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18 Ottobre 2026
11:21

Le emozioni degli asini: così batte il loro cuore a seconda di ciò che provano

Uno studio su 34 asini ha analizzato battito delle palpebre, temperatura oculare e frequenza cardiaca per comprendere le loro emozioni e sensibilizzare sul benessere psicofisico di questi animali.

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Di alcuni animali siamo in grado, ormai e per fortuna, di considerare che hanno emozioni e cognizioni. Ci è facile attribuirle a quelli che storicamente ci sono più vicini e vivono nelle nostre case, come i cani e i gatti. Più complesso, o meglio proprio lontano dalla percezione comune, è pensare che anche specie come gli asini possano provare qualcosa di profondo come accade a noi umani, che sia anche solo l'espressione di emozioni primarie come paura, tristezza, gioia, disgusto, rabbia e sorpresa.

Uno studio, adesso, ci aiuta a comprendere come proprio questi animali, che oltretutto nel pensiero comune sono pure giudicati come "stupidi" e "testardi", vivano una dimensione intima legata ad emozioni che emergono a seconda delle esperienze e del contesto in cui vengono tenuti e trattati.

Nella ricerca, condotta da un team del Dipartimento di Scienze Cliniche Veterinarie dell'Università di Hong Kong, gli esperti hanno misurato alcuni parametri fisiologici di 34 asini per capire come questi animali reagiscono alle esperienze positive e negative, con l'obiettivo di migliorare il loro benessere.

Gli animali sono stati sottoposti a tre test. In una condizione hanno ricevuto dell'erba medica, una pianta erbacea di cui vanno ghiotti, in un'altra sessione hanno dovuto subire il rumore di un tosatore elettrico mentre nella terza ipotesi erano lasciati privi di stimoli nel loro ambiente naturale. Tre gli indicatori registrati in tutte le sessioni di studio: la frequenza degli ammiccamenti spontanei, la temperatura degli occhi e la variabilità della frequenza cardiaca.

Questi parametri sono stati utili per comprendere attraverso la risposta fisiologica lo "stato d'animo" degli animali e tra i diversi dati riscontrati è stato scoperto che la variabilità cardiaca mostrava una relazione positiva con i cambiamenti nella frequenza degli ammiccamenti e una relazione negativa con quelli della temperatura oculare.

Il senso di questa valutazione è stato quella di interpretare questi segnali come l'espressione appunto delle emozioni positive o negative causate dagli elementi inseriti nei test attraverso la reazione fisiologica. Ma questi studi, oltre a voler stimolare la comunità scientifica sull'importanza della considerazione degli animali come esseri senzienti, dal punto di vista informativo sono utili proprio a provare a stimolare chiunque a ragionare su quanto poco consideriamo questi animali nello specifico dal punto di vista del loro benessere non solo fisico ma anche psicologico.

Ciò che colpisce rispetto a questa specie, poi, è che si tratta di animali che vivono a fianco dell'uomo da moltissimo tempo ma su cui pesa un giudizio sociale negativo importante. Uno studio del settembre del 2022 sui genomi antichi e moderni ha infatti accertato l'origine della domesticazione dell'asino che è avvenuta ben 7.000 anni fa in Africa orientale.

Sono dunque migliaia di anni che questi equidi vengono principalmente sfruttati dall'essere umano e solo recentemente, come nel caso della ricerca di cui stiamo scrivendo, si è iniziato a chiedersi qualcosa sulla loro capacità emotiva e cognitiva a fronte di una media della popolazione che continua ad essere usata come animale da soma ancora oggi, soprattutto con la "conversione" da trasporto di carichi a quello di persone, nello specifico turisti nei luoghi di vacanza. 

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