Il caso Sherlock, l’app che dice di poter riconoscere il volto di chi incontri per strada
È un format che si vede spesso sui social, soprattutto in estate. Un video di pochi secondi con al centro una persona, una foto, uno scatto anche un po’ sfuocato. “L’ho visto a una festa, mi aiutate a trovarlo”. “Ho incontrato questa ragazza ieri sera, ci siamo presentati ma non so chi è. Aiutatemi a rintracciarla”. Ora, al netto delle occasioni romantiche non è difficile pensare che dietro a questi appelli si nascondano anche episodi di stalking. Se quella ragazza non ti ha lasciato il suo numero o il suo profilo Instagram forse è proprio perché non voleva lasciartelo. Ora però c’è un’app che permette di fare questo. O meglio, ci sono dei video che raccontano di questa app. La storia da quello che stiamo vedendo è molto più complessa.
Partiamo dai social. Come ha ricostruito Facta.news, TikTok è pieno di video in cui si parla di questa Sherlock App. I video sono di tanti tipi. A volte è solo uno scherzo: si usa lo smartphone per inquadrare il volto di una persona in strada, si scatta una foto e poi inizia la ricerca attraverso l’app Sherlock. A questo punto l’utente che sta riprendendo il video si avvicina e comincia a interagire con la persona ripresa, sorprendendola con le informazioni che intanto ha recuperato su di lei. In altri casi invece vediamo la reazione di persone dopo che hanno cercato un volto su Sherlock. In questo caso i contenuti sono molto simili a quelli che avevamo visto con le campagne su DeepSearch. In altri casi ancora l’app Sherlock spunta fuori in un podcast, mentre si discute di altro. E viene presentata come un’app in trend e molto utile.
In effetti lo è diventata. Come ha potuto verificare Fanpage.it, possiamo trovare un’app che si chiama Sherlock e si occupa di riconoscimento facciale con oltre 100.000 download solo su Google Play Store, il market dedicato a chi ha uno smartphone Android. Si chiama Sherlock: Ricerca Facciale AI e sembra avere il design simile. Ma con lo stesso nome troviamo anche Sherlock Face Search, questa volta con 10.000 download. E poi c’è un sito, SherlockSearch.com, su cui stanno atterrando migliaia di utenti. Persone che forse non trovano quello che si aspettano.
I contenuti falsi: pubblicità a pagamento e sottoscrizioni
La patina di successo si sbriciola facilmente. La maggior parte delle app riunite sotto il nome di Sherlock sono molto dozzinali. Il detective di Arthur Conan Doyle avrebbe intentato una causa legale vedendo il suo nome associato a uno strumento così imbarazzante. Partiamo da una premessa: tutti i servizi che abbiamo trovato partendo da questa campagna sono a pagamento. Le cifre vanno da 4,99 euro per una singola ricerca a decine di euro per abbonamenti annuali. Il marketing è fatto bene. Cercando informazioni a partire dalla foto di una persona si vedono tutti i risultati. Dalle forme e dai colori si intuisce sempre qualcosa. Nella maggior parte dei casi, soprattutto con i volti femminili, il primo risultato è sempre OnlyFans e questo anche se il soggetto della ricerca non è mai stato registrato sulla piattaforma. Con la versione a pagamento la situazione non migliora moltissimo. Resta comunque difficile, con questo strumento, risalire all’identità di una persona partendo solo dalla fotografia.
E allora da dove arrivano tutti quei video? Come è possibile che un’app del genere sia stata usata da così tante persone, con recensioni così alte senza essere così potente? La risposta sta in due passaggi. Il primo è tecnico. Quando si scarica l’app per procedere nelle impostazioni è obbligatorio lasciare una recensione prima di proseguire. Niente di scritto, solo un voto indicato con delle stelle. Immaginiamo che molti utenti colti dall’entusiasmo di aver appena scaricato l’app decidano di mettere il massimo. Il secondo passaggio invece è direttamente marketing. Molti dei video che investono i social con questa app sono pubblicità non dichiarate. Finti scherzi, finti podcast, finte clip che servono solo a generare contenuti per gonfiare il fenomeno. Non solo. Il profilo TikTok di Sherlock Search ha qualcosa di strano: ha 219.000 follower, 3,5 milioni di like ma solo 12 video. Lontanissimi da quelle metriche. Probabile sia il profilo di un vecchio progetto venduto o riciclato per nuovi scopi.