Conflitto Israele-Palestina e in Medio Oriente

Ministro Tajani: “La pace è vicina, ma ora serve difendere la tregua”

9 Ottobre 2025, 07:15 ULTIMO AGGIORNAMENTO 9 OTTOBRE 2025 - 23:02
A cura di Biagio Chiariello
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C'è l'accordo tra Israele e Hamas per la pace a Gaza: storico passo verso il cessate il fuoco in Medio Oriente. Donald Trump ha annunciato che Israele e Hamas "hanno entrambi firmato la prima fase del nostro piano di pace", prevedendo il rilascio degli ostaggi – alcuni già lunedì – e il ritiro progressivo delle truppe israeliane lungo una linea concordata. Il governo di Israele vota stasera la ratifica e precisa: "Cessate il fuoco entro 24 ore".

A Gaza, secondo i media israeliani, la popolazione è scesa in strada per festeggiare. L'Idf lascerà la Striscia già nelle prossime ore, ad eccezione di Rafah. Benjamin Netanyahu ha commentato: "Con l’aiuto di Dio, riporteremo tutti a casa". Il premier israeliano nel pomeriggio convoca il gabinetto di sicurezza e successivamente il governo per approvare l’accordo e il cessate il fuoco. Smotrich (estrema destra): "Non voterò a favore dell'accordo su Gaza".

Sui social, i familiari degli ostaggi hanno ringraziato Trump con un video: "Il presidente ce l’ha fatta". Anche l’ONU, per voce di Antonio Guterres, ha accolto con favore l’accordo, invitando a rispettarne i termini e a garantire un cessate il fuoco permanente e il libero accesso degli aiuti umanitari.

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07:53

Ministro Tajani: "La pace è vicina, ma ora serve difendere la tregua”

“La pace è vicina. Giungono notizie ottime, ma non basta la firma. Ora bisogna difendere questa tregua e iniziare il lavoro”, ha dichiarato a Rainews il ministro degli Esteri Antonio Tajani, commentando gli sviluppi in Medio Oriente. Tajani ha aggiunto che l’Italia potrà contribuire con i propri militari alla forza di pace, sottolineando l’importanza di sostenere concretamente l’accordo e garantire la stabilità nella regione.

A cura di Biagio Chiariello
07:50

Idf avverte i residenti di Gaza: il nord della Striscia resta zona di combattimento

Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno lanciato un nuovo avviso ai residenti della Striscia di Gaza: l’area a nord continua a essere considerata una zona di combattimento ad alto rischio, con le truppe israeliane ancora schierate intorno a Gaza City.

“Tornare nella città palestinese è estremamente pericoloso”, ha scritto su X il portavoce delle Idf in lingua araba, Avichay Adraee. Il comunicato precisa inoltre che, “per motivi di sicurezza, i civili devono astenersi dal recarsi nelle aree settentrionali o avvicinarsi alle zone in cui le forze sono operative, comprese le parti meridionali e orientali della Striscia, fino a nuove istruzioni ufficiali”.

L’avviso conferma la situazione di allerta continua per i civili, mentre la Striscia di Gaza resta sotto stretta sorveglianza militare e le operazioni israeliane proseguono.

A cura di Biagio Chiariello
07:45

La reazione dei leader mondiali: Milei propone Trump per il Nobel, Carney e Albanese parlano di speranza

Il presidente argentino Javier Milei ha espresso il suo entusiasmo per l’accordo di pace tra Israele e Hamas, annunciando sui social che intende proporre Donald J. Trump per il Premio Nobel per la Pace. “Voglio cogliere l’occasione per dire che firmerò la candidatura di Donald J. Trump al Nobel per la Pace, in riconoscimento del suo straordinario contributo alla pace internazionale. Qualsiasi altro leader con risultati simili lo avrebbe ricevuto molto tempo fa”, ha scritto Milei, definito dal Guardian un convinto alleato dell’ex presidente americano.

Anche il primo ministro canadese Mark Carney ha espresso sollievo per la notizia dell’accordo: “Sono sollevato che gli ostaggi saranno presto riuniti alle loro famiglie. Dopo anni di intensa sofferenza, la pace sembra finalmente raggiungibile”.

Dall’Australia, il premier Anthony Albanese ha definito l’intesa “un raggio di luce”, spiegando che porta “la speranza che, dopo otto decenni di conflitto e terrore, possiamo spezzare questo ciclo di violenza e costruire qualcosa di migliore”.

