Naza sbanca al box office, è il film più visto in Italia nei giorni di programmazione al cinema
Naza, il film documentario dei registi israeliani Yuval Abraham e Rachel Szor presentato alla Mostra del Cinema di Venezia, è stato distribuito nelle sale italiane dal 28 al 30 settembre. In questi giorni di programmazione, il docufilm ha sbancato al box office italiano. Sono oltre 60mila gli italiani che si sono recati in sala per assistere al racconto, tragico ma necessario, di quanto è avvenuto in questi tre anni di guerra e sterminio a Gaza.
Un risultato incredibile per un documentario che è uscito in 515 copie e ha incassato, nella sola giornata d'esordio, 451.872 euro posizionandosi al primo posto nella classifica del box office italiano. Il 30 settembre è l'ultimo giorno di programmazione previsto nella sale, sebbene I Wonder Pictures che lo distribuisce stia già valutando di prolungare la permanenza del titolo in alcune sale, considerando il successo di questi primi tre giorni di proiezione. Il film racconta attraverso le testimonianze, anonime, di 24 soldati l'uccisione di civili a Gaza, perpetrata in modo sistematico e glaciale, da parte dell'esercito israeliano. Abraham e Szor, che già avevano partecipato alla regia di No Other Land, documentario vincitore anche del Premio Oscar, sono stati accusati di tradimento al Paese da parte del ministro della cultura israeliano, che vorrebbe revocare la cittadinanza ai due giovani registi.
Nonostante la casa di distribuzione stia valutando la possibilità di prolungare le proiezioni in sala, resta la decisione da parte di rendere accessibile in maniera gratuita la visione della pellicola online, sul sito del The Guardian. Non si tratta di una scelta casuale, dal momento che la testata britannica figura tra i produttori del film, ragion per cui da novembre, in una data ancora da definire, è previsto il caricamento del film sul sito del giornale. Naza, come i film che in questi anni sono riusciti a raccontare cosa sta avvenendo a Gaza, è un documentario che smaschera, in maniera cruda, ma necessaria, tutto quello che in questi mesi è stato oscurato dalla politica israeliana. L'affluenza nelle sale racconta la sete di verità, il desiderio di comprendere, capire, scavare a fondo in quella che non può non essere definita una strage umanitaria, che si sta perpetrando sotto gli occhi del mondo intero.