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12 Ottobre 2026
16:26

Piombo nelle munizioni da caccia, l’Europa verso nuove restrizioni: cosa cambia per fauna e cacciatori

Proposta dell'ECHA per limitare l'uso del piombo nella caccia, nel tiro sportivo e nella pesca. La restrizione punta a ridurre l’inquinamento e proteggere fauna, animali domestici e salute umana, con una transizione prevista di sette anni.

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L'Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA) ha presentato una proposta per introdurre delle restrizioni a livello europeo sull'uso del piombo nelle munizioni per la caccia, il tiro sportivo all'aperto e anche per la pesca dopo la richiesta della stessa Commissione europea di valutare i rischi per la salute e l'ambiente.

Secondo i dati diffusi da Eurogroup for Animals, ogni anno oltre 38 mila tonnellate di pallini di piombo vengono rilasciate negli ecosistemi europei ogni anno. La nuova restrizione intende ridurre l'inquinamento del suolo e dell'acqua e proteggere milioni di animali dall'avvelenamento. Tra questi figurano uccelli e mammiferi selvatici, comprese specie protette come linci, orsi e avvoltoi. Ma il rischio riguarda anche i domestici, come i cani e i gatti che vengono in contatto con cibo per animali contaminato che contiene ad esempio la carne di selvaggina. L'avvelenamento da piombo riguarda anche gli animali da allevamento, in particolare bovini e pollame, che possono ingerire i pallini dispersi nelle aree di pascolo o ormai anche incorporati nella vegetazione.

L'ECHA ha stimato che almeno 127 milioni di uccelli sono a rischio di avvelenamento da piombo ogni anno. Inoltre, anche le persone sono esposte a un grave pericolo, ad esempio, attraverso la selvaggina cacciata con munizioni al piombo o durante la fabbricazione casalinga di munizioni, piombi da pesca o esche. L'esposizione al piombo è poi particolarmente dannosa per lo sviluppo neurologico dei bambini: circa un milione è la stima di piccoli umani che sono vulnerabili agli effetti tossici del piombo a causa del consumo di carne di selvaggina.

Sebbene la restrizione preveda un periodo di transizione di 7 anni prima della sua piena entrata in vigore, tempo che viene concesso ai settori coinvolti per adattarsi al cambiamento, l'iniziativa segna la strada per un'Europa in cui l'ambiente e la fauna vengono messi in primo piano da parte dell'Unione.

Se adottata, la restrizione ridurrebbe le emissioni di piombo nell'ambiente di circa 1,7 milioni di tonnellate in 20 anni. Per l'effettiva approvazione, però, dovranno ancora essere effettuati diversi passaggi. Prima i comitati scientifici dell'ECHA procederanno con la valutazione del rischio e l'analisi socioeconomica, tenendo conto delle prove scientifiche raccolte durante le consultazioni. I pareri dei comitati sono attesi entro la metà del 2022, poi la Commissione europea, insieme ai 27 Stati membri dell'UE, prenderà la decisione in merito alla restrizione e alle sue condizioni

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