Due influencer italiani sono in Israele per dirci che il genocidio non esiste

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Da qualche giorno due giovani creator vicini agli ambienti della destra italiana stanno postando video, storie e immagini in quello che ha tutta l’aria di essere un tour organizzato da Israele per mostrare il suo volto più umano e civile.

"Ciao ragazzi, siamo in Palestina e come potete vedere non siamo esplosi. Quindi niente, forse state solo esagerando". È iniziata con questa Storia su Instagram il viaggio in Israele di due giovani creator italiani. In questo momento stanno visitando la striscia di Gaza. L'obiettivo? Mostrare che il genocidio è una narrazione dei nemici di Israele. Si chiamano Arina Santini e Riccardo Maria Bruno, sono entrambi creator vicini agli ambienti di destra e, almeno in un caso, pare che ci sia stato un invito da parte del governo israeliano per ottenere un risultato preciso: mostrare quanto sia civile, umana e normale la vita nei pressi della striscia di Gaza. E soprattutto raccontare in formato story e con sorriso ammiccante che a minacciare la zona non sono le le bombe di Netanyahu, ma la lotta armata di Hamas.

Non sarebbe la prima volta che Israele ingaggia influencer per raccontare la sua verità su Gaza e la questione palestinese. Già nel 2025 il Ministero per gli Affari della Diaspora aveva portato nell'area una decina di creator americani e israeliani per cercare di smentire i report che accusavano il Paese di bloccare l’ingresso di cibo e aiuti umanitari. Tra gli invitati figurava anche Xaviaer DuRousseau, che sui propri canali documentò il viaggio facendo ironia e battute sulla crisi umanitaria a Gaza. Su Fanpage.it ne avevamo già parlato in questo articolo. Ora però Israele ci riprova pescando anche in Italia dove, soprattutto dopo il successo di pubblico del douc-film Naza, la sua immagine appare sempre più compromessa.

Chi sono i due influencer in visita in Israele

Arina Santini, 24enne italo-russa, si è recentemente fatta conoscere dal pubblico radiofonico partecipando come ospite a La Zanzara di Giuseppe Cruciani e David Parenzo, dove ha sostenuto la necessità di una remigrazione "su base etnica". Analizzando il suo profilo Instagram, che oggi conta 47.000 follower, si ci si imbatte in un'ampia raccolta di scatti insieme a personaggi di spicco della destra italiana: Matteo Salvini, Silvia Sardone, Susanna Ceccardi, Francesco Giubilei, Laura Ravetto e, ovviamente, il generale Roberto Vannacci. Nelle foto compare spesso accanto al fidanzato Matteo Ungaro, altro creator che collabora con il podcast conservatore The Right Side. In una di queste, i due posano sorridenti vicino a un esemplare del "Profilo continuo del Duce", scultura dell'artista Renato Bertelli.

Santini sta documentando il suo soggiorno israeliano condividendo i panorami locali, mostrando brevi room tour degli hotel in cui alloggia e mettendosi in posa accanto ai carri armati dell'IDF. È stata lei stessa, nel primo post dedicato al viaggio, ad affermare di essere stata invitata dal Ministero degli Esteri israeliano. Non tutta la sua community, tuttavia, sembra aver accolto positivamente l'iniziativa. In questi giorni, Santini ha dovuto intervallare le foto di scorci pittoreschi con piccate risposte a chi la accusa di essersi venduta "ai poteri forti" (anzi "agli ebrei") e serie riflessioni su come anche la destra identitaria più dura e pura debba necessariamente scendere a patti con gli USA e Israele.

Con lei c'è Riccardo Maria Bruno, noto sui social come "Rick", che si definisce invece un autore satirico super partes e nel 2026 si è auto-pubblicato un libro contro le derive del politicamente corretto. Gestisce un canale YouTube da circa 1.200 iscritti dove tratta temi politici e pubblica con regolarità le sue opinioni sulle piattaforme digitali. Nel 2025 è intervenuto sul palco di Atreju per parlare di cortei violenti, "maranza" e gang giovanili. Da quando si trova in Israele  – in questo caso non è stato dichiarato esplicitamente l'invito da parte di qualche istituzione – Rick ha mostrato il confine fortificato con Gaza e visitato il memoriale per le vittime dell'attacco del 7 ottobre 2023. "Hamas non è la resistenza, è un gruppo di sanguinari terroristi e tagliagole. La resistenza non massacra i ragazzi che ballano a un festival, non devasta famiglie nelle loro case", ha scritto nella didascalia di un post. "In Italia c'è chi sventola la bandiera di gruppi terroristici e strilla a gran voce cori da stadio a favore di questa robaccia". Ieri ha anche postato una Storia all’interno di un fast food dove, semplicemente inquadrando la clientela, avrebbe dimostrato l'inesistenza dell'apartheid contro il popolo palestinese.

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