Mario Tozzi contro DDL caccia e cacciatori: “Ma quali custodi dell’ambiente, amano uccidere. Perché non fanno foto?”

Il discusso disegno di legge sulla caccia (DDL 1552) si trova in questo momento in fase di istruttoria presso le Commissioni Ambiente e Agricoltura del Senato, dove vengono portate avanti audizioni, presentazioni di emendamenti e valutazioni giuridiche e tecniche di vario genere, con l'obiettivo di far approdare il testo in Aula. Negli ultimi giorni il DDL è nuovamente balzato agli onori della cronaca nazionale a causa di alcuni emendamenti particolarmente controversi, per i quali si è tornati a parlare di doppiette sulle spiagge e in altre aree oggi vietate, uso di silenziatori e visori a infrarossi, ampliamento del prelievo venatorio – come la caccia allo stambecco – e altre "aperture" simili. La riforma viene considerata dalla Lipu e da altre associazioni ambientaliste come pericolosa, ingestibile, priva di basi scientifiche e in aperta sfida alle direttive europee, tanto da poter sfociare direttamente in ulteriori procedure d'infrazione per l'Italia. Tra chi si è pronunciato apertamente contro la caccia e i cacciatori vi è anche il geologo Mario Tozzi, Primo ricercatore del CNR e conduttore televisivo RAI del programma Sapiens. In questi giorni Tozzi ha pubblicato un paio di post sui social network, nei quali ha ribadito la sua assoluta contrarietà a questa riforma. Fanpage.it ha contattato il divulgatore scientifico per conoscere meglio la sua posizione. Ecco cosa ci ha raccontato.
Dottor Tozzi, in questi giorni si è espresso apertamente contro la caccia e i cacciatori, anche alla luce del controverso disegno di legge di cui si è tornato a discutere. Cosa c'è di così negativo, secondo lei, in questa proposta?
Intanto, per cominciare, c’è un elemento negativo di fondo. Anzi, ce ne sono diversi. Il primo è che una minoranza minima della popolazione, l'1 percento, tiene in scacco tutti gli altri. Gli italiani la caccia non la vogliono nemmeno sentir nominare: lo sappiamo dai sondaggi, dai referendum, e soprattutto dai sondaggi Ipsos più recenti. Poi magari non si impegnano per andare a votare, ma gli italiani della caccia non ne vogliono sapere. Quindi, francamente, non si è mai visto un provvedimento più corporativo ed egoista di questo. È difficile da comprendere. La seconda cosa è che abbiamo una Costituzione rinnovata: nell’integrazione dell’articolo 9 e dell’articolo 41 si dice chiaramente di non mettere in discussione il futuro ambientale delle prossime generazioni, e che l’iniziativa privata — tra cui rientra anche la caccia — non deve mai confliggere con ambiente e salute.
Il disegno di legge rema nella direzione completamente opposta, come sostenuto da numerosi enti e associazioni autorevoli che si occupano di ambiente
Si permetterà di cacciare anche nei parchi con la scusa che i cacciatori regolano la pressione demografica degli ungulati. Ma sono loro che l’hanno aumentata. Se ci sono più cinghiali è per colpa loro. Se ci sono cinghiali all’Isola d’Elba, dove non c’erano endemicamente, è colpa loro. Tutto questo dipende da loro. Se i cinghiali sono proliferati è perché sparavano ai lupi. Sempre gli stessi. Si dirà: “Quelli sono bracconieri”. Ma io non ho mai conosciuto un bracconiere che non fosse anche un cacciatore. Non tutti i cacciatori sono bracconieri, ma tutti i bracconieri sono cacciatori, questo è sicuro. Quindi non ci raccontassero cose ridicole. Come le scuse per cacciare.
Ad esempio?
