06 agosto 21:31 Beirut, arrestate 16 persone per le esplosioni: 7 funzionari del porto non possono lasciare il Paese

Il procuratore del tribunale militare Fadi Akiki, a quanto riportano i media libanesi, avrebbe confermato l'arresto di 16 persone in relazione alle indagini sulla duplice esplosione che ha colpito il porto di Beirut martedì scorso. Il procuratore generale presso la corte di cassazione, Ghassan Oueidate, avrebbe invece vietato a 7 funzionari del porto di Beirut e delle dogane libanesi di lasciare il Paese. Non è chiaro se si tratti di ex funzionari o di lavoratori attualmente in servizio: i loro conti bancari sono stati inoltre congelati. Sarebbero coinvolti anche l'ex direttore generale della dogana, Chafic Merhi, il suo successore, Badri Daher. Non solo: anche il direttore generale del porto di Beirut, Hassan Koraytem, Nayla el-Hage, Moustapha Farchoukh, Michel Nahoul e Nehme' Brax.

06 agosto 19:44 Dopo l’esplosione torna l’incubo Coronavirus: si teme una nuova ondata di casi

Ad affermarlo è il ministro della sanità locale, Hamad Hassan. Alcuni ospedali, che effettuavano i test e seguivano i pazienti Covid, come il Saint George e Jeatawi sono stati gravemente danneggiati dall'esplosione e si sono dovuti fermare". Il paese ha avuto un totale di 5.417 casi di coronavirus con 68 morti.

06 agosto 19:01 Farnesina: c’è una donna italiana di 92 anni tra le vittime

C'è anche una cittadina italiana tra le vittime dell'esplosione di ieri a Beirut. Lo confermano fonti della Farnesina. Si tratta di una donna di 92 anni, residente nella capitale libanese.

06 agosto 18:14 Oms: tre ospedali distrutti, due danneggiati

L'esplosione del 4 agosto a Beirut ha fatto chiudere tre ospedali, mentre due sono parzialmente danneggiati con una perdita notevole di posti letto. Lo comunica l'Oms in un comunicato che annuncia l'arrivo nella capitale libanese di 20 tonnellate di aiuti. I pazienti feriti sono trasferiti in altri ospedali del paese, scrive l'Organizzazione, e molte strutture sono già piene. Il carico, partito da Dubai e già atterrato a Beirut, contiene materiale per il soccorso di 1000 traumi e per effettuare 1000 interventi chirurgici. "I nostri cuori e le nostre preghiere sono con le persone colpite da questi eventi tragici – afferma il rappresentante dell'Oms Iman Shankiti -, mentre continuiamo la nostra missione per fornire alla popolazione servizi essenziali per la salute. Lavoriamo in stretto contatto con le autorità nazionali per identificare i bisogni e assicurare supporto immediato".

06 agosto 15:53 Beirut, cosa è successo veramente: tutte le ipotesi al vaglio degli investigatori

Cosa sappiamo sulle cause della potente esplosione che ha quasi distrutto il porto e la città di Beirut provocando più di 130 morti e cinquemila feriti? Al momento nessuna ipotesi viene scartata e gli inquirenti sono al lavoro per capire se sia trattato di un attentato o di un incidente, che è quella ad ora più accreditata.

06 agosto 15:36 Di Maio: “Partito volo con materiale sanitario”

 "Stamattina è partito dalla Base di pronto intervento umanitario delle Nazioni Unite di Brindisi un volo umanitario diretto a Beirut – organizzato dal ministero degli Affari Esteri, insieme al Dipartimento della Protezione Civile e al Comando Operativo del vertice Interforze – con un carico di circa 8,5 tonnellate di materiale sanitario messo a disposizione dalla Cooperazione Italiana". Lo ha reso noto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio su Fb, sottolineando che "la viceministra Emanuela Del Re sta lavorando intensamente e seguendo in prima persona tutta l'attività di cooperazione" e che "l'Italia è al fianco del Libano"

06 agosto 13:50 L’esplosione vista dal satellite: danneggiati 4 chilometri quadrati

Una macchia rossa che dal porto di Beirut si estende per oltre 4 chilometri quadrati. È stata catturata così l'estensione dei danni generati dall'esplosione registrata nella capitale libanese, una fotografia registrata dai radar del satellite Sentinel-1 appartenente al programma Copernico di osservazione del nostro pianeta dell'Agenzia Spaziale Europea e della Commissione Europea. L'immagine è stata scattata dal satellite ed elaborata successivamente da Leonardo attraverso la piattaforma e-GEOS.

