Israele, antico e misterioso tunnel scoperto sotto Gerusalemme. Non si sa chi l’ha fatto e perché: “Meravigliati”

Sotto la città di Gerusalemme, in Israele, è stato trovato un gigantesco e misterioso tunnel scavato nella roccia che rappresenta un vero e proprio enigma archeologico. Non solo non si sa chi lo ha costruito e quando, ma soprattutto per quale scopo. L'unica certezza è che si tratta di un'opera antica, forse antichissima. Potrebbe avere addirittura migliaia di anni, ma al suo interno non è stato trovato alcun reperto in grado di suggerire una datazione quantomeno approssimativa. Un indizio è suggerito dalla presenza ad alcune centinaia di metri di distanza (in linea d'aria) di siti archeologici risalenti all'Età del Ferro, iniziata in Israele attorno al 1.200 avanti Cristo. Ciò significa che il tunnel, che misura circa 50 metri, potrebbe avere più di 3.000 anni.
A scoprirlo sono stati operai e archeologi dall'Autorità israeliana per le antichità (IAA), coinvolti negli scavi sotto il kibbutz di Ramat Rachel a Gerusalemme Ovest in vista della costruzione di un nuovo quartiere residenziale. Come spesso accade in città e territori con una storia antichissima, come ad esempio a Roma, gli archeologi vengono coinvolti per assicurarsi che i lavori non distruggano tesori ancora non riportati alla luce. In Grecia, ad esempio, durante la realizzazione di un nuovo aeroporto sull'isola di Creta è emersa una enorme e misteriosa struttura circolare. Talvolta vengono scoperte anche macabre sepolture, come nel caso dei 30 scheletri – con segni di tortura e sacrifici umani – rinvenuti nella contea inglese dell’Oxofordshire, durante la realizzazione di nuove tubature. Laddove c'è storia, le verifiche degli archeologi sono sempre molto preziose.
Nel recente caso di Gerusalemme, gli scavi autorizzati dall'Autorità israeliana per i terreni permetteranno la costruzione di circa 500 nuove case, centri commerciali, una scuola elementare e un asilo nido, quindi si tratta di un'area piuttosto vasta che darà vita a un quartiere completamente nuovo. Mentre gli archeologi indagavano su un terreno parzialmente roccioso, si sono accorti della presenza di una cavità. “Con nostra grande sorpresa, man mano che gli scavi procedevano, questa cavità si è trasformata in un lungo tunnel. Alcune parti sono ancora crollate, quindi il tunnel non ha ancora rivelato tutti i suoi segreti”, hanno dichiarato in un comunicato stampa Sivan Mizrahi e Zinovi Matskevich, che stanno dirigendo le operazioni di scavo. Chi realizzò la galleria costruì anche una scalinata che dalla superficie permetteva di accedervi, attraverso un varco scavato nella roccia.
Si tratta di un'opera imponente e complessa, considerando anche la probabile età: oltre alla lunghezza di circa 50 metri, in alcuni punti le pareti raggiungono i 5 metri di altezza, mentre la larghezza è di circa 3 metri. Come indicato, alcuni tratti della galleria sono crollati, inoltre al suo interno si sono accumulate grandi quantità di terra e detriti nel corso di secoli o millenni. “L'estrazione è stata eseguita scrupolosamente. È evidente che chiunque abbia scavato questo tunnel ha compiuto uno sforzo immane, un'attenta pianificazione e possedeva le capacità e le risorse necessarie per raggiungere tale obiettivo”, hanno spiegato i due esperti.

Per quanto concerne lo scopo, inizialmente si è pensato che potesse essere una sorta di impianto idrico che permetteva di raggiungere una sorgente d'acqua, tuttavia l'assenza di pareti intonacate e, soprattutto, quella di falde acquifere nell'area – confermata dalla consulenza di un geologo – hanno fatto scartare questa ipotesi. Si è pensato anche a un grande complesso per l'agricoltura o altre attività lavorative, ma non si conoscono strutture di simili dimensioni con un tale scopo, pertanto anche questa ipotesi è stata scartata. La più probabile, secondo Mizrahi e Matskevich, è quella di una sorta di miniera per prelevare gesso, calce o altro materiale da costruzione, anche alla luce dei segni lasciati sul soffitto. Ma non c'è ancora una conferma, pertanto l'effettiva origine e la funzione di questo grande tunnel restano al momento un mistero archeologico.
“Gli archeologi e i ricercatori dell'Autorità israeliana per le antichità sono costantemente al lavoro, perché questa città non smette mai di sorprendere”, ha sottolineato l'archeologo Amit Re'em, referente per il distretto di Gerusalemme presso l'Autorità israeliana per le antichità. “Di solito abbiamo delle spiegazioni per le scoperte che facciamo, ma a volte, come in questo caso, rimaniamo sbalorditi e meravigliati”, ha chiosato l'esperto.