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7 Maggio 2026
11:50

Ddl sulla caccia, primo ok in commissione. Le associazioni: una lettera del dicembre scorso dell’UE contraria nascosta dal Governo

Oltre 50 associazioni, tra cui ENPA, LAC, LAV, Legambiente, LIPU-BirdLife Italia e WWF Italia, sono venute in possesso di una lettera ufficiale della Commissione europea, inviata a dicembre 2025 al Governo italiano e "finora volutamente ignorata dalla Presidente Meloni e dalla maggioranza di centrodestra", che boccia parti fondamentali del disegno di legge sulla caccia.

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Le Commissioni Ambiente e Agricoltura al Senato ieri si sono riunite per dare la prima approvazione al disegno di legge n. 1552 che mira a cambiare completamente la regolamentazione attuale sulla caccia, così come normata dall'attuale legge 157/1992 sulla tutela della fauna selvatica.

Il ddl, fortemente voluto dal Ministro dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare Francesco Lollobrigida, è stato sin dal principio osteggiato dalle associazioni di tutela animale, da etologi ed esperti di specie selvatiche. Adesso, oltre 50 associazioni – tra cui ENPA, LAC, LAV, Legambiente, LIPU-BirdLife Italia e WWF Italia – sono venute in possesso di una lettera ufficiale della Commissione europea, inviata a dicembre 2025 al Governo italiano e "finora volutamente ignorata dalla Presidente Meloni e dalla maggioranza di centrodestra", che boccia parti fondamentali del disegno di legge.

Secondo quanto fanno sapere le associazioni, l'Europa ha analizzato il testo del decreto, ritenendolo "aggravato da numerosi emendamenti presentati dalla maggioranza, tutti mirati a fare ulteriori concessioni alle lobby venatorie e a quella parte delle associazioni agricole che intendono sfruttare anche la caccia come strumento per ottenere profitti, a scapito dei veri interessi di migliaia di agricoltori e non tenendo conto del sentire comune, mentre sono state respinte tutte le modifiche migliorative presentate dall’opposizione".

Le associazioni si sono riunite e hanno reso nota l'esistenza dunque di questa lettera invita dall'Europa all'attuale compagine governativa, denunciando quanto segue:

Il documento evidenzia gravi violazioni delle Direttive Uccelli e Habitat, che riguardano l’ossatura stessa del DDL tra cui: estensione della caccia fuori stagione; indebolimento del parere scientifico di ISPRA; uso di visori ottici; liberalizzazione dei richiami vivi con rischi concreti di bracconaggio e traffici illegali.

Nonostante questi chiari rilievi dell’Unione europea, il Governo non solo non ha fatto alcun cenno all'esistenza della nota, ma non ne ha tenuto conto in alcun modo, lasciando proseguire l’iter parlamentare, che proprio ieri è giunto di fatto al termine con la prima approvazione nelle Commissioni Ambiente e Agricoltura al Senato riunite e la mancata divulgazione della notizia da parte del sottosegretario al Ministero dell'Agricoltura La Pietra. Il testo è stato inoltre aggravato da numerosi emendamenti presentati dalla maggioranza, tutti mirati a fare ulteriori concessioni alle lobby venatorie e a quella parte delle associazioni agricole che intendono sfruttare anche la caccia come strumento per ottenere profitti, a scapito dei veri interessi di migliaia di agricoltori e non tenendo conto del sentire comune, mentre sono state respinte tutte le modifiche migliorative presentate dall’opposizione.

“Siamo davanti a un comportamento gravissimo del Governo – aggiungono le associazioni – il fatto che la Commissione europea è intervenuta ancor prima dell'entrata in vigore della legge in una materia come la caccia non è usuale e conferma la pericolosità di quanto contenuto nel DDL 1552 a prima firma Malan. Nonostante ciò, l’Esecutivo sapeva ed è rimasto fermo. Hanno continuato ad accusare noi di diffondere fake news mentre provavano a nascondere e mascherare la verità e oggi sono stati ancora una volta clamorosamente smentiti. Un atto irresponsabile che antepone gli interessi elettorali alla tutela dei beni comuni, esponendo l’Italia a nuove procedure d’infrazione col serio rischio di far pagare ai cittadini – la stragrande maggioranza contrari alla caccia – i costi di eventuali sanzioni”.

Le associazioni chiedono lo stop immediato del provvedimento e la cancellazione delle norme censurate dalla Commissione europea, prima che il Parlamento approvi la legge.

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