In Italia ci sono abbastanza ragazzi a rischio hikikomori da riempire tutte le case di Firenze
Il fenomeno degli hikikomori in Italia non è esattamente nuovo. Nove anni fa, nel novembre del 2017, Fanpage.it aveva dedicato un’inchiesta a questi ragazzi. Avevamo intervistato due di loro. Reclusi in casa, isolati, circondati da un mondo vissuto solo dentro uno schermo. Gli hikikomori sono ragazzi, più spesso che ragazze, che decidono di recludersi in casa volontariamente. È un fenomeno che viene spesso raccontato dai media. Le loro storie, quelle dei loro genitori, gli interventi degli psicologi che provano a capire perché hanno deciso di staccare da tutto. Una ricerca pubblicata su Nature nel 2025 e scritta da ricercatori del CNR ha provato a capire come è cambiato questo fenomeno dopo la pandemia di Covid-19.
L’analisi è stata fatta su un campione statistico di ragazzi e ragazze tra 14 e 19 anni. Una popolazione che secondo i dati ISTAT arriva a 3,4 milioni di individui in Italia. Il campione è stato diviso in tre gruppi mentre il confronto dei dati è stato fatto tra il 2019 e il 2022. La ricerca si intitola Self-isolation of adolescents after Covid-19 pandemic between social withdrawal and Hikikomori risk in Italy.
- Social Butterflies (Farfalle Sociali) | Sono ragazzi che mostrano un elevato livello di interazione sia con i membri della famiglia che con gli amici. La loro percentuale è aumentata durante il Covid, anche se la frequenza degli incontri è diminuita: qui siamo passati dal 35,2% al 38,5%.
- Friendship-Centric (Centrati sull’Amicizia) | Qui invece parliamo di adolescenti che hanno una rete di relazioni legate soprattutto agli amici, più lontani quindi dalla famiglia. Fino al 2019 questo gruppo rappresentava il 49% del totale, dal 2022 è sceso al 22,1%.
- Lone Wolves (Lupi Solitari) | Questo è il settore più problematico per la ricerca. Con questa formula si intendono ragazzi che tendono a vivere esistenze più solitarie, isolandosi sia dai coetanei che dalla famiglia. È qui che il dato è aumentato di circa tre volte: dal 15,8% al 39,4%.
È proprio nel sottogruppo dei Lone Wolves che la ricerca ha fatto un passaggio in più. Qui infatti ha individuato quelli che non incontrano mai gli amici di persona. Un fattore che esclude quindi le interazioni sociali dal vivo. Qui siamo passati dal 5,6% nel 2019 al 9,7% nel 2022. È il dato più critico secondo gli autori perché se questa condizione diventa cronica rischia di trasformare i ragazzi in hikikomori. Parliamo di un dato altissimo, circa 340.000 ragazzi. Volete un termine di paragone? Se fossero concentrati in una città basterebbero per riempire tutte le case di un capoluogo di dimensioni medio-grandi, come Firenze.