Naza non verrà proiettato in Olanda per il 7 ottobre: “Gli autori sono stati minacciati”

Immagine
I registi di Naza, Yuval Abraham e Rachel Szor, sono stati minacciati al punto da cancellare la proiezione del documentario in Olanda, prevista per il 7 ottobre.

In Italia Naza ha conquistato al box office 3,2 milioni di euro, una cifra da record che racconta come nel nostro Paese l'interesse e la necessità di conoscere, in maniera approfondita, cosa sta accadendo da ormai tra anni a Gaza, è stata la spinta che ha portato gli italiani al cinema, dove il film resterà ancora in programmazione. Ma non è stato così dappertutto. Nelle sale olandesi, infatti, la proiezione del documentario firmato da Yuval Abraham e Rachel Szor, prevista per il 6- 7 e l'8 ottobre è saltata. La motivazione risiede nella richiesta avanzata dai registi israeliani a seguito delle terribili minacce ricevute, come riportato dalla stampa olandese.

Cancellate le proiezioni di Naza in Olanda

Yuval Abraham e Rachel Szor hanno chiesto la cancellazione degli spettacoli per evitare che coincidessero con la data del 7 ottobre, anniversario dell'attacco di Hamas contro i civili israeliani, verificatosi tre anni fa. L'evento che ha portato al massacro quotidiano a cui tutto il mondo ha assistito. Un portavoce della casa di distribuzione olandese ha spiegato che le intimidazioni si sono concentrate proprio sulla scelta della data di uscita, vissuta dalle famiglie delle vittime come un affronto.

Nei Paesi Bassi non sono state le uniche manifestazioni di dissenso che, infatti, è scoppiato anche in sala. A Delft, località nel sud dei Paesi Bassi, si è verificato l'episodio più eclatante. Il tutto si è svolto durante un'azione del gruppo di destra Ad Kan: una donna, Sabine Taassa, sopravvissuta alla strage di Hamas in cui ha perso il marito e il figlio, si è alzata in piedi per contestare direttamente i registi: "Guardatemi negli occhi. Mio marito e mio figlio sono stati assassinati da Hamas. Dove appare tutto questo nel vostro film?". Le sue parole sono state accolte dal pubblico, secondo quanto è stato riferito, riportano di qualche applauso, ma soprattuto di contestazioni.

Le contestazioni dl governo israeliano

Naza è stato fortemente contestato dal governo israeliano, tanto che il ministro della Cultura ha espresso la volontà di togliere loro la cittadinanza, per essersi macchiati di tradimento nei confronti del Paese. I due registi, tra l'altro, sono anche tra gli autori di No Other Land, documentario che ha vinto il Premio Oscar nel 2025. A questo si aggiunge, poi, una proposta che opera in maniera diretta sui finanziamenti pubblici al cinema. Il Film Council israeliano ha chiesto di poter eliminare dal sistema di valutazione l'importanza dei risultati ottenuti nei festival internazionali e introdurre un nuovo sostegno per i film dedicati all’ "eroismo" dei soldati dell’IDF.

Questo perché Naza è il frutto di un lavoro durato circa tre anni, in cui sono raccolte le testimonianze, anonime, di 24 persone che i registi presentano come soldati e membri dell’intelligence israeliana. Nei loro racconti emergono dettagli sui sistemi di sorveglianza e di selezione degli obiettivi utilizzati dall’esercito a Gaza e si afferma che alcuni attacchi sarebbero stati autorizzati nonostante fosse chiaro che avrebbero perso la vita molti civili. L’IDF ha respinto le accuse emerse dal film e ha contestato il non poter verificare l’identità, il ruolo e il coinvolgimento nelle operazioni delle fonti visto l'anonimato, aggiungendo che alcune delle affermazioni riportate nel documentario riguardino decisioni e informazioni che non potrebbero essere conosciute dagli intervistati nei ruoli da loro dichiarati.

autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views