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16 Luglio 2026
8:14

La “poker face” dei cavalli: di fronte a un predatore rimangono impassibili ma il loro cuore batte all’impazzata

Uno studio dell'Ohio State University ha svelato le capacità cognitive dei cavalli rispetto al trovarsi di fronte a un predatore. Gli animali mostrano una notevole capacità di autocontrollo quando valutano una potenziale minaccia.

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In Usa la chiamano "poker face", ovvero la capacità di non mostrare le proprie emozioni di fronte a una situazione complessa. E uno studio dell'Università Statale dell'Ohio, in Usa, ha ora svelato che i cavalli di fronte a un pericolo imminente, ovvero la presenza di un predatore, riescono a rimanere impassibili sebbene il loro cuore batta all'impazzata per il pericolo imminente.

Le capacità cognitive dei cavalli sono da tempo assodate, secondo studi scientifici che ne hanno approfondito le caratteristiche dimostrando come ragionano e anche l'universo emotivo di questi meravigliosi animali. La ricerca appena pubblicata su Plos One mette in evidenza le reazioni che hanno avuto diciotto cavalli di entrambi i sessi e di diverse età che hanno partecipato allo studio messi di fronte a dei video in venivano mostrate tre scene mentre un cardiofrequenzimetro equino registrava i battiti dei cuori.

Durante i 20 secondi totali di visione, i cavalli hanno osservato dei vombati pascolare, un gruppo di lupi che interagivano in modo aggressivo tra di loro e questi ultimi mentre praticavano grooming, ovvero si pulivano a vicenza. Metà dei cavalli ha visto prima i lupi combattere e poi pulirsi, mentre per l'altra metà la sequenza sui lupi è stata invertita. La visione chiaramente era finalizzata a vedere le reazioni dei cavalli di fronte a degli animali pacifici come i vombati e dei predatori come i lupi.

I risultati hanno mostrato che i cavalli domestici distinguevano un predatore sconosciuto da un non predatore sconosciuto basandosi esclusivamente su indizi visivi, mostrando risposte della frequenza cardiaca significativamente più elevate ai video di lupi rispetto ai video di vombati. Non ci sono state differenze significative nelle risposte ai comportamenti affiliativi dei lupi rispetto a quelli aggressivi. Ma ciò che le telecamere hanno ripreso durante il test è stata anche l'immobilità apparente degli equidi che non hanno mostrato, a differenza di quanto il cardiofrequenzimetro registrava, le emozioni che provavano.

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Il set in cui si è svolto il test sulle reazioni dei cavalli

"Questo riconoscimento visivo significa che i cavalli possono provare uno stato di agitazione interna pur rimanendo fisicamente immobili – ha spiegato Zeynep Benderlioglu, autrice principale dello studio – Comprendere questa discrepanza è fondamentale per garantire sia la sicurezza del cavaliere sia il benessere del cavallo che sta elaborando una minaccia, soprattutto se tale minaccia è un canide".

L'aumento della frequenza cardiaca, in particolare, è risultato più pronunciato nei cavalli maschi e in quelli con uno status sociale più elevato. "I maschi avevano la stessa frequenza cardiaca di base rispetto alle femmine, ma reagivano di più – ha chiarito la ricercatrice – I cavalli di alto rango mostravano risposte della frequenza cardiaca più accentuate durante gli stimoli predatori, probabilmente perché svolgono un ruolo importante nel processo decisionale collettivo e nella guida del branco. I cavalli di alto rango sono spesso seguiti dagli altri perché il branco ripone in loro maggiore fiducia per prendere decisioni collettive, soprattutto in materia di sicurezza".

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