06 agosto 13:32 Soccorritore a Beirut: “Buone possibilità di trovare sopravvissuti sotto le macerie”

Ci sono "buone possibilità" di trovare sopravvissuti sotto le macerie a Beirut. È quanto ha detto un soccorritore francese al presidente Emmanuel Macron, che si è recato sul posto. "Stiamo cercando un gruppo di 7 o 8 dispersi che potrebbero essere rimasti intrappolati in una sala operativa sepolta nell'esplosione", ha detto il colonnello che guida la squadra di soccorso francese arrivata ieri nella capitale del Libano. "Pensiamo che ci siano buone possibilità di trovare persone vive", ha aggiunto rivolgendosi a Macron.

06 agosto 13:16 Beirut, prima vittima tedesca: è una dipendente dell’ambasciata trovata senza vita in casa

Il ministero degli Esteri tedesco ha comunicato che c'è la prima vittima tedesca dell'esplosione di Beirut. Lo riferisce l'account twitter del ministero degli Esteri. Si tratta di una dipendente dell'ambasciata, trovata morta nella sua abitazione di Beirut.

06 agosto 12:57 Porto di Tripoli pronto a sostituire quello di Beirut

Le autorità del porto libanese di Tripoli hanno annunciato di essere pronte a sostituire, temporaneamente, il porto di Beirut, completamente distrutto dall'esplosione di martedì scorso. Interpellate dall'ANSA a Beirut, tre società di trasporti cargo internazionali hanno confermato che quanto prima, già nei prossimi giorni, l'attività portuale sarà trasferita da Beirut a Tripoli. "Il porto non può fermarsi", hanno detto le fonti che non sono autorizzate a parlare con i media e che preferiscono rimanere anonime. La direzione del porto di Tripoli ha assicurato anche che il Libano non rimarrà senza il grano. "Oggi arriva una nave cargo con più di 5mila tonnellate di grano ucraino", hanno detto le fonti del porto di Tripoli citate dai media locali. L'esplosione di martedì è avvenuta in un contesto di forte crisi economica di un paese che importa circa l'80% dei prodotti alimentari. La Fao si era detta preoccupata nelle ultime ore di una crisi della farina in Libano.

06 agosto 12:36 A Beirut il team di esperti dei Vigili del fuoco partiti da Pisa

Giunto in zona operativa a Beirut il team di 14 esperti dei Vigili del fuoco partito nella tarda serata di ieri da Pisa nell’ambito del Meccanismo europeo di Protezione Civile. Opererà per il contrasto al rischio chimico e nella valutazione di edifici lesionati.

06 agosto 12:19 Il nitrato di ammonio per anni nel magazzino del porto di Beirut in semplici sacchi

Il carico di nitrato di ammonio deflagrato nel porto di Beirut con ogni probabilità era stoccato in un magazzino all’interno di sacchi impilati l’uno sull’altro. Lo mostra un’immagine che rimbalza da ore sui social e che viene ritenuta affidabile dal portale di Open Source Intelligence Bellingcat. Sui sacchi si legge la scritta “NITROPRILL”. Il nitrato di ammonio si trovava al porto dal 2013: le autorità del porto hanno confermato che il carico era originariamente a bordo di una nave battente bandiera moldava, di proprietà di un armatore russo di stanza a Cipro. Il vascello fu costretto a una sosta nel porto di Beirut a causa di problemi tecnici. Le autorità libanesi poi ne sequestrarono il carico, che venne a quel punto stoccato nel magazzino del porto. Nell'arco di questi anni le autorità della dogana di Beirut hanno inviato almeno diverse lettere ai giudici chiedendo loro cosa fare del carico sequestrato. Tutte le richieste, però, sarebbero cadute nel vuoto.

