
Ancora raid sui Paesi del Golfo. Il petrolio supera i 100 dollari al barile, aumenta anche il prezzo del gas. Sono 32 i feriti in Bahrain nell'attacco iraniano con drone. Le difese Nato hanno distrutto sopra la Turchia un missile balistico lanciato da Teheran nell'est del Mar Mediterraneo. Macron a Cipro: "Attacco all'isola è attacco all'Europa". Israele annuncia nuovi raid su Libano e Teheran. Putin si congratula con la nuova Guida Suprema dell'Iran è Mojtaba Khamenei, Trump: "non durerà a lungo".
Trump: "Entro una settimana l'Iran ci avrebbe attaccato, al 100%"
Donald Trump ha appena fornito una "ragione" per giustificare l’attacco statunitense-israeliano a Teheran. "Ti darò la ragione migliore di tutte. Entro una settimana ci avrebbero attaccato, al 100%. Erano pronti. Avevano tutti questi missili, molti più di quanto chiunque pensasse, e ci avrebbero attaccato. Avrebbero attaccato tutto il Medio Oriente e Israele, e se avessero avuto un'arma nucleare l'avrebbero usata contro Israele, e questo sarebbe stato un attacco su larga scala". Donald Trump non ha mai fornito alcuna prova a sostegno di queste affermazioni.
Trump: "Non molleremo finché il nemico non sarà totalmente e decisamente sconfitto"
Nell'operazione in Iran "fin qui tutto bene": "Non molleremo finché il nemico non sarà totalmente e decisamente sconfitto". Lo ha detto Donald Trump riferendo che le forze americane hanno distrutto 46 navi iraniane in tre giorni e mezzo. "Siamo più determinati che mai a raggiungere la vittoria finale", ha messo in evidenza. "In un certo senso abbiamo già vinto, ma non abbastanza", ha detto.
Trump favorevole e uccidere la nuova Guida Suprema iraniana se non cede alle sue richieste
Donald Trump ha comunicato ai suoi consiglieri che avrebbe appoggiato l'uccisione della nuova guida suprema iraniana se non si fosse dimostrato disposto a cedere alle richieste degli Stati Uniti. Lo riporta il Wall Street Journal citando alcune fonti. Il presidente ha detto di non "essere contento" della nomina di Mojtaba Khamenei a guida suprema.
Il Cremlino: " Putin e Trump hanno parlato di Iran e Ucraina"
"L'enfasi, naturalmente, era sulla situazione relativa al conflitto con l'Iran e sui negoziati trilaterali in corso per una soluzione ucraina, con la partecipazione dei rappresentanti degli Stati Uniti". Lo ha detto ai giornalisti Yuri Ushakov, assistente presidenziale per gli affari internazionali, in merito alla telefonata tra il presidente della Russia Vladimir Putin e quello degli Stati Uniti Donald Trump. Lo riporta l'agenzia Tass.
Ushakov ha affermato che Putin ha chiesto una "rapida soluzione politica e diplomatica" alla guerra tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran. Il leader russo ha anche fornito a Trump "una descrizione della situazione attuale sulla linea di contatto dove le truppe russe stanno avanzando con grande successo", ha aggiunto, riferendosi alla guerra in Ucraina. Putin "ha valutato positivamente gli sforzi di mediazione intrapresi" da Trump nel conflitto ucraino, ha detto il consigliere, secondo il quale Washington voleva "discutere una serie di questioni estremamente importanti legate all'attuale situazione internazionale" e definendo anche il colloquio "serio e costruttivo".
Israele dice che nell'ultima settimana ci sono stati più attacchi dal Libano che dall'Iran
Il ministro degli Esteri israeliano Gideon Saar ha affermato che la scorsa settimana ci sono stati più attacchi da parte di Hezbollah in Libano che da parte dell'Iran. Saar ha dichiarato di aver incontrato la coordinatrice speciale delle Nazioni Unite per il Libano, Jeanine Hennis, a Gerusalemme Ovest e di aver detto che Hezbollah si è unito alla guerra in seguito alle "pressioni iraniane".
"Ho illustrato dettagliatamente la nostra decisione di non evacuare i residenti dalle comunità del nord questa volta e ho sottolineato il nostro impegno a proteggerli. Ho sottolineato che il dispiegamento di truppe nella zona di confine è fondamentale per prevenire un'invasione delle forze di terra di Hezbollah e attacchi contro cittadini e comunità israeliane", ha affermato Saar.
