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Esplode il razzo di Blue Origin sulla rampa di lancio, ma non era un test: il video della palla di fuoco

Il razzo New Glenn 1 dell’azienda fondata da Jeff Bezos è esploso sulla rampa di lancio di Cape Canaveral. Non era un test: il razzo doveva portare in orbita 48 satelliti Leo. Blue Origin è la compagnia spaziale fondata da Jeff Bezos. Al momento non si registra nessuna vittima tra il personale.
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Le immagini andranno analizzate a lungo. Base spaziale di Cape Canaveral, Florida. Il razzo New Glenn 1 della compagnia Blue Origin, azienda fondata da Jeff Bezos, sta per partire dalla base di lancio. L'esplosione è stata registrata mentre in Italia era notte. Si vede del fumo che inizia a uscire dalla base del razzo. Iniziano a spuntare delle fiamme. Nel giro di qualche istante tutto il razzo esplode sulla rampa di lancio. In contrasto con il buio della notte, la palla di fuoco avvolge tutte le strutture intorno e si solleva a centinaia di metri di altezza. Blue Origin parla di anomalia: "Abbiamo rilevato un'anomalia durante il test di accensione". Parliamo dei controlli che vengono fatti normalmente durante la missione. La missione di New Glenn 1 come abbiamo scritto non era una prova, era una missione operativa che doveva portare dei satelliti in orbita. Jeff Bezos al momento è il quarto uomo più ricco del mondo secondo il Bloomberg Billionaires Index con un patrimonio stimato di 292 miliardi di dollari. Negli ultimi anni Blue Origin ha iniziato a fare concorrenza alla SpaceX di Elon Musk. Il progetto è simile: rendere più economico l’accesso allo Spazio costruendo razzi che siano prima di tutto riutilizzabili.

L’esplosione non ha causato nessuna vittima. Lo ha chiarito Jeff Bezos su X: “Tutto il personale si trova in salvo, non manca nessuno all’appello”. Complesso, invece, capire le cause dell’esplosione: “Troppo presto per conoscere la causa principale ma stiamo già lavorando per individuarla. È una giornata molto difficile ma ricostruiremo quello che deve essere ricostruito e torneremo a volare". Jared Isaacman, Amministratore della Nasa, ha commentato: "I voli spaziali non perdonano e lo sviluppo di nuove capacità di lancio per carichi pesanti è difficile. Lavoreremo con i nostri partner per supportare un'indagine approfondita su questa anomalia. Forniremo informazioni su eventuali impatti sui programmi Artemis e Moon Base non appena saranno disponibili".

Il programma Artemis è il piano della Nasa per riportare l'Homo sapiens sulla Luna. Parliamo di un piano corposo, distribuito su missioni diverse cadenzate nei prossimi anni. A inizio aprile con la missione Artemis II un equipaggio ha raggiunto il punto più distante dalla Terra mai toccato da un essere umano: un itinerario di diversi giorni che è passato attorno al nostro satellite per poi tornare sulla Terra. Blue Origin partecipa a questo programma: nello specifico si sta occupando dello sviluppo dei Blue Moon, i moduli con cui i prossimi equipaggi dovrebbero atterrare sulla Luna.

L'esplosione del razzo New Glenn 1 di Blue Origin non è avvenuta durante un test

Le esplosioni, meglio chiarirlo, fanno parte dell’esplorazione spaziale. Soprattutto per questo tipo di missioni con razzi riutilizzabili: per quanto non sia certo una tecnologia che vediamo per la prima volta c’è ancora molto da capire. Questa missione di New Glenn 1 però non era un test. Era una missione ufficiale che da quanto abbiamo ricostruito doveva portare in orbita 48 satelliti Leo da posizionare in orbita bassa. Leo è un progetto di Amazon: l’obiettivo è quello di costruire una rete di satelliti in grado di fornire connessione a internet a bassa latenza. Anche qui non è difficile cogliere il competitor: è la stessa idea alla base di Starlink, la rete di satelliti di SpaceX.

Il progetto Leo è partito ufficialmente nel 2019, originariamente si chiamava Project Kuiper. Il rebranding è arrivato solo lo scorso novembre. Al momento Amazon ha recuperato i permessi per mettere in orbita 3.236 satelliti. Anche quando la costellazione Leo raggiungerà questa cifra saremo comunque molto lontani da Starlink, al momento la costellazione di Elon Musk raggiunge 10.408 satelliti già attivi in orbita bassa. Non solo: oltre alla presenza dei satelliti da tempo la compagnia ha iniziato a stringere accordi con clienti e aziende per la sua rete internet satellitare a banda larga. Al momento, come abbiamo visto in Ucraina, nei territori in cui mancano le infrastrutture è il metodo più semplice per allacciarsi a internet.

Il mercato del turismo spaziale

Dopo aver fatto un passo indietro dalla guida di Amazon, Jeff Bezos ha iniziato a lavorare più da vicino a Blue Origin. Per adesso la compagnia si è distinta per settore ancora poco esplorato dell'economia spaziale: il turismo. Il razzo utilizzato per questo programma si chiama New Shepard, è diverso dal New Glenn 1 esploso nelle ultime ore. Il volo inaugurale è stato fatto nel 2021: tra i membri dell'equipaggio era presente lo stesso Jeff Bezos. Il programma di New Shepard prevede viaggi molto più brevi. Il razzo parte, supera di poco la linea di Kármán fissata a 100 Km da terra e poi lascia la navicella con a bordo l'equipaggio. Qualche istante di micro-gravità e poi si torna a Terra.

Ovviamente c'è poco di scientifico e molto di promozionale in questo tipo di voli. Di fatto, anche solo per qualche istante, chi partecipa al lancio di New Shepard può definirsi un astronauta. Occasione ghiotta per creator e riccastri in cerca di visibilità. A queste missioni hanno partecipato anche Katy Perry e Lauren Sanchez, giornalista e moglie di Jeff Bezos. Ovviamente, al netto delle promozioni interne, per queste missioni vengono messi in vendita dei biglietti. Secondo diverse stime parliamo almeno di 200.000 dollari per un singolo viaggio. Tutto dura pochi minuti.

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