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26 Maggio 2026
10:21

Le mucche riconoscono il volto la voce delle persone “familiari”: uno studio accerta le loro capacità cognitive

Uno studio dell'Istituto nazionale francese per la ricerca agricola ha dimostrato che le mucche riconoscono volti e voci umane familiari, distinguendoli dagli sconosciuti. La ricerca conferma capacità cognitive ed emotive complesse nei bovini.

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Le mucche non solo riconoscono i volti umani, ma distinguono le persone "familiari" da quelle che non lo sono. E' il risultato di un nuovo studio condotto da alcuni ricercatori dell'Istituto nazionale francese per la ricerca agricola (INRAE) che conferma la complessità delle dinamiche relazionali degli animali da allevamento.

I test dimostrano che i bovini (Bos taurus taurus) non sono degli "oggetti meccanici" che reagiscono semplicemente alle abitudini quotidiane, ma possiedono spiccate capacità di riconoscimento facciale.

Per comprendere questa capacità cognitiva delle mucche, i ricercatori meglio hanno fatto dei test particolari su 32 mucche di razza Prim' Holstein, una tipologia da latte tipica della Francia. Gli animali sono stati messi di fronte a dei video senza audio che mostravano volti maschili noti e altri sconosciuti, e hanno misurato per quanto tempo i bovini li guardavano. In questo modo gli esperti cercavano di individuare se vi fosse da parte loro quello che viene definito "riconoscimento intermodale", ovvero la capacità del cervello di riconoscere e collegare uno stimolo percepito attraverso un senso con l'esperienza di un altro senso.

Altro test cui sono stati sottoposti gli animali è stata sempre la visione di video ma con audio che riproduceva la voce dei due uomini che pronunciavano la stessa frase. Il risultato è che i bovini hanno mostrato interesse e hanno saputo associare correttamente la voce di un allevatore a loro familiare rispetto alla sua immagine.

Alle mucche è stata anche misurata la frequenza cardiaca mentre guardavano i video per verificare se vi fosse anche una reazione emotiva e gli animali hanno manifestato un battito normale rispetto ai video in cui vi era una persona conosciuta mentre la frequenza è cambiata osservando le immagini di persone sconosciute. Nessun dato particolare però è emerso tale da associare il battito a un cambiamento emotivo.

"I risultati dimostrano che le mucche sono in grado di discriminare tra individui familiari e non familiari e di formare rappresentazioni intermodali di queste persone – sottolineano i ricercatori – Sulla base di questi risultati, le ricerche future dovrebbero esplorare se le mucche siano in grado di adattare il proprio comportamento a seconda della persona con cui interagiscono, una capacità che potrebbe riflettere il loro ruolo attivo nelle relazioni uomo-animale".

Questo studio, come altri sulla capacità cognitiva e quella di provare emozioni da parte di bovini e altri animali d'allevamento è un nuovo tassello in quel puzzle che lentamente sta emergendo rispetto alla necessità di ripensare le modalità in cui vengono trattati gli animali d'allevamento. Gli scienziati che studiano l'aspetto legato alla senzienza di mucche, maiali ma anche polli e altre specie che vengono allevate in condizioni ancora molto lontane da quei minimi standard relativi al benessere animale contribuiscono in questo modo a dare maggiore spazio ad una discussione che un giorno possa portare a forme di allevamento basate sulla compassione per gli altri esseri viventi.

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