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Esami di Maturità 2026

Cover the Spot alla Maturità 2026, cos’è il rompicapo del luna park nella prova di matematica

Il gioco nato come rompicapo geometrico e diventato popolare anche come sfida premio di fiere e luna park, è protagonista di uno dei quesiti della seconda prova della Maturità 2026.
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Tra i quesiti della prova di matematica della Maturità 2026 è comparso anche “Cover the Spot”, il famoso rompicapo il cui obiettivo è coprire la maggiore area possibile di una figura utilizzando uno o più cerchi. Noto anche per le sue versioni come sfida-premio di fiere e luna park, il gioco è stato adattato per la prova d'esame: gli studenti dovevano ragionare sulla disposizione di alcuni cerchi all'interno di un quadrato e stabilire quanta superficie fosse effettivamente coperta.

Considerato un classico della matematica ricreativa, Cover the Spot si basa su principi di ottimizzazione geometrica che mettono alla prova intuizione, capacità di visualizzazione e competenze di calcolo.

Come funziona il rompicapo "Cover the spot"

Nel classico Cover the Spot i giocatori devono coprire completamente un disco rosso disegnato su una tavoletta di gioco utilizzando cinque cerchi di dimensioni inferiori.

Se anche una piccola parte del disco rosso rimane visibile, la sfida è persa.

Nelle diverse varianti del gioco, alcuni cerchi possono essere già posizionati, lasciando al giocatore il compito di trovare la combinazione migliore.

La "variante" nella seconda prova di matematica alla Maturità 2026

Il primo quesito della prova di matematica della Maturità 2026 ha proposto una variante di “Cover the Spot”: la traccia descriveva un quadrato di lato √2 decimetri e tre cartoncini di raggio pari a 2/3 di decimetro.

Gli studenti dovevano analizzare la configurazione e verificare alcune affermazioni formulate dai protagonisti del problema: Cecilia e Nicolò.

L'obiettivo era coprire con i tre cerchi la maggiore area possibile del quadrato. Cecilia sosteneva che il solo cartoncino iniziale, con il centro sulla diagonale del quadrato e il bordo passante per un vertice, coprisse più della metà della sua superficie. Nicolò sosteneva invece il contrario.

Per rispondere era necessario calcolare la porzione del cerchio contenuta all'interno del quadrato e confrontarla con metà dell'area della figura.

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