Dicono che cacciano per mangiare, per regolare la pressione, per fare passeggiate. Tutto un insieme di paccottiglie. Ma sono gli stessi che maltrattano i loro cani da caccia nei modi più terribili. Ti dicono che per loro è importante tutto questo, ma se dici loro di non rinunciare a passeggiate, agli amici, al cane, ma invece di sparare di fare una fotografia, ti rispondono di no. Perché quello che gli piace è ammazzare e basta. Non stiamo a discuterci intorno. Poi c'è qualcuno più coscienzioso, per carità, qualcuno meno. Non voglio dire che sono tutti uguali. Ma se tu vai a fare tutte quelle cose lì con una fotocamera, le foto ti resterebbero per sempre se sei bravo a farle. A loro invece importa avere il corpo palpitante del pettirosso in mano, o un cinghiale che spira l’ultimo respiro. Una cosa veramente barbara. I sapiens sono sempre stati cacciatori per cultura, ma se andiamo alle nostre origini ancestrali, eravamo molto più simili alle scimmie antropomorfe. Dunque caccia molto poca. Poteva capitare di mangiare qualche carogna, qualche midollo, ma stiamo parlando di milioni di anni fa, quando non c’era ancora Homo sapiens. C'era il genere Homo, ma non Homo sapiens. Noi siamo delineati come prede.
Ci spieghi
Abbiamo i denti piccoli, nessun canino particolare, intestino lungo 9 metri. Quale carnivoro ha un intestino di 9 metri? Siccome la carne sprigiona anche una certa tossicità, la devi eliminare presto. Se vai un po' indietro nel tempo, troverai che eravamo noi quelli che scappavano. Quindi ci siamo trasformati un po' per cultura, in cacciatori.
Tornando al DDL 1552, si parla addirittura di caccia con i silenziatori, dai natanti, con i visori agli infrarossi. Non sembra nemmeno più “caccia”.
Stiamo parlando di una follia vera. Qui io ci vedo delle tracce degli stessi motivi per cui nell'attuale legge venatoria tu puoi entrare nel fondo di un altro senza chiedere il permesso, purché tu abbia il fucile. Questa è un'eredità fascista, lo sappiamo. Si voleva che le persone andassero, usassero il fucile e si educassero alla guerra, alla allo sparare eccetera. Dunque gli si permettevano un sacco di cose. Ma quel tempo è passato. Si continua a entrare nei fondi, si continua a inquinare con i pallini che troviamo sparsi dappertutto. Non è raro che si rischi la vita se ci si trova da quelle parti. Se non sbaglio ci sono state 350 vittime negli ultimi 50 anni tra i cacciatori. E il lupo non ne ha fatta manco una, l'orso una per sbaglio. Quindi chi è veramente pericoloso? Insomma, non scherziamo, questa roba è veramente fuori dal mondo. Uno potrebbe anche dire: “Vabbè, la legge sulla caccia c'è”. Ma io, lo voglio ricordare, chi caccia lo fa in deroga alla Costituzione, perché la fauna selvatica è patrimonio inalienabile dello Stato, cioè di tutti noi. Poi si dà una procura, si fa un'eccezione e c'è una legge che regola il prelievo venatorio. Ma normalmente la fauna selvatica non la dovresti toccare, è di tutti. Quindi invece di starsene in disparte costantemente sotto schiaffo, hanno una lobby che li protegge e che li difende in Parlamento.
A chi si riferisce?
Sono i produttori di armi, di cartucce. Si stanno scatenando chiedendo cose che lasciano interdetti. I parchi, le spiagge, gli infrarossi, i silenziatori. Io dico, ma ragazzi, stiamo scherzando?
È stato anche ritirato un emendamento che proponeva la saggia proposta di raddoppiare la distanza delle zone di caccia da agriturismi, fattorie didattiche e simili, dato che quella indicata non risulterebbe particolarmente sicura
Io sono sono senza parole per un ministro che approva o spinge per questo tipo di provvedimenti. “I cacciatori custodi dell'ambiente”, per favore. Non lo sono mai stati. Un cacciatore tutela l'ambiente nella stessa misura in cui Erode può tutelare gli asili nido. Non vedo attinenza. Io ho fatto un calcolo, una stima del prelievo venatorio.
