Soldato USA arrestato per scommesse su Polymarket: ha puntato sulla cattura di Maduro a cui stava partecipando

Un soldato americano è stato arrestato dalle autorità federali dopo aver guadagnato oltre 400.000 dollari su Polymarket scommettendo sulla caduta di Nicolás Maduro, evento puntualmente verificatosi all'inizio del 2026. Il fatto di per sé non costituirebbe un reato, se non fosse che il militare in questione, il sergente maggiore delle Forze speciali Gannon Ken Van Dyke, era stato uno dei protagonisti del blitz che lo scorso gennaio aveva portato alla cattura e alla deposizione dell'ormai ex presidente venezuelano.
Secondo il Dipartimento di Giustizia, Van Dyke avrebbe sfruttato le informazioni confidenziali in suo possesso per speculare su un evento di cui poteva ragionevolmente prevedere l'esito. La giocata sulla piattaforma chiedeva infatti agli utenti di scommettere sulla possibilità che Maduro venisse messo da parte entro il 31 gennaio 2026. Le puntate di Polymarket sono di tipo binario: o "Sì" o "No". Van Dyke ha puntato sul "sì" e la sera del 2 gennaio, quando la squadra di militari di cui faceva parte ha arrestato il dittatore, sul suo account è stata caricata la ricca vincita.
Le accuse a carico di Van Dyke sono pesanti e comprendono reati come frode finanziaria, frode telematica e utilizzo di informazioni governative riservate per lucro personale. Secondo USA Today, in caso di colpevolezza il sergente maggiore potrebbe trovarsi a scontare una pena di circa 40 anni di carcere. La vicenda potrebbe aprire un importante precedente per affrontare un mondo – quello dei prediction market come Polymarket e Kalshi – che proprio a causa della sua stessa natura sta diventando sempre più invadente nei confronti del mondo reale.

Perché le scommesse su Polymarket possono diventare un problema
Fanpage.it si era già occupata degli strani flussi di puntate circa la caduta di Maduro, ma la storia è solo l'ultima di una lunga serie di follie che riguardano il controverso ecosistema di Polymarket. Appena due giorni fa, i media francesi raccontavano di un possibile sabotaggio all'aeroporto Charles de Gaulle di Parigi, dove qualcuno potrebbe aver manomesso i termometri all'aeroporto per vincere una scommessa riguardo i picchi di temperatura della giornata. Dopotutto su Polymarket si può scommettere su tutto, a patto che l'evento abbia una certa rilevanza, e da mesi migliaia di utenti stanno scommettendo sulla probabilità che Gesù Cristo torni sulla Terra prima del 2027.
Al di là del fascino perverso che può esercitare la possibilità di guadagnare indovinando un pronostico sul mondo reale, il fatto che i prediction market permettano di scommettere praticamente su qualsiasi evento comporta delle insidie perfettamente esemplificate dal caso Van Dyke.
Se infatti in materia finanziaria vi è il pericolo che persone in possesso di informazioni rilevanti possano sfruttarle per gonfiare il prezzo di un titolo di borsa o giocare con i mercati per trarre un profitto – è il cosiddetto insider trading, che costituisce un reato – con Polymarket questo pericolo si estende a praticamente a qualsiasi settore, dal mondo dello spettacolo ai più complessi scenari geopolitici. All'inizio di marzo, sei account si sono messi in tasca quasi un milione di euro dopo aver puntato sull'attacco degli USA nei confronti dell'Iran. Chi ci dice che queste persone non fossero a conoscenza dei piani dell'amministrazione Trump e che abbiano usato le proprie conoscenze per guadagnare sulla guerra?
Polymarket, poi, non sembra un campione di trasparenza. La piattaforma rende molto complessa l'identificazione delle persone dietro le puntate e le stesse non sono gestite da bookmaker in carne ed ossa, ma aumentano o diminuiscono di valore in base alle giocate degli stessi utenti, il che rende ancora più manipolabile l'intero giocattolo. Commentando la storia del sergente, un utente su X ha scherzato dicendo che presto potremo leggere la notizia di qualcuno che ha commesso un omicidio per vincere una scommessa. Alla luce di quanto sta accadendo, la battuta potrebbe rivelarsi inquietantemente profetica.