Sui social è pieno di video che raccontano la scoperta dell’Arca di Noè

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Su Instagram e TikTok stanno circolando molti video generati dall’IA che riportano la scoperta dell’antica imbarcazione che permise a Noè di salvare l’umanità. I filmati sono inverosimili, al limite del pacchiano, ma molti sembrano crederci.

Da qualche settimana si è tornati a parlare molto della presunta scoperta della mitica Arca di Noè. A riaccendere l'interesse è stata una nuova campagna di ricerca, avviata nel giugno 2026 e guidata da Cenker Atila, professore di archeologia all'Università Sivas Cumhuriyet, in collaborazione con il gruppo Noah's Ark Scans. Da anni l'organizzazione studia la formazione di Durupınar, nell'est della Turchia, convinta che possa trattarsi dei resti dell'imbarcazione biblica, che secondo la Genesi si sarebbe posata sui monti dell'Ararat al termine del diluvio universale. Il sito, caratterizzato da una forma ogivale, molto simile a quella di una barca  è stato esaminato più volte con analisi del terreno, scansioni ed estrazioni, senza che emergessero prove convincenti della presenza di un'imbarcazione "fossilizzata". Nel 1996, uno studio firmato da Lorence Gene Collins e David Franklin Fasold arrivò a concludere che la presunta Arca era in realtà una struttura geologica piuttosto comune. L'accuratezza storica non sembra però essere l'interesse primario degli assidui frequentatori dei social. Dopo la diffusione dei recenti sviluppi, su TikTok e Instagram hanno infatti cominciato a circolare decine e decine di video che pretendono di mostrare il ritrovamento dell'imbarcazione che permise a Noè di salvare l'umanità e la fauna terrestre. Nessuno di questi contenuti è però autentico. È tutta AI slop realizzata al solo scopo di macinare visualizzazioni.

Lo scavo che non convince gli esperti e i fake generati dall'IA

Ciò che ruota intorno agli scavi di Durupınar è in realtà piuttosto complesso anche mettendo da parte i pacchiani filmati realizzati con l'intelligenza artificiale. Il progetto sostenuto da Noah's Ark Scans sta coinvolgendo ricercatori di diversi Paesi e punta a realizzare modelli bidimensionali e tridimensionali del sito, oltre a scansioni radar del sottosuolo. I risultati sono attesi nel 2027. A fine settembre, Noah's Ark Scans ha anche pubblicato il primo video girato all'interno di un foro di carotaggio nel sito. Mostrare cosa si trova all'interno del terreno non significa però aver trovato legno, resti di una nave o prove della sua origine biblica. Per ora, insomma, nessuna scoperta conferma la presenza dell'Arca. Anzi, molti hanno cominciato a guardare con sospetto la raccolta fondi da 600.000 dollari per sostenere le trivellazioni e organizza tour guidati, con pacchetti che arrivano a costare migliaia di dollari. Su Fanpage.it abbiamo ricostruito tutto in questo articolo. Dubbi e interrogativi non hanno però arginato l'interesse social. Anzi, le piattaforme hanno cominciato a riempirsi di contenuti fake per cavalcare la curiosità del momento.

In uno dei filmati più virali, una ripresa aerea mostra l'enorme scavo da cui emerge una nave di legno circondata da decine di operai ed escavatori. In un'altra clip, l'imbarcazione già sottratta alle viscere della terra viene trasportata con dei tiranti verso una destinazione sconosciuta. Il video migliore (o peggiore, dipende dai punti di vista), è però senz'altro quello che mostra alcuni addetti ai lavori che, intenti a riportare alla luce la biblica nave, non si fanno scrupoli a trapanare senza troppa grazia lo scafo. Un'operazione che, se fosse reale, scatenerebbe la sommossa dell'intera comunità archeologica mondiale.

Tutti questi video attingono da elementi visivi simili, anche se mai identici tra di loro e l'intero contesto grafico, dalle movenze dei personaggi all'aspetto dell'ambiente circostante, grida IA ad ogni frame. Anche gli account che li condividono sono, nella maggioranza dei casi, enormi contenitori di filmati senza né capo né coda generati da un algoritmo. Eppure, nonostante l'origine palesemente sintetica, questi video riescono comunque nel loro intento di solleticare l'attenzione degli utenti. Nelle interazioni sotto ogni post si contano decine di commenti sbalorditi, preghiere e raccomandazioni sulla necessità di trattare con cautela un oggetto di origine divina. Il diluvio biblico non è riuscito a farci estinguere. Forse sarò l'intelligenza artificiale a completare la missione.

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