Ci dica
È difficile farla, ma qualcuno indica 5 milioni di uccelli più altri. Potrebbero essere 10 milioni o addirittura 20 milioni di capi. È un danno, comunque. Stiamo parlando di fauna selvatica. Per quanto riguarda i cinghiali, un branco di lupi è in grado di inibirne anche la riproduzione, se gli sta vicino, gli gira attorno. Quindi cerchiamo di non spingerci su questo terreno, che a me sembra veramente assurdo.
C'è anche da tenere in conto che le novità indicate in questo disegno di legge sembrano violare apertamente le direttive europee, che fra l'altro stiamo già infrangendo. L'Italia è già oggetto di procedure di infrazione su questo tema. Come si può immaginare di poter inasprire ulteriormente l'attacco alla natura con simili premesse?
Io lo trovo dimostrativo, quasi un manifesto, magari legato anche a un background ideologico particolare. Ma c'è anche da dire un'altra cosa.
Ovvero?
Che il nuovo nemico in generale, per chi la vede in questo modo, è l'ambientalismo. Finito il comunismo, il vecchio nemico, sono rimasti gli ambientalisti, che sono gli unici che si battono per mettere dei limiti alle iniziative private. Perché l'economia senza freni sta distruggendo l'ambiente, lo abbiamo visto. Ma chi invece si adopera in quel senso non vuole nessun limite. Ed ecco che quindi anche un provvedimento manifesto come quello sulla caccia si include in questo tipo di rivendicazioni ideologiche. Il limite a tutto questo lo metterà il mercato, o lo metterà qualcun altro, non lo so. Senza contare poi che ci sono nuove tendenze etologiche molto chiare.
Ci spieghi
I nuovi studiosi di etologia, parlo di Marc Bekoff e de Waal (alcune di queste cose le ha spiegate anche Lorenz), ci stanno insegnando che gli animali non sono un insieme indistinto, sono individui, non esemplari. Cioè che ciascuno di questi animali, fosse pure il piccolo pettirosso, il cinghiale “che ci sta sui nervi”, sono tutti individui. Hanno un'identità personale data dall'educazione dei propri genitori e non dall'istinto. Significa che tu ammazzi un individuo. Tu dici che non ha il valore della tua vita perché sei un sapiens, ma per loro il discorso è diverso. C'è una considerazione etica di fondo che ormai va fatta, perché le nuove tendenze etologiche ce lo stanno raccontando. Non puoi più parlare solo di specie, devi parlare di individui. Esattamente come lo siamo noi.
Dal 2 maggio tornerà Sapiens – Un Solo Pianeta su RaiTre. Ci saranno puntate dedicate alle tematiche di cui ci siamo occupati in questa intervista? E che novità ci aspettano?
Quasi in ogni stagione ci siamo occupati di caccia. Ci saranno un paio di puntate, ma ci siamo concentrati molto su queste tendenze etologiche nuove. Andando in giro per il mondo tra gli elefanti, i leoni eccetera, ormai si può parlare tranquillamente di un mondo di emozioni, di sensazioni. Addirittura di sentimenti, empatia e di giustizia, tutto negli animali viventi non umani. Sarebbe ridicolo pensare che sono comparsi gli uomini e sono comparse pure le emozioni: la rabbia, la paura, l'invidia, la gelosia. Prima non c'era niente? Quindi queste emozioni si sono evolute, come gli organi. Noi di questo ne abbiamo parlato molto e lo faremo ancora. In varie puntate parleremo di animali, del sovrasfruttamento turistico, ad esempio dei cammelli in Egitto, dei cavalli che spingono i carretti. Per quanto riguarda le novità, ad esempio, abbiamo utilizzato l'intelligenza artificiale per costruire un'intelaiatura di puntata in cui un dialogo impossibile diventa possibile. Cioè, Jules Verne e me da giovane, in viaggio al centro della Terra, qualcosa che puoi fare solo con intelligenza artificiale. Il risultato è sorprendente, ne sono molto contento. E poi c'è una novità sul doppiaggio dei documentari: nel programma c'è una parte del 40-50 percento di documentari acquistati. Venivano sempre doppiati da uomini, ma da questa stagione in poi farà tutto una doppiatrice. Rompiamo il patriarcato divulgativo!