Le dichiarazioni dei tre leader, riportate dal Guardian, riflettono un cauto ottimismo internazionale dopo mesi di guerra e distruzione nella Striscia di Gaza.

A cura di Biagio Chiariello
07:42

Onu, Guterres: “Ora cessate il fuoco deve essere permanente e gli aiuti devono entrare subito a Gaza”

Il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha accolto con favore l’accordo tra Israele e Hamas annunciato dal presidente americano Donald Trump, relativo alla prima fase del piano di pace per Gaza. In una dichiarazione ufficiale, Guterres ha invitato tutte le parti coinvolte a "rispettarne pienamente i termini", sottolineando la necessità di trasformare questa intesa in una tregua duratura. "Tutti gli ostaggi devono essere rilasciati in modo dignitoso e deve essere garantito un cessate il fuoco permanente. I combattimenti devono cessare una volta per tutte", ha dichiarato. Il segretario generale ha inoltre ribadito l’urgenza di assicurare "l’ingresso immediato e senza ostacoli degli aiuti umanitari nel territorio devastato dalla guerra", definendo la ricostruzione e il sostegno alla popolazione civile di Gaza "una priorità assoluta per la comunità internazionale".

A cura di Biagio Chiariello
07:37

Uk, premier Starmer: "Ora far entrare aiuti a Gaza"

Primo Ministro britannico, Keir Starmer, ha accolto con favore l'accordo di Hamas e Israele sul cessate il fuoco e sulla liberazione degli ostaggi, mediato dal Presidente degli Stati Uniti Donald Trump. "Questo è un momento di profondo sollievo che sarà avvertito in tutto il mondo, ma soprattutto per gli ostaggi, le loro famiglie e tutta la popolazione civile di Gaza. L'accordo deve essere pienamente attuato senza indugio, consentendo l'ingresso di aiuti salvavita a Gaza senza restrizioni. Invitiamo tutte le parti a porre fine alla guerra e a gettare le basi per una fine duratura del conflitto. La Gran Bretagna sosterrà i passi necessari".

A cura di Biagio Chiariello
07:35

Cardinale Pizzaballa: "Un primo passo verso la pace, ora serve fiducia e ricostruzione”

"È certamente una buona notizia. Il cammino verso la pace è lungo e complesso, ma da qualche parte bisogna pur iniziare", ha dichiarato al Sir il patriarca latino di Gerusalemme, cardinale Pierbattista Pizzaballa, commentando l’accordo di cessate il fuoco tra Israele e Hamas. "Gesti come la liberazione degli ostaggi e dei prigionieri, o il ritiro – seppur parziale – dell’esercito israeliano, infondono quella fiducia necessaria per proseguire nel processo di riconciliazione", ha proseguito. Secondo il cardinale, questa prima fase "aprirà la strada ad altre iniziative e contribuirà a creare un clima nuovo, fondamentale anche per la distribuzione degli aiuti umanitari". Pizzaballa ha infine sottolineato che "tornare subito alla normalità sarà impossibile, perché la situazione resta disastrosa, ma è essenziale cominciare a immaginarla e a ricostruirla passo dopo passo".

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A cura di Biagio Chiariello
07:33

Idf: "Truppe israeliane restino pronte a qualsiasi scenario"

Le Forze di difesa israeliane (Idf) affermano che il capo di Stato maggiore Eyal Zamir ha emesso stanotte un ordine affinché le truppe "si tengano pronte a qualsiasi scenario", mentre l'esercito si prepara al ritorno degli ostaggi e a un parziale ritiro delle forze nella Striscia di Gaza come parte dell'accordo di cessate il fuoco raggiunto tra Israele e Hamas. Una dichiarazione delle Idf citata dai media israeliani afferma che i soldati opereranno "in conformità con gli ordini del livello politico e le fasi dell'accordo, e con responsabilità, salvaguardando al contempo i nostri soldati". Le Idf sottolineano inoltre che "continueranno ad agire per realizzare gli obiettivi della guerra e per salvaguardare i cittadini dello Stato di Israele su tutti i fronti".

