità di essere strappati alla vita. Queste donne e questi uomini vengono colpiti senza alcun rispetto per l’Emblema che indossano, per il loro operato e per la missione che li vede impegnati quotidianamente: lenire le sofferenze di chi si trova in difficoltà. Di fronte a queste continue violazioni del Diritto Internazionale Umanitario, non ci stancheremo mai di ripetere che la popolazione civile, i presidi sanitari e gli operatori umanitari non dovrebbero essere bersaglio di attacchi”, ha concluso il Presidente della CRI.
Sondaggio rivela: Trump bocciato sull'economia, solo il 31% lo approva
Gli statunitensi bocciano Donald Trump sull'economia. Secondo un sondaggio di Cnn, il tasso di approvazione del presidente è calato al 31%, il suo minimo. Circa due terzi degli americani ritengono che le politiche del presidente abbiano peggiorato le loro condizioni economiche. Solo il 27% approva Trump sull'inflazione, in calo dal 44% di un anno fa.
Iran, Anci: "Chiesto incontro a Pichetto Fratin per discutere su energia"
Il delegato Anci all'Energia ha chiesto al ministro Pichetto Fratin un incontro urgente per discutere di sostegno alle amministrazioni locali e alle comunità "Gli scenari internazionali di queste ultime settimane preoccupano molto le nostre comunità, ma preoccupano anche molto la comunita dei sindaci italiani", afferma il delegato Anci all'Energia Mario Conte, sindaco di Treviso. "Ci preoccupa la tenuta dei bilanci comunali a fronte di un aumento importante dei costi energetici che si ripercuote nelle comunità così come nelle amministrazioni locali che sono chiamate a gestire i servizi essenziali per cittadini. Per questo motivo, in veste di delegato nazionale e a nome dell'Anci, ho sentito personalmente e chiesto un appuntamento urgente al ministro Pichetto Fratin, per capire quali prospettive e quali azioni il Governo intende mettere in campo per sostenere le amministrazioni locali che a loro volta vogliono sostenere i cittadini in un periodo caratterizzato da un'esplosione del costo della vita". Il delegato Anci per l'energia ricorda: "I cittadini ogni giorno riempiono i serbatoi delle loro macchine e hanno visto esplodere i costi dei carburanti, ma non solo quelli. Una situazione che ci preoccupa molto. Per questo – conclude Conte – vogliamo essere al fianco del Governo in questa fase delicata: serve un confronto per poter lavorare insieme verso un futuro che possa essere anche un futuro di indipendenza energetica per i nostri territori e per il Paese".
Ambasciatore di Teheran a Mosca: "L'Iran sarà un cimitero per gli invasori"
L'ambasciatore iraniano a Mosca, Kazem Jalali, ha affermato che le forze armate dell'Iran sono preparate per qualsiasi possibile operazione di terra da parte degli Stati Uniti e di Israele e "trasformeranno il territorio iraniano in un cimitero per le forze dell'aggressore". Il diplomatico, in un'intervista alla Tass, ha così commentato le notizie secondo cui il comando delle forze armate statunitensi potrebbe utilizzare l'82esima Brigata aviotrasportata per conquistare l'isola iraniana di Kharg. "Ci si potrebbe chiedere se l'aggressore ignori tale destino o non lo tenga in considerazione nei suoi calcoli", ha aggiunto l'ambasciatore.
ONU: "Guerra in Iran pretesto per limitare la libertà sui media"
L'Iran, i paesi di tutto il Medio Oriente, compreso Israele, e gli Stati Uniti stanno usando la guerra come scusa per reprimere i diritti civili e la libertà di stampa. È l'allarme lanciato oggi dall'Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Volker Turk. "Stiamo assistendo a una forte securizzazione dello spazio civico in tutta la regione, con severe restrizioni imposte dai governi alle persone che esercitano i loro diritti alla libertà di espressione e alla riunione pacifica", ha dichiarato in un comunicato. Turk ha anche denunciato "i tentativi di limitare la libertà dei media, come la censura imposta dalle autorità militari israeliane e la minaccia della commissione federale statunitense per la Comunicazione di revocare le licenze di trasmissione per coperture della guerra ritenute critiche".
Gli Emirati Arabi Uniti affermano di aver abbattuto oggi 5 missili e 35 droni provenienti dall'Iran.
Il Ministero della Difesa degli Emirati Arabi Uniti ha dichiarato che la sua difesa aerea ha abbattuto oggi cinque missili balistici e 35 droni lanciati dall'Iran. Secondo il ministero, ciò porta a 438 il numero totale di missili iraniani intercettati durante la guerra e a 2.012 il numero totale di droni intercettati.
Morti 3 operatori Mezzaluna Rossa: "Impatto conflitto sempre più devastante"
“L’impatto del conflitto in Medio Oriente è sempre più devastante, tanto sulla popolazione che sugli operatori umanitari. Oggi piangiamo tre colleghi, la dottoressa Somayeh Mir Abo Eshagh, una volontaria della Mezzaluna Rossa Iraniana (Ircs) di 44 anni che ha tragicamente perso la vita durante un raid aereo mentre era in servizio il 27 marzo, Alireza Sohbatloo, anche lui operatore della Ircs, deceduto in un raid aereo ieri, 31 marzo, mentre prestava supporto presso una clinica medica a Zanjan, e Alireza Sohbatlou, operatore umanitario di 35 anni della Ircs, rimasto ucciso il 31 marzo a seguito di un attacco aereo nella provincia nord-occidentale di Zanjan. Sono quattro i colleghi della Mezzaluna Rossa Iraniana che hanno perso la vita svolgendo la loro opera umanitaria. È una vera e propria tragedia”. Con queste parole cariche di rammarico il presidente della Croce Rossa Italiana, Rosario Valastro, rende noto la morte dei tre colleghi della Consorella iraniana. “Giorno dopo giorno, il costo umano di questo conflitto diventa più grande. I nostri colleghi in Iran e in tutto il Medio Oriente operano per aiutare la popolazione. Ma non possiamo accettare che la loro dedizione, il loro impegno a supporto di chi ha bisogno di aiuto, li esponga alla possibilità di essere strappati alla vita. Queste donne e questi uomini vengono colpiti senza alcun rispetto per l’Emblema che indossano, per il loro operato e per la missione che li vede impegnati quotidianamente: lenire le sofferenze di chi si trova in difficoltà. Di fronte a queste continue violazioni del Diritto Internazionale Umanitario, non ci stancheremo mai di ripetere che la popolazione civile, i presidi sanitari e gli operatori umanitari non dovrebbero essere bersaglio di attacchi”, ha concluso il presidente della Cri.
Media: Pasdaran hanno “commissariato” il presidente Pezeshkian
Un ‘consiglio militare' composto da alti ufficiali del pasdaran avrebbe di fatto preso il potere in Iran ponendo il veto a qualsiasi decisione del presidente Masoud Pezeshkian isolandolo dalla Guida Suprema, Mojtaba Khamenei, loro stretto alleato. Lo scrive Iran International. Secondo la testata con sede a Londra il capo delle Guardie Rivoluzionarie, Ahmad Vahidi, avrebbe bocciato tutti i candidati proposti da Pezeshkian per il ruolo di ministro dell'intelligence dopo la morte di Esmaeil Khatib. Secondo le fonti quindi il presidente Pezeshkian si trova al momento in una "situazione di stallo politico totale". Inoltre i Pasdaran avrebbero posto un "cordone di sicurezza" attorno a Khamenei impedendo qualsiasi contatto tra lui e Pezeshkian, nonostante le ripetute richieste del presidente, rimaste senza risposta.