Sotto l’antica città egizia di Buto scoperte misteriose strutture stratificate fino a 7 metri di profondità

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La struttura misteriosa emersa sotto l'antica città egizia in rovina di Buto. Credit: Abouarab et al./Acta Geophys
Sotto il sito archeologico di Buto (Tell el-Fara’in), un’antica città egizia caduta in rovina, grazie a varie tecniche di indagine gli scienziati hanno trovato una serie di misteriose strutture stratificate fino a 7 metri di profondità.

A una ventina di chilometri a nord di Sais, nel cuore del Delta del Nilo nordoccidentale, si trova l'antica città egizia di Buto (Tell el-Fara'in), sotto la quale, grazie ad avanzati metodi di indagine, i ricercatori hanno rilevato una serie di misteriose strutture stratificate. La loro natura dovrà essere determinata da analisi approfondite, ma si ritiene possa trattarsi dei resti di più edifici, tra i quali il più significativo è una grande tomba, un santuario o un tempio, alla luce dei vari reperti religiosi che sono emersi dagli scavi. Il più profondo e antico strato potrebbe risalire sino all'VIII secolo avanti Cristo, ovvero a circa 10.000 anni fa. La presenza di queste strutture a strati riflette la storia ricchissima e affascinante che coinvolge il sito archeologico, le cui radici affondano appunto a migliaia di anni fa, quando fu fondata la città chiamata  Per-Wadjet (in onore della dea serpente Wadjet) dagli antichi egizi nel periodo predinastico. Nel corso della sua lunghissima storia le mura sono state distrutte e ricostruite più volte, a seguito delle diverse conquiste cui è stata sottoposta, come quella greca. La città cadde in rovina attorno al VII secolo dopo Cristo e da allora custodisce innumerevoli segreti, che solo ora, grazie alle moderne tecniche impiegate nell'archeologia, vengono svelate dagli studiosi.

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Il sito archeologico di Buto. Credit: Abouarab et al./Acta Geophys

A scoprire le misteriose strutture sotto il sito archeologico di Buto è stato un team di ricerca internazionale guidato da scienziati egiziani della Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Kafrelsheikh, che hanno collaborato a stretto contatto con i colleghi di molteplici istituti. Fra quelli coinvolti l'Autorità nazionale per il telerilevamento e le scienze spaziali de Il Cairo, il Dipartimento di Geologia della Facoltà di Scienze dell'Università di Suez e il Dipartimento di Archeologia dell'Università di Durham (Regno Unito). I ricercatori, coordinati dal professor Mohamed AR Abouarab, docente presso il Dipartimento di Archeologia dell'ateneo di Kafr el Sheikh, hanno rilevato questi edifici sepolti grazie a varie tecniche di indagine: telerilevamento radar satellitare grazie ai dati raccolti Sentinel-1 SAR nel 2018; tomografia elettrica di resistività (ERT), una sorta di gigantesca TAC del terreno che genera mappe 3D; e scavi archeologici mirati dopo aver identificato le anomalie sotto il sito. Per molti anni i ricercatori hanno sospettato della presenza di antichi tesori archeologici sotto Buto, alla luce della sua lunga e travagliata storia passato attraverso varie epoche e "padroni", ciò nonostante la natura complessa del terreno, caratterizzato dalla presenza di depositi di fango e il passaggio di acque sotterranee, ha reso sempre complesso intervenire con un approccio tradizionale. Così il professor Abouarab e colleghi hanno deciso di impiegare tecnologie avanzate per mappare il suolo.

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La struttura sotto il sito archeologico di Buto. Credit: Abouarab et al./Acta Geophys

Dalle analisi sono emerse anomalie su larga scala fino a 7 metri di profondità, suddivise in tre strati ben definiti. Tra 0 e 3 metri sono stati rilevati mattoni crudi, calcare e frammenti di ceramiche risalenti all'epoca tolemaico-romana, probabilmente spostati dalla loro posizione originale a causa di eventi naturali o da interventi umani successivi. Tra 3 e 6 metri è stata identificata la struttura più imponente, un complesso di mattoni di fango di 25 per 20 metri risalente al periodo saitico (VII-VI secolo avanti Cristo), probabilmente una grande tomba o un santuario, come spiegano gli autori nell'abstract dello studio. Sotto di esso c'è una base artificiale di sabbia. Tra 6 e 7 metri di profondità si osserva invece un livellamento intenzionale del terreno, il lavoro più antico eseguito circa 10.000 anni fa. Tra gli oggetti rinvenuti dai ricercatori statuette e amuleti dedicati a varie divinità, dettaglio che alimenta i sospetti sulla natura religiosa almeno per parte della struttura.

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La struttura e alcuni manufatti trovati sotto il sito archeologico di Buto. Credit: Abouarab et al./Acta Geophys

“I risultati di questo studio dimostrano l'efficacia della combinazione di misurazioni geofisiche e dati di telerilevamento, che ha fornito una visione molto accurata nell'individuazione di insediamenti sepolti in una regione complessa”, hanno concluso Abouarab e colleghi, evidenziando l'efficacia della tecnologia nel coadiuvare le ricerche archeologiche. I dettagli dello studio “Multi-scale detection of buried archaeological elements across different occupation phases: an integrated approach using radar satellite imagery and electric resistivity tomography at Buto, northwestern Nile Delta of Egypt” sono stati pubblicati sulla rivista scientifica specializzata Acta Geophysica.

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