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9 Settembre 2026
20:01

Gli elefanti pensano prima di agire: sanno frenare gli impulsi e cambiare strategia quando qualcosa non funziona

Un nuovo studio mostra per la prima volta che gli elefanti sanno frenare gli impulsi, ragionare e cambiare strategia per raggiungere un obiettivo. Una capacità fondamentale per i processi decisionali e per la flessibilità cognitiva.

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Prima di agire d'impulso, gli elefanti asiatici si fermano a ragionare per scegliere la strategie più adatta per raggiungere l'obiettivo. Foto di Sydney Hope

Gli elefanti sono in grado di reprimere un impulso, rifletterci su e cambiare strategia quando una situazione cambia. Lo dimostra un nuovo studio pubblicato sulla rivista PLOS ONE, che per la prima volta documenta negli elefanti asiatici una capacità cognitiva estremamente complessa chiamata "controllo inibitorio". Si tratta della capacità cervello di fermare le risposte istintive, impulsive o non adatte, per scegliere comportamenti guidati invece dal ragionamento.

È una funzione importante nei processi decisionali e nella flessibilità cognitiva, alcune delle caratteristiche più sviluppate e distintive della mente umana, utili nel problem solving e nelle relazioni sociali. E ora anche gli elefanti, già noti per le loro straordinarie capacità cognitive, dimostrano di essere in grado di pensare prima di agire.

Gli elefanti e il test della scatola trasparente

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Gli elefanti hanno dimostrato di saper inibire un comportamento impulsivo. Foto da Hope et al., 2026

I ricercatori della CUNY Graduate Center e dell'Hunter College di New York hanno testato 16 elefanti asiatici al National Elephant Institute, in Thailandia. I pachidermi dovevano raggiungere della frutta contenuta all'interno di una scatola trasparente, che permetteva di vedere e annusare il cibo attraverso alcuni piccoli fori. Il modo più immediato sarebbe stato cercare di afferrare direttamente il cibo. Gli elefanti, tuttavia, avevano imparato a ignorare questo impulso e a utilizzare invece un'apertura laterale della scatola per arrivare al premio.

Successivamente, i ricercatori hanno ruotato la scatola, spostando così l'apertura. Di fronte al cambiamento gli elefanti, inizialmente, hanno cercato di raggiungere il punto in cui si trovava prima l'apertura. Ma hanno rapidamente corretto il comportamento, individuando la nuova posizione e utilizzandola con successo per prendere la frutta fin dal primo tentativo.

È proprio questa capacità di cambiare strategia a essere particolarmente interessante. Gli elefanti non hanno semplicemente imparato un percorso: sono riusciti a modificare una risposta che in precedenza era stata efficace, adattandosi rapidamente alle nuove circostanze. Può sembrare un percorso cognitivo relativamente semplice da seguire, ma la maggior parte degli altri animali continuerebbe a tentare la strada più immediata e impulsiva che aveva funzionato in precedenza.

Un'altra conferma delle grandi capacità cognitive degli elefanti

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Gli elefanti asiatici (Elephas maximus) sono già noti per le loro straordinarie capacità cognitive e sociali

Questo risultato aggiunge un nuovo tassello alle conoscenze sulle capacità cognitive di questi mammiferi. Studi precedenti hanno già mostrato che gli elefanti possono riconoscersi allo specchio, aiutare altri individui in difficoltà, provare emozioni paragonabili al lutto e risolvere problemi nuovi e complessi attraverso una vera propria forma di cultura. Sono stati persino visti "piangere" e seppellire i proprio cuccioli morti, in una sorta di rituale funebre.

Secondo gli autori, infatti, anche la capacità di saper controllare gli impulsi potrebbe contribuire a queste e molte altre abilità, come riuscire ad affrontare imprevisti e compiti nuovi, oltre che avere probabilmente un ruolo anche nelle complesse e intricate relazioni sociali che caratterizzano la vita di questi animali.

Dallo studio è anche mersa una differenza legata all'età: gli individui più anziani hanno impiegato molto più tempo per adattarsi alla nuova posizione dell'apertura. Sebbene serviranno ulteriori studi per capire il perché di queste differenze, gli stessi ricercatori ipotizzano che possa essere legato a un possibile declino delle capacità cognitive con l'avanzare dell'età. Anche questo aspetto rientrerebbe perfettamente nella naturale evoluzione dell'invecchiamento di un cervello grande, complesso e performante come quello di un elefante.

Capire come pensano gli elefanti per ridurre i conflitti con gli esseri umani

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Capire come pensano e agiscono gli elefanti potrebbe aiutare a ridurre i crescenti conflitti con le attività umane

Studiare il modo in cui gli elefanti pensano e soprattutto prendono decisioni non è soltanto un esercizio per comprendere meglio la loro etologia e le loro capacità cognitive. Può avere conseguenze concrete anche per la loro conservazione e per la gestione dei conflitti tra questi enormi mammiferi e le attività umane. In molte parti dell'Asia gli elefanti sono in aumento, ma soprattutto sono in forte espansione i centri abitati e le aree agricole.

Lo spazio per questi animali si sta fortemente riducendo e sempre più spesso i pachidermi finiscono per invadere strade, ferrovie, villaggi e campi coltivati. Negli ultimi anni i conflitti e gli incidenti sono in forte aumento e purtroppo non mancano le vittime umane.

Capire come valutano gli ostacoli, come reagiscono ai cambiamenti e come prendono decisioni potrebbe aiutare a prevedere meglio il loro comportamento e a progettare strategie più efficaci per ridurre questi incontri. Più scopriamo sulle capacità cognitive di questi enormi e affascinanti mammiferi, su come prendono le decisioni e come reagiscono a un mondo in costante e veloce mutamento a causa delle attività umane, più facile sarà provare a prevedere come si comporteranno in futuro.

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