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18 Giugno 2026
13:08

La denuncia di Eleonora Evi (Pd): “Il Governo non risponde alle interrogazioni sul DL sulla caccia”

Eleonora Evi, parlamentare del Pd, denuncia su Kodami il silenzio del Governo di fronte alle interrogazioni presentate per fermare il Disegno di legge n. 1552 sulla caccia. Intanto il Senato ha bocciato le pregiudiziali di incostituzionalità presentate dalle opposizioni e oggi si continua con le votazioni a Palazzo Madama.

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Oggi in Senato continua l'iter parlamentare per l'approvazione del Disegno di legge n. 1552 che mira a cambiare la regolamentazione attuale sulla caccia, così come stabilito nella legge 157/1992 sulla tutela della fauna selvatica. Le opposizioni hanno provato in tutti i modi a farsi sentire ma ieri sono state bocciate a Palazzo Madama le pregiudiziali che erano state sollevate sulla costituzionalità della nuova normativa.

"Non mi sorprende – commenta a Kodami Eleonora Evi, Deputata del Partito Democratico – dal momento che c'è una maggioranza schiacciante che fa il bello e cattivo tempo anche in violazione palese di quelle che sono le indicazioni della nostra Costituzione. Mi spiego meglio: abbiamo modificato la Costituzione inserendo l'articolo 9 che riguarda la tutela degli animali. Questa tutela deve essere in qualche misura rappresentata attraverso delle leggi ordinarie dello Stato ed è evidente che dobbiamo fare lo sforzo di integrare quel principio. In questa normativa ciò non è minimamente tenuto in considerazione. Basti pensare alla barbarie che viene proposta ad esempio sui richiami vivi: una pratica non solo crudele ma che viola dal mio punto di vista quei principi di tutela che sono sanciti nell'articolo 9″.

Evi denuncia poi il silenzio della maggioranza rispetto a ben otto interrogazioni parlamentari su un DL che ha ottenuto anche la bocciatura della Commissione europea in una lettera inviata nel dicembre 2025 al Governo italiano. L'onorevole così spiega a Kodami quanto sta succedendo in Parlamento rispetto al percorso legislativo del dettato normativo che ha anche già ottenuto il primo "sì" in commissione al Senato in cui è stato anche approvato l’emendamento 6.71 che consentirebbe la caccia nel demanio marittimo.

Questa maggioranza va avanti in barba a quelle che sono le norme europee ed è sconcertante come anche le altre commissioni parlamentari che hanno analizzato il testo non abbiano rilevato alcun problema: è scandaloso che non sono stati considerati i pareri che sono giunti dalla commissione Giustizia, da quella degli Affari Costituzionali e dalla Commissione politica europea – continua Evi – In particolare quest’ultima che richiama il fatto che ci sono una serie di procedure di infrazione aperte contro il nostro Paese, tra cui quelle anche scaturite nel corso degli ultimi anni proprio per modifiche alla legge 157. Eppure nulla osta a procedere con l'adozione del testo".

Sono otto le interrogazioni parlamentari nell'arco degli ultimi dieci mesi presentate dalla deputata senza avere alcuna risposta. "Questo Disegno di legge è il più grande attacco alla natura degli ultimi decenni – sottolinea Evi – Va fermato perché calpesta la scienza, la Costituzione, calpesta la voce dei giovani, il mondo associativo di tutela dell'ambiente e calpesta anche il mondo agricolo. Il Governo in particolare non risponde alla mia richiesta di trasparenza sui fondi per i danni da fauna. A chi sono andati quei soldi pubblici? Tace anche sui rischi sanitari del piombo nelle munizioni e resta inerte davanti alla strage di lupi e altri animali selvatici che continua nel nostro paese alimentando un clima di impunità scientemente costruito con il declassamento del lupo e una riforma vergognosa che favorisce l'illegalità ed il bracconaggio".

Le critiche al Disegno di Legge sono arrivate da diverse parti all'attuale compagine governativa che vede nel ministro dell'Agricoltura e della Sovranità nazionale, Francesco Lollobrigida, il principale artefice del cambiamento che si intende mettere in atto. Contro la nuova normativa si sono schierati etologi, veterinari, esperti di fauna selvatica e tutte le associazioni di tutela e salvaguardia del benessere animale. Anche Papa Leone XIV ha definito la tutela della natura e del creato una "questione di grande rilevanza sociale e morale" in risposta a una lettera della Lipu.

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