06 agosto 11:56 Macron a Beirut: “Aiuto internazionale per il Libano, senza riforme il paese soffrirà”

Il presidente francese Emmanuel Macron, in visita a Beirut, spera che venga organizzato un aiuto internazionale per il Libano. Macron è volato nella capitale del Libano per esprimere vicinanza al paese dopo la doppia esplosione costata la vita ad almeno 137 persone. Il titolare dell’Eliseo ha parlato anche dell’urgenza di avviare riforme per un’economia sull’orlo del collasso: "Se non vengono fatte – ha detto – Il Libano continuerà a soffrire".

06 agosto 11:20 Beirut, il racconto di un ristoratore bergamasco: “Mia moglie e mia figlia salvate da un muro”

Nicola Offredi, originario di Osio Sotto (Bergamo), vive a Beirut, dove ha aperto un ristorante, da 20 anni. Durante le esplosioni di martedì era in ascensore ed è rimasto bloccato. “Una tragedia simile non l’avevo mai vissuta”, le parole dell’italiano riportate dall’Eco di Bergamo. La moglie e la figlia, ha spiegato, si sono salvate: “Per fortuna loro si trovavano dietro il muro della casa e non è accaduto nulla”. “Stamattina (ieri mattina, ndr) mi sono recato in centro, stavo andando al supermercato, ho visto scene di ogni genere, gente che andava in giro con lo scooter coperta di sangue. Sono usciti i militari per controllare la situazione, davvero uno scenario lugubre e tragico”. Già nel 2006 il ristoratore italiano era stato testimone di una guerra in Libano “e avevo provato, oltreché dolore, una profonda irritazione, le stesse di adesso”. “Il Libano – ha detto ancora Offredi – deve già fare i conti con una situazione di crisi economica particolare, poi abbiamo dovuto fare i conti anche noi con il dramma del Covid-19, adesso queste esplosioni, è tutto davvero assurdo”. Assurdo dover vedere amici che hanno la casa frantumata, “la nostra stessa casa con le finestre tutte dilaniate, gente ferita per l’esplosione dei vetri”.

06 agosto 11:02 Solidarietà da Israele per Beirut: il comune espone la bandiera del Libano

L’edificio del comune di Tel Aviv, in Israele, illuminato con i colori della bandiera libanese, come “segno di solidarietà con il popolo” dopo quanto accaduto a Beirut. Gesto che ha sorpreso e anche acceso un dibattito tra la popolazione: per qualcuno, infatti, si tratta di "un gesto ipocrita". Per l’ex ministro Raffi Perez fornire assistenza umanitaria è un dovere, ma esporre la bandiera di un Paese nemico nel cuore di Tel Aviv solleva una questione morale perché “il Libano ha permesso a Hezbollah di rafforzarsi e consente all'Iran di portare avanti attività terroristiche dal proprio territorio”. Anche le Piramidi di Giza, al Cairo, e la torre di Burj Khalifa, a Dubai, sono state illuminate con i colori della bandiera libanese.

06 agosto 10:01 Il soldato italiano ferito: “Ricordo un boato fortissimo, indescrivibile”

“Ricordo un boato fortissimo, indescrivibile, gli avvenimenti succedevano molto velocemente. Subito dopo l’esplosione c’è stato qualche momento di smarrimento, era del tutto imprevisto, però stiamo tutti bene”. A parlare è il Caporal maggiore capo scelto dell'Esercito Italiano Roberto Caldarulo, rimasto ferito nelle esplosioni di Beirut. Quaranta anni, Roberto Caldarulo è di Bitonto (Bari). “Per noi era una normale giornata di lavoro, stavamo preparando le prossima attività, la giornata era tranquilla. Siamo stati coesi, lucidi, ma anche davvero fortunati. Adesso la preoccupazione maggiore è per la popolazione libanese”, ha aggiunto il militare.

