13 marzo 19:30 Martina: “Mi sono dimesso da ministro dell’Agricoltura”

Maurizio Martina, vicesegretario del Pd e ora reggente del partito fino all'assemblea di aprile, ha annunciato di essersi dimesso da ministro dell'Agricoltura. "Da questo pomeriggio non sono più ministro, per rispetto del ruolo istituzionale che ho ricoperto fin qui e per il ruolo che sono chiamato a svolgere", afferma intervistato durante Porta a Porta. Paolo Gentiloni ha accettato le dimissioni di Martina e ha assunto l'interim.

Martina parla del ruolo che avrà ora il capo dello Stato Sergio Mattarella e della possibile formula di governo da scegliere: "Noi che stiamo dal lato della responsabilità politica non abbiamo il diritto di strattonare il presidente della Repubblica e le sue prerogative". E sull'ipotesi di un governo di scopo, Martina replica: "Non credo sia una responsabilità nostra indicare soluzioni di questo tipo".

"Non ci auguriamo il peggio per l'Italia – afferma ancora Martina -. I programmi su cui hanno fatto la campagna elettorale Lega e Cinque Stelle sono dannosi e non ho paura del confronto di merito con le forze che hanno vinto, sui contenuti. Ma domenica 4 marzo noi abbiamo perso e loro hanno vinto, quindi il dovere di indicare una strada spetta a loro senza infingimenti". Secondo Martina, "evocare il ritorno al voto" come ha fatto oggi Di Maio "segnerebbe la sconfitta di chi ha vinto il 4 marzo: trovo il ragionamento di Di Maio irresponsabile oltre che arrogante. Così sancisce la sua sconfitta". Il vicesegretario del Pd smentisce inoltre categoricamente che ci siano stati contatti tra esponenti del suo partito e il M5s.

Martina non risparmia un'autocritica al Pd: "Senza dubbio abbiamo sottovalutato il disagio che c'è e la distanza che ancora c'è tra alcuni dati macroeconomici che per fortuna sono positivi e un disagio ancora reale. Di fronte alle file davanti ai Caf non ho un atteggiamento arrogante: mi faccio delle domande, ho il dovere di interrogarmi sul perché tanti cittadini nel Mezzogiorno domandano il reddito di cittadinanza. In tante aree del Mezzogiorno siamo stati percepiti troppo legati a un potere, a una gestione per la gestione".

13 marzo 19:25 Lorenzin: “Di Maio mostri maggiore senso delle istituzioni”

Le frasi di Luigi Di Maio rivolte al ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan, definito irresponsabile, continuano a suscitare polemiche. Dopo la risposta di Maurizio Martina, vicesegretario del Pd e ministro dell'Agricoltura, questa sera è intervenuta anche Beatrice Lorenzin, ministra della Salute, con un post pubblicato su Twitter: "Di Maio mostri maggiore senso delle istituzioni", scrive Lorenzin. "Non giova a nessuno, neanche a lui, attaccare il ministro dell'Economia davanti ai giornalisti della stampa estera. Padoan è stato ministro sobrio e competente in grado di accompagnare il Paese, dopo una lunga crisi economica, verso un approdo sicuro", conclude la ministra della Salute e fondatrice di Civica Popolare.

13 marzo 19:17 Chiamparino: “Olimpiadi 2026 a Torino sarebbero un’opportunità straordinaria”

Il presidente della regione Piemonte, Sergio Chiamparino, si appella ai consiglieri della Città Metropolitana di Torino per la candidatura della città a ospitare le Olimpiadi invernali del 2026. “Il mio auspicio – dichiara Chiamparino – è che tutto il consiglio della Città Metropolitana domani sostenga la volontà della sindaca. E che il consiglio comunale di Torino rimedi alla lacerazione che non ha fatto bene alla considerazione complessiva della città”.

Chiamparino sottolinea che i giochi del 2006 di Torino “furono un’edizione esemplare” e aggiunge: “Credo che il 2026 possa tornare a essere una straordinaria opportunità, innanzitutto come obiettivo mobilitante e sfidante per la nostra comunità”. “Possiamo ambire alla candidatura – continua – perché abbiamo fatto una edizione esemplare nel 2006 e abbiamo impianti adeguati a ospitare l'evento. Se vogliamo avere chanche non possiamo dire che l'edizione 2006 dei Giochi invernali è stata poco trasparente, perché non è vero. Dobbiamo dire la verità, e quindi non si può certo sostenere che quella è stata una edizione di spreco, perché i dati parlano chiaro. Concordo con l'idea di fare un'Olimpiade low cost, che non vuol dire a zero costi. L'impatto ambientale zero non è possibile, ma è chiaro che avendo tutti gli impianti, non dovremo abbattere molti alberi”.

La regione Piemonte si è espressa favorevolmente alla candidatura di Torino approvando due documenti di indirizzo che danno impulso alla giunta per concordare con il comune di Torino e con la Città Metropolitana e i vari comuni coinvolti, l'apertura di un tavolo di confronto sulla manifestazione di interesse per i 25esimi giochi olimpici invernali.