Altro che soldi gratis: i video delle scommesse vincenti su Polymarket erano tutti falsi

L'obiettivo era promuovere Polymarket, il sito su cui si può scommettere su qualsiasi evento reale, come una rapida scorciatoia per diventare ricchi in poco tempo. Nei video diffusi sui social, giovani creator mostravano guadagni di decine o addirittura centinaia di migliaia di dollari ottenuti con poche puntate piazzate al momento giusto, alimentando l'idea che i mercati predittivi potessero davvero ingrassare il nostro conto in banca in pochi click. Uno degli slogan più ricorrenti era: "soldi gratis". Troppo bello per essere vero. E infatti era tutto una montatura.
Una recente inchiesta del Wall Street Journal ha infatti scoperto come la stragrande maggioranza dei contenuti presenti soprattutto su Instagram e TikTok fossero dei clamorosi falsi. Secondo la ricostruzione dei giornalisti Katherine Long, Caitlin Ostroff, Neil Mehta e Brenna T. Smith, Polymarket avrebbe pagato decine di creator affinché realizzassero video con scommesse e vincite completamente inventate, utilizzando copie fedeli del sito originale per simulare operazioni in realtà mai avvenute. Il giornale ha analizzato oltre 1.100 video pubblicati da dieci creator e ha ricostruito una campagna promozionale che, millantando vincite complessive di quasi due milioni di dollari, avrebbe generato oltre 140 milioni di visualizzazioni sui social network. Una rivelazione che rischia di minare ulteriormente la reputazione di Polymarket, già al centro di numerose polemiche per la presenza di molte scommesse controverse e la scarsa trasparenza di alcuni meccanismi che regolano il funzionamento della piattaforma.
Vincite fake e un sito clone per ingannare gli utenti
L'analisi del Journal ha portato alla luce uno schema ben orchestrato. I creator selezionati venivano istruiti a filmarsi mentre effettuavano le scommesse per poi riprendere il momento in cui il sistema decretava la loro vittoria. Stando alle testimonianze raccolte, chi si prestava a queste attività (spesso segnalate come contenuti sponsorizzati) poteva percepire compensi tra i 2.000 e i 3.000 dollari.
Uno dei casi emblematici di questo sistema è quello riguardante uno studente universitario che lo scorso gennaio aveva pubblicato un video nel quale vantava un incasso di 100.000 dollari grazie a una scommessa sul fatto che Donald Trump avrebbe pronunciato pubblicamente la parola "McDonald's" entro la fine del mese. Secondo i giornalisti del Wall Street Journal, però, nello spazio della piattaforma dedicato a quel tipo di scommessa nessuno aveva ottenuto un profitto del genere. Anzi, le scommesse effettuate su quell'evento si erano tutte concluse con perdite per gli utenti coinvolti.

Lo stesso studente avrebbe simulato decine di altre operazioni mai effettuate. L'indagine sostiene che la maggior parte dei video di questo genere o mostravano operazioni fittizie, oppure promuovevano scommesse vincenti che, in realtà, erano terminate con un esito negativo. Il Journal ha affermato di aver individuato almeno 118 casi simili: nei video diffusi in Rete i guadagni complessivi arrivavano a quasi 900.000 dollari, ma nella realtà le stesse giocate avrebbero prodotto perdite superiori ai 16.000 dollari.
Non solo. Per rendere credibili i contenuti, i creator non utilizzavano il vero sito di Polymarket ma una piattaforma parallela creata appositamente per registrare i filmati. Tra gli strumenti individuati dal Journal compare un dominio chiamato "poiymarket.com", praticamente identico all'originale, ma con la "i" maiuscola al posto della "l". Un trucco degno di una truffa di phishing.
Una nuova macchia per una piattaforma molto discussa
La vicenda dei video falsi si aggiunge a una lunga serie di critiche che accompagnano Polymarket fin dalla sua nascita. Come è ormai noto, la piattaforma fondata nel 2020 da Shayne Coplan consente di aprire scommesse su qualsiasi cosa, dal vincitore della Coppa del Mondo al numero di navi che transiteranno attraverso lo Stretto di Hormuz entro la fine dell'estate. Questo ha però sollevato una serie di questioni etiche legate sia alla normalizzazione del gioco d'azzardo (e la campagna di video montati ad arte non aiuterà certo in questo senso), sia all'inopportunità di trasformare eventi potenzialmente tragici – come la guerra in Iran – in opportunità di profitto.
Ancora più preoccupante è però l'effetto di queste scommesse sul mondo reale. Su Polymarket non ci sono bookmaker, gli scambi avvengono direttamente tra utenti e il prezzo delle quote varia in base alle giocate. Se molti utenti iniziano a scommettere sulla possibilità che un evento possa verificarsi, questo viene percepito come più probabile. Un meccanismo che sembra fatto apposta per favorire l'insider trading, un reato che nel mondo della Finanza si configura quando chi dispone di informazioni privilegiate circa una possibile operazione di mercato le sfrutta per farci un sacco di soldi. A differenza dei giochi di borsa, però, le scommesse di Polymarket riguardano spesso avvenimenti concreti e ciò può spingere le persone interessate a fare di tutto affinché un certo evento si verifichi o meno. Nei mesi scorsi un ufficiale dell'esercito statunitense è stato arrestato perché aveva guadagnato oltre 400.000 dollari dopo aver scommesso sulla cattura del presidente venezuelano Maduro alla quale lui stesso aveva partecipato. Il giorno prima, i media francesi avevano invece rilanciato la notizia secondo la quale qualcuno aveva manomesso i rilevatori di temperatura per vincere una sommessa sul caldo anomalo a Parigi.
Infine, esiste il problema di quelle che in gergo vengono chiamate whale ("balene"), i grandi investitori che, proprio per le dinamiche che caratterizzano la piattaforma, possono influenzare le quote puntando somme molto elevate. In questi casi il mercato non si limita a riflettere le aspettative collettive, ma rischia di essere orientato dagli interessi di pochi soggetti con grandi disponibilità economiche. Non a caso, nel 2022 la Commodity Futures Trading Commission americana, l'agenzia che vigila sui mercati, ha vietato a Polymarket di operare negli Stati Uniti contestando alla società la gestione di una piattaforma di trading non registrata. Oggi il servizio principale resta formalmente inaccessibile ai residenti americani, anche se può essere raggiunto attraverso strumenti come le VPN. Anche in Italia fino a poco tempo fa la piattaforma era vietata ma, come Fanpage.it ha potuto verificare, nell'elenco dei siti di gioco inibiti, Polymarket non compare più. Anzi, dal prossimo anno la piattaforma campeggierà anche sulle maglie della SS Lazio per tutta la stagione 2026/2027 di Serie A e probabilmente vi rimarrà anche per i due anni successivi.