Erdogan chiama Pezeskian, protesta per il missile in Turchia
Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ha chiamato il Presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, per chiedere spiegazioni a proposito del missile iraniano intercettato dai sistemi di Difesa aerea Nato oggi mentre era diretto sullo spazio aereo turco. Si tratta del secondo episodio di questo tipo, dopo che un primo missile era stato intercettato lo scorso 4 marzo, sempre nel sud della Turchia. Episodi che hanno scatenato la reazione dei turchi. Ankara non ha infatti preso parte nel conflitto e non ha concesso l'utilizzo del proprio spazio aereo e delle basi per operazioni militari. In base a quanto reso noto dalla presidenza turca Erdogan ha ricordato a Pezeshkian i rapporti di amicizia fra i due Paesi e cercato di dissuadere l'Iran da qualsiasi azione che possa ampliare il conflitto ulteriormente.
Papa Leone: "Dolore per il prete ucciso e per tutte le vittime"
Papa Leone XIV esprime "profondo dolore per tutte le vittime dei bombardamenti di questi giorni in Medio Oriente, per i tanti innocenti, tra cui molti bambini, e per chi prestava loro soccorso, come Padre Pierre El-Rahi, sacerdote maronita ucciso questo pomeriggio a Qlayaa. Segue con preoccupazione quanto avviene e prega perché cessi al più presto ogni ostilità". Lo riferisce la sala stampa vaticana.
Il cardinale Parolin: "La Santa Sede parla con tutti. Si sta consumando un' immane tragedia"
"La Santa Sede parla con tutti e quando c'è bisogno parla anche con gli americani, parla con gli israeliani e fa presente loro quelle che secondo noi sono le soluzioni di questa immane tragedia che si sta consumando e che rischia di allargarsi sempre di più invece di contenersi". Così il Segretario di Stato vaticano, il cardinale Pietro Parolin, a margine del Tavolo di Iftar, evento interreligioso, rispondendo ai giornalisti. "Sì, sì, noi parliamo con tutti. Questa è una delle caratteristiche della Santa Sede: tenere aperti i canali con tutti gli interlocutori". Parolin ha poi aggiunto che occorre "insistere attraverso gli strumenti della diplomazia, gli strumenti della parola, gli strumenti della ragione, della saggezza non abbiamo bisogno di st. Ma dipende sempre da chi accoglie o non accoglie le parole. Non abbiamo strumenti coercitivi. Continuiamo a insistere su quelli che sono i principi fondamentali che devono reggere la convivenza civile e pacifica tra i popoli. Bisogna continuare a seminare al di là dei risultati immediati che si ottengono bisogna continuare a insistere proprio perchè sembra che non ci sia disponibilità da cogliere queste parole, quindi bisogna continuare a insistere sperando che facciano braccia nei cuori".
Colloquio telefonico tra Trump e Putin sulla situazione in Iran
Il presidente russo Vladimir Putin ha avuto un colloquio telefonico con il suo omologo americano Donald Trump. A riferirlo ai giornalisti è stato il consigliere presidenziale per gli affari internazionali Yuri Ushakov, citato dalla Tass. "Questa sera c'è stato un colloquio telefonico tra i presidenti della Federazione Russa e degli Stati Uniti", ha detto Ushakov. Si tratta del primo colloquio tra Putin e Trump da più di due mesi e del primo contatto noto dall'inizio dell'attacco statunitense e israeliano all'Iran. Putin ha "posto l'accento sull'Iran e sui negoziati sull'Ucraina" e Trump ha "nuovamente espresso l'interesse per un cessate il fuoco rapido e una soluzione a lungo termine in Ucraina", ha spiegato Ushakov, secondo Tass. "I leader di Russia e Stati Uniti hanno discusso anche della questione venezuelana" e "hanno espresso la volontà di comunicare regolarmente", ha aggiunto il funzionario russo.
Trump dice che la guerra in Iran è praticamente conclusa: "Finirà presto"
"Penso che la guerra con l'Iran sia praticamente conclusa. Finirà presto. Gli Stati Uniti sono molto più avanti rispetto al periodo di 4-5 settimane". Lo ha detto Donald Trump in un'intervista a Cbs."Non hanno navi, non hanno comunicazioni e non hanno l'aeronautica", ha messo in evidenza.
