Vaccino anti cancro a mRNA abbatte rischio di recidiva o morte per melanoma, Ascierto: “Nuova era per oncologia”

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Il vaccino terapeutico a mRNA Intismeran ha abbattuto del 42 percento il rischio di recidiva o morte nei pazienti con melanoma in stadio avanzato, trattati con la sola immunoterapia. Per i medici siamo innanzi a una svolta epocale nel trattamento del cancro. I risultati presentati all’ESMO 2026.

Un vaccino anti cancro a mRNA, somministrato in combinazione con un farmaco immunoterapico, è stato in grado di abbattere il rischio di recidiva o morte del 42 percento (rispetto alla sola immunoterapia) in pazienti affetti da melanoma allo stadio avanzato (IIB-IV). Si tratta di un risultato storico, accolto con genuino entusiasmo dalla comunità scientifica e dalle associazioni di pazienti e famigliari che si battono contro i tumori in tutto il mondo. I dati clinici, presentati durante una conferenza al Congresso della Società Europea di Oncologia Medica (ESMO) 2026 svoltosi a Madrid, hanno generato le stesse scene di giubilo osservate in occasione della presentazione dei recenti risultati sulla pillola daraxonrasib contro il tumore al pancreas metastatico, mostrati al congresso annuale dell'American Society of Clinical Oncology (ASCO 2026).

I ricercatori ritengono di essere realmente innanzi a una svolta storica nella lotta contro il melanoma, un aggressivo cancro della pelle, perché tali risultati non sono emersi da un piccolo studio, bensì da una sperimentazione clinica di Fase 3 (chiamata INTerpath-001) che ha coinvolto oltre 1.100 pazienti seguiti in circa 160 centri oncologici in tutto il mondo. «I nuovi dati sul vaccino a mRNA aprono ufficialmente una nuova era per