Sono passati pochi mesi da quando Luigi Di Maio annunciò la rivoluzione delle pensioni minime. Nel gennaio 2018, in piena campagna elettorale, il leader del Movimento 5 Stelle promise l'istituzione della cosiddetta pensione di cittadinanza, ovvero un assegno minimo da 780 euro al mese per tutti i pensionati. Non contento, Di Maio rilancia la promessa nel settembre del 2018 annunciando trionfalmente: "D’ora in poi non ci deve essere più nessun pensionato che prende meno di 780 euro al mese. Ci sono dei pensionati minimi che in questo momento prendono 400 euro di pensione. A quei pensionati minimi noi stiamo dicendo: tutti coloro che vivono sotto la soglia di povertà, 780 euro al mese, e prendono la pensione, devono avere almeno 780 euro al mese". 

Passano i mesi e la proposta di Di Maio prende forma, ma la pensione di cittadinanza non assomiglia per nulla a quella annunciata solo poche settimane prima dal leader del Movimento 5 Stelle e vicepremier del governo Conte. Nel corso delle settimane, infatti, l'esecutivo ha iniziato a lavorare alla proposta ponendo una serie di paletti per arginare la platea dei beneficiari, andando per esempio a escludere dalla misura i pensionati con casa di proprietà con valore superiore a 30mila euro ad esclusione della prima casa, imponendo un limite Isee a 9360 euro annui per accedere al beneficio e andando a scomputare dall'integrazione dovuta una quota di affitto figurativo pari a 280 euro qualora il pensionato al minimo abiti in una casa di proprietà, esattamente gli stessi criteri per l'accesso al reddito di cittadinanza. Stando ai calcoli eseguiti da Repubblica e diffusi oggi, si è scoperto che l'integrazione di cittadinanza per i pensionati al minimi varrà solo per circa 500.000 persone e l'integrazione ammonterà in media a 138 euro, decisamente meno dei circa 280 euro promessi in campagna elettorale.

La pensione di cittadinanza da 780 euro al mese spetta anche agli invalidi civili e pensionati sociali? Nessuno ha mai chiarito questo punto, nonostante attualmente l'assegno di invalidità ammonti a cifre inferiori ai 300 euro mensili in assenza dell'indennità di accompagnamento: tra pensionati sociali e invalidi civili, sono quasi 7 milioni le persone che avrebbero teoricamente diritto all'integrazione promessa da Di Maio, ma considerando che la misura sarà erogata solo a 500mila pensionati, alla fine a beneficiarne sarà solo il 7% di chi ne avrebbe diritto. Prendendo invece in considerazione le sole pensioni minime da 500 euro circa al mese, escludendo dunque invalidi e pensioni sociali, la pensione di cittadinanza spetterà solo al 15% della platea potenziale. Insomma, dopo il reddito di cittadinanza, anche la promessa della pensione di cittadinanza si sgonfia e può a pieno titolo rientrare nel calderone delle mille e una promesse elettorali non mantenute da Di Maio e dai 5 Stelle.