Giorgetti: "Europa adotti misure straordinarie come nel 2022"
"Per l’Europa non ci sono le condizioni d’emergenza e invece per noi dovrebbe valutare l’adozione di misure straordinarie, sulla scia di quelle adottate nel 2022 all’indomani dell’attacco russo contro l’Ucraina. Agire subito stoppando i prezzi dell’energia prima che si diffondano su tutti i beni di consumo come nel 22". Lo ha detto il ministro dell’economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti nel corso della discussione all'Eurogruppo sull’impatto della crisi in medio Oriente sui prezzi energetici.
Erdogan: "L'Iran sta continuando a compiere passi estremamente sbagliati e provocatori"
Teheran sta continuando a compiere "passi estremamente sbagliati e provocatori" nonostante i "sinceri avvertimenti" della Turchia. A dichiararlo è stato il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, lanciando un avvertimento all'Iran. Erdogan ha affermato che le forze turche sono in stato di allerta dall'inizio del conflitto e che la Turchia sta monitorando il proprio spazio aereo 24 ore su 24 utilizzando F-16, aerei da ricognizione e aerei cisterna.
Il petrolio chiude in rialzo a New York ma sotto i 100 dollari
Il petrolio chiude sotto i 100 dollari a New York. Le quotazioni salgono del 4,26% a 94,77 dollari al barile.
Israele evacua un altro villaggio del sud del Libano
L'esercito israeliano ha diramato un avviso di evacuazione per gli abitanti del villaggio di al-Ansariya, nel Libano meridionale, affermando che intende effettuare attacchi mirati alle attività di Hezbollah nella zona.
In una dichiarazione, i militari hanno esortato i residenti a lasciare immediatamente le loro case e ad allontanarsi di almeno mille metri dal villaggio per la loro sicurezza.
Israele: "Mojtaba Khamenei un tiranno come suo padre"
"Un tiranno come suo padre". Così il ministero degli Esteri israeliano ha descritto Mojtaba Khamenei, nominato nuova Guida suprema dell’Iran dopo l’uccisione del padre, Ali Khamenei, in un attacco israeliano.
In un post su X, accompagnato da un’immagine dei due mentre impugnano delle armi, il ministero ha scritto: "Mojtaba Khamenei. Tale padre, tale figlio". "Le mani di Mojtaba Khamenei sono già macchiate dal sangue che ha caratterizzato il governo di suo padre. Un altro tiranno destinato a continuare la brutalità del regime iraniano", conclude il post.
Trump: ""Penso che l'Iran abbia commesso un grosso errore a scegliere Mojtaba Khamenei"
Donald Trump ha dichiarato che la scelta di Mojtaba Khamenei come prossimo leader supremo dell'Iran è un "grosso errore". Intervistato da NBC News il capo della Casa Bianca ha detto: "Penso che abbiano commesso un grosso errore. Non so se durerà. Penso che abbiano commesso un errore". Il presidente degli Stati Uniti aveva precedentemente affermato che Mojtaba sarebbe una scelta "inaccettabile" mentre Israele ha promesso di prendere di mira qualsiasi suo successore.
Missili di Hezbollah nel centro di Israele: 16 feriti
Sedici persone sono rimaste leggermente ferite nell'attacco missilistico di Hezbollah nel centro di Israele oggi pomeriggio. Lo ha dichiarato il servizio di emergenza israeliano ‘Magen David Adom'. A Ramle, il servizio di ambulanza afferma di aver curato 14 persone in buone condizioni dopo un impatto che ha causato anche danni a un asilo nido. Nella zona di Mateh Yehuda, altre due persone sono rimaste leggermente ferite, secondo quanto riferito dalla MDA, in un impatto che, secondo la polizia, ha causato danni alle infrastrutture.
La strage di studentesse iraniane nella scuola di Minab: sotto accusa un Tomahawk degli Usa
Un nuovo video dell’agenzia di stampa iraniana Mehr News Agency mostra l’impatto del missile che ha colpito la scuola femminile Shajarah Tayyiba di Minab, dove sarebbero morte oltre 175 persone (in larga maggioranza giovanissime studentesse). Il filmato è stato analizzato da esperti di armi e immagini digitali contattati dal Washington Post: secondo i risultati, si tratterebbe di un missile Tomahawk lanciato dagli Stati Uniti.
