La poesia di Alda Merini è una di quelle scelte alla maturità 2018 per il saggio breve  insieme ad altri brani e opere d'arte, tra cui Pirandello, Quasimodo, Hopper ed Emily Dickinson, la poetessa inglese amatissima da Alda Merini. Che oggi resta forse la maggiore delle poetesse italiane contemporanee, amata da generazioni di lettori. Dopo la pubblicazione della raccolta di versi "Tu sei Pietro", nel 1962, inizia per lei un difficile periodo di silenzio e di isolamento dovuto all'internamento al "Paolo Pini": una vita vissuta fra periodi di salute e malattia, dovuti ad un grave disturbo bipolare. Nel 1979 la Merini ritorna a scrivere, con testi intensi sulla drammatica e sconvolgente esperienza dell'ospedale psichiatrico, testi contenuti in quello che può essere inteso il suo capolavoro: "La Terra Santa", con cui vincerà nel 1993 il Premio Librex Montale.

Solitudine e amore nella poesia della Merini

Il tema della solitudine è, dunque, per la poetessa milanese, un pilastro di tutti i suoi versi. L'esperienza dell'internamento, dell'isolamento, unite a quella dell'amore costante e irrisolto che provò per tutta la vita, ne hanno forgiato la poetica. Nel 1981 muore il marito e, rimasta sola, la Merini dà in affitto una camera della sua abitazione al pittore Charles; inizia a comunicare telefonicamente con il poeta Michele Pierri che, in quel difficile periodo del ritorno nel mondo letterario, aveva dimostrato numerosi apprezzamenti sui suoi lavori. Il telefono, Alda ne era una vera appassionata. Telefonava a qualsiasi ora, soprattutto di notte. La solitudine le restò appiccicata addosso, per tutta la vita. Ecco alcuni dei suoi versi ad essa dedicata:

S’anche ti lascerò per breve tempo, solitudine mia,
se mi trascina l’amore, tornerò,
stanne pur certa;
i sentimenti cedono, tu resti.