A cura di Biagio Chiariello
07:31

Israele, presidente Herzog: "Trump merita il Nobel per la pace"

Il Presidente israeliano, Isaac Herzog, la definisce "una mattina di notizie storiche e importanti". Ringrazia il primo ministro Benjamin Netanyahu, il team negoziale e i mediatori. Esprime inoltre i suoi "piu' profondi ringraziamenti" al Presidente degli Stati Uniti Donald Trump per la sua "incredibile leadership nel garantire la liberazione degli ostaggi, porre fine alla guerra e creare speranza per una nuova realta' in Medio Oriente. Non c'e' dubbio che meriti il Premio Nobel per la Pace per questo".   Herzog afferma che se Trump visitera' Israele nei prossimi giorni, "sara' accolto con immenso rispetto, affetto e gratitudine dal popolo israeliano". "Questo accordo portera' momenti di indescrivibile sollievo alle care famiglie che non dormono da 733 giorni", afferma Herzog. "Questo accordo offre un'opportunita' di riparazione, di guarigione e di aprire un nuovo orizzonte di speranza per la nostra regione".

A cura di Biagio Chiariello
07:30

Hamas: "Raggiunto l'accordo, grazie a mediatori e a Trump" 

Hamas ha dichiarato che "il movimento annuncia il raggiungimento di un accordo che determina la fine della guerra a Gaza, il ritiro dell'Idf, l'ingresso di aiuti e lo scambio di prigionieri, dopo negoziati responsabili e seri che il movimento ha condotto insieme alle fazioni. Apprezziamo profondamente gli sforzi dei fratelli mediatori di Qatar, Egitto e Turchia, e apprezziamo anche gli sforzi del presidente degli Stati Uniti Donald Trump per porre fine definitivamente alla guerra e ottenere il completo ritiro dalla Striscia di Gaza".

A cura di Biagio Chiariello
07:26

Flotilla, il Ministro Tajani: "Attivisti italiani seconda spedizione entro due giorni a casa"

Ieri la nuova Flotilla è stata intercettata dalle forze israeliane a largo di Gaza. "Questa mattina è prevista la visita consolare e poi in uno, al massimo due giorni, gli attivisti italiani fermati" – in questo momento in stato di arresto in Israele nell'ambito della seconda spedizione della Flotilla – "torneranno a casa". Così a Rainews il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani.

A cura di Biagio Chiariello
07:22

Guerra a Gaza, ultime news in diretta dai negoziati Israele-USA-Hamas

Storico annuncio di Donald Trump: Israele e Hamas hanno concordato la prima fase del piano di pace per la Striscia di Gaza. La firma ufficiale dell’accordo è attesa per oggi alle 12 ora locale (le 11 in Italia), mentre continuano i preparativi tra le delegazioni riunite in Egitto. “Gli ostaggi torneranno a casa, Gaza sarà ricostruita e sicura. Gli Stati Uniti saranno coinvolti nel mantenimento della pace e nella ripresa economica”, ha dichiarato il presidente americano, definendo l’intesa “un grande giorno per Israele, il mondo arabo e gli Stati Uniti d’America”.

Secondo le anticipazioni diffuse da ABC News e confermate dalla Casa Bianca, il ritiro delle truppe israeliane dal confine di Gaza avverrà in meno di 24 ore, mentre il rilascio degli ostaggi inizierà entro 72 ore dall’approvazione del piano da parte del governo israeliano. Hamas ha reso noto che l’accordo prevede la liberazione di 1.950 detenuti palestinesi, di cui 250 condannati all’ergastolo, in cambio della restituzione degli ostaggi israeliani ancora vivi.

Benjamin Netanyahu, dopo una telefonata definita “molto calorosa e commovente” con Trump, ha convocato il governo per il via libera definitivo al cessate il fuoco. Le Forze di difesa israeliane restano “pronte a ogni scenario”, mentre a Gaza — riferisce Al Jazeera — migliaia di persone sono scese in strada per festeggiare la notizia dell’accordo.

Il Segretario generale dell’ONU, Antonio Guterres, ha elogiato l’iniziativa americana e i mediatori di Qatar, Egitto e Turchia, invitando “tutte le parti a rispettare pienamente i termini dell’accordo” e a garantire “un cessate il fuoco permanente e l’ingresso immediato degli aiuti umanitari”.

Dagli Stati Uniti, Trump ha confermato che “tutte le parti saranno trattate con giustizia” e ha annunciato che nei prossimi giorni si recherà in Israele per parlare alla Knesset, su invito dello stesso Netanyahu. Intanto, sui social, le famiglie degli ostaggi hanno diffuso un video di ringraziamento: “Il Presidente ce l’ha fatta, i nostri cari stanno tornando a casa”.

Le prossime ore saranno decisive: se la firma sarà confermata alle 11 italiane, si aprirà ufficialmente la strada verso la fine di una guerra che da anni insanguina Gaza e l’intero Medio Oriente.

A cura di Biagio Chiariello
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