UK: "La de-escalation è il modo migliore per garantire prezzi dell'energia più bassi"
Una rapida de-escalation in Medio Oriente è il modo migliore per proteggere la Gran Bretagna dall'aumento dei prezzi dell'energia, ha dichiarato il ministro delle Finanze Rachel Reeves. "Ho ben chiaro che il modo migliore per mantenere bassi i prezzi alla pompa è una rapida riduzione delle pressioni e continuerò a monitorare i prezzi man mano che la situazione si evolve", ha detto Reeves, aggiungendo di aver chiesto alle autorità di regolamentazione di vigilare sui prezzi di beni essenziali come il carburante per autotrazione. "Non tollererò che nessuna azienda sfrutti l'attuale crisi per realizzare profitti eccessivi a spese dei consumatori".
Macron: "La Francia non partecipa al conflitto in corso in Medio Oriente e nel Golfo"
La Francia "non partecipa al conflitto in corso" in Medio Oriente e nel Golfo: lo ha ribadito il presidente francese Emmanuel Macron durante un suo intervento a bordo dalla portaerei Charles de Gaulle, di rientro da Cipro. Questo dispiegamento nel Mediterraneo orientale è stato deciso "per proteggere i nostri cittadini nella regione e gli oltre 400mila cittadini che vi risiedono. Era importante riportare risorse in caso di rimpatrio", ha sottolineato il presidente francese. "Inoltre, la vostra presenza mira a proteggere i nostri alleati e amici, coloro con cui abbiamo accordi di difesa. In particolare Cipro", ha proseguito il capo dello Stato. Infine, "la vostra missione sarà quella di coordinare un'operazione più ampia, pacifica e difensiva per preservare la libertà di navigazione. Questo è importante anche per gli interessi della Francia, per consentire il flusso di petrolio e gas", ha affermato Macron, secondo cui la guerra in Medio Oriente durerà "forse diverse settimane".
Macron all'equipaggio della Charles de Gaulle: "Voi siete una potenza di pace della Francia"
"La vostra presenza oggi mostra la potenza della Francia, una potenza di equilibrio, di pace, al fianco dei nostri amici" e alleati: lo ha detto il presidente francese, Emmanuel Macron, rivolgendosi all'equipaggio della portaerei Charles de Gaulle, il colosso dei mari simbolo della deterrenza nucleare francese giunto nel Mediterraneo Orientale nel contesto della guerra in Medio Oriente. Rivolgendosi ai membri della Marine Nationale, Macron ha espresso "grande fierezza di essere di nuovo tra voi". Oltre alla protezione dei connazionali e degli alleati, il presidente ha evocato tra gli obiettivi della presenza francese nel Mediterraneo Orientale la necessità di "poter coordinare una manovra più ampia (…) per tutelare la libertà di navigazione e partecipare alla sicurezza marittima". Un dispositivo e una presenza europea da organizzare "nei giorni, nelle settimane, forse nei mesi a venire", ha proseguito Macron, evocando il "livello di incertezza che gli eventi fanno pesare sulla situazione".
Iran: "Non vogliamo colpire gli americani comuni"
L'Iran non intende rifarsi sulla popolazione statunitense, che dovrebbe invece puntare il dito su Israele per le conseguenze economiche della guerra. Lo ha scritto su X il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi. "L'Iran non vuole colpire gli americani comuni che hanno votato in larghissima maggioranza per porre fine al coinvolgimento in costose guerre all'estero", afferma Araghchi, "la colpa per i crescenti prezzi della benzina, i mutui più costosi e i duri colpi alle pensioni integrative è tutta di Israele e dei suoi sodali a Washington".
Mattarella convoca per venerdì il Consiglio Supremo di Difesa
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha convocato il Consiglio Supremo di Difesa, al Palazzo del Quirinale, per venerdì 13 marzo 2026 alle ore 10 con il seguente ordine del giorno: la guerra in Iran e in Medioriente. Analisi della situazione internazionale e degli effetti della crisi in corso. Lo riporta una nota del Quirinale.
Metsola: "Gli attacchi ai Paesi del Golfo e dell'Iran sono l'azione di un regime disperato"
"Gli attacchi ai Paesi del Golfo e dell'Iran sono l'azione di un regime disperato. Devono smettere e de-escalare. So che gli abitanti di Cipro sono preoccupati e voglio essere inequivocabile: non siete e non sarete mai da soli. La sicurezza di Cipro è la sicurezza dell'Ue". Lo ha detto la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, parlando in Aula a Strasburgo. "Nel mezzo di tutto ciò pensiamo agli abitanti dell'Iran, che da decenni vivono sotto il regime, e pensiamo anche alle migliaia di vittime del regime", ha aggiunto Metsola.