06 agosto 09:04 Sale il bilancio delle vittime: almeno 137 morti e 5000 feriti

Nuovo bilancio della doppia esplosione che ha devastato Beirut: i morti sono almeno 137 e 5000 i feriti. Lo ha dichiarato il ministro della Salute, Hamad Hassan.

06 agosto 08:43  Beirut, gli italiani: “Raccogliamo fondi per ridare una casa a chi ha perso tutto”

"Un'apocalisse, non so definirla in altra maniera". A esprimersi così è Marco Perini, Mena Regional Manager dell'ong italiana Avsi, residente a Beirut. Marco ha raccontato i tragici momenti dell'esplosione. La tragedia non potrà che aggravare la situazione socio-economica del Libano. Per questo motivo Avsi ha deciso in queste ore di attivare la raccolta fondi "Love Beirut" per permettere alle persone più svantaggiate di avere di nuovo un posto in cui vivere.

 

06 agosto 08:16 L’architetto francese Bonfils tra le vittime di Beirut

L'architetto francese Jean-Marc Bonfils, che si trovava in Libano per partecipare a dei progetti di restauro di edifici distrutti dalla guerra, è tra le vittime francesi delle esplosioni che hanno devastato Beirut: lo ha annunciato il ministro della Cultura Roselyne Bachelot. "L'architetto francese Jean-Marc Bonfils è morto nel terribile disastro di Beirut. Rendo omaggio al suo grande lavoro, come il restauro di edifici storici distrutti dalla guerra in Libano. Francia e Libano sono unite nel dolore per la sua morte", ha annunciato la ministra tramite Twitter. In Libano Bonfils aveva contribuito nell'arco di diversi anni al restauro di numerosi edifici distrutti dalla guerra civile (1975-1990). Almeno 24 cittadini francesi sono rimasti feriti nell'esplosione, tre dei quali in maniera grave.

06 agosto 07:57 L’esplosione nel porto di Beirut ha creato un cratere del diametro di quasi 124 metri

L'esplosione nel porto di Beirut ha creato un cratere del diametro di quasi 124 metri, ben oltre la lunghezza di un campo di calcio. È quanto emerge dalle analisi delle immagini satellitari condotte dalla Cnn.

06 agosto 07:43 Trump: “Al momento nessuno conosce le cause delle esplosioni”

A distanza di oltre 24 ore dall'esplosione che ha devastato Beirut, il Presidente degli Usa Donald Trump torna a parlare dell'episodio: "Gli Stati Uniti stanno lavorando al fianco delle autorità libanesi dopo le esplosioni di Beirut che hanno causato più di 135 morti e migliaia di feriti. Al momento – ha spiegato il presidente Usa nel corso di una conferenza stampa a Washington – nessuno conosce le cause delle esplosioni".

06 agosto 07:28 Esplosione Beirut, almeno 135 i morti e 5.000 i feriti: gli ospedali sono al collasso

Sale a 135 il numero delle vittime provocate dall'esplosione avvenuta nel porto di Beirut in Libano martedì pomeriggio e sulle cui cause sono ancora in corso accertamenti. Intanto preoccupano le condizioni degli ospedali della città che sono quasi al collasso a causa dei danni provocati alle strutture e alle condizioni nelle quali gli operatori sanitari stanno curando le migliaia di persone ferite (si stima un numero di circa 5.000 feriti), alcune delle quali sono anche in gravi condizioni. Ma sono ancora decine e decine i cittadini di Beirut che mancano ancora all’appello. Mentre sono trecentomila gli sfollati.

Previsto per oggi l'arrivo a Beirut del presidente francese Macron con due aerei carichi di aiuti umanitari e 55 volontari. Previsti gli aiuti anche da tedeschi, inglesi e dai vicini paesi arabi. Intanto proseguono le indagini per chiarire cosa abbia causato la devastante esplosione: quattro ex primi ministri libanesi hanno chiesto in una dichiarazione congiunta che sia una commissione d'inchiesta internazionale ad appurarne le cause mentre  ieri è scattato l'arresto per alcuni funzionari che avevano l’incarico di sorvegliare il nitrato di ammonio stipato nella zona del porto.