La Cina chiede l'immediato cessate il fuoco nel Golfo
Wang Yi, ministro degli Esteri cinese, ha tenuto una serie di telefonate con i suoi omologhi in Bahrein e Kuwait. Secondo una dichiarazione del Ministero degli Esteri di Pechino, Wang ha espresso al ministro degli Esteri del Bahrein, Abdullatif bin Rashid al-Zayani, la profonda preoccupazione della Cina per la rapida escalation della situazione nella regione, aggiungendo che avrebbe svolto un ruolo costruttivo nel mantenimento della pace e della stabilità nella regione. In una chiamata separata con il suo omologo kuwaitiano, Jarrah Jaber Al-Ahmad Al-Sabah, Wang ha chiesto un cessate il fuoco nel Golfo il prima possibile, si legge nella dichiarazione. Il ministro ha inoltre sottolineato che la sovranità, la sicurezza e l'integrità territoriale dei paesi del Golfo devono essere pienamente rispettate.
La Camera ricorda le donne iraniane, il premio Nobel Shirin Ebadi: "Altri Paesi non decideranno per noi"
Oggi, in occasione della giornata internazionale della donna, si è tenuto alla Camera l’evento dedicato alla condizione delle donne iraniane oppresse dal regime. Presente il premio Nobel per la pace iraniana Shirin Ebadi: “Non permetteremo che nazioni straniere decidano il nostro governo”.
Trump: "Non siamo intenzionati a inviare truppe USA in Iran"
Gli Stati Uniti non sono "neanche lontanamente intenzionati" a ordinare alle truppe statunitensi di entrare in Iran per salvaguardare il materiale nucleare a Isfahan. Lo ha detto il presidente americano Donald Trump al New York Post. "Non abbiamo preso ancora alcuna decisione al riguardo. Ma non siamo per nulla vicini a una cosa del genere", ha affermato il leader USA.
Gli Emirati Arabi Uniti "non parteciperanno ad alcun attacco" contro l'Iran
Gli Emirati Arabi Uniti "non parteciperanno ad alcun attacco" contro l'Iran dal loro territorio, ha dichiarato l'ambasciatore degli Emirati a Ginevra, Jamal Al-Musharakh, smentendo che i suoi Paesi siano serviti da base alle offensive contro Teheran. "Le nostre basi non sono state utilizzate per attaccare l'Iran (…). Come Emirati Arabi Uniti non parteciperemo a nessun attacco contro l'Iran dal nostro territorio e non saremo mai coinvolti" ha assicurato il diplomatico, stimando che gli Emirati siano stati presi di mira da attacchi "totalmente ingiustificati" negli ultimi giorni.
Ucciso in Libano da un raid israeliano padre Pierre El Raii, parroco di Qlayaa
In Libano è stato ucciso in un bombardamento israeliano padre Pierre El Raii, il parroco di Qlayaa, 50 anni. A dare la notizia ai media vaticani è padre Toufic Bou Merhi, francescano della Custodia di Terra Santa, parroco dei latini a Tiro e Deirmimas. C'era stato un primo attacco che aveva colpito una casa della sua zona, tra le montagne del sud del Paese, e padre Pierre era andato a soccorrere un parrocchiano ferito. In un successivo attacco, sullo stesso luogo dove erano arrivati i soccorsi, anche il sacerdote è rimasto ferito, "ma non ce l'ha fatta". L'attacco mortale si è verificato oggi alle 14 di Beirut.
OMS: "I danni agli impianti petroliferi in Iran rischiano di contaminare cibo, acqua e aria"
Il direttore generale dell'Organizzazione Mondiale della Sanità ha avvisato che l'escalation del conflitto in Medio Oriente sta mettendo a serio rischio la salute pubblica in tutta la regione. Tedros Adhanom Ghebreyesus ha affermato che i danni agli impianti petroliferi in Iran potrebbero contaminare cibo, acqua e aria, rappresentando un pericolo particolare per i bambini, gli anziani e le persone con patologie preesistenti. "In alcune parti del Paese è stata segnalata pioggia carica di petrolio", ha scritto Tedros in un post, aggiungendo che gli attacchi stanno avendo ripercussioni sui servizi sanitari in Libano, dove dal 28 febbraio sono stati uccisi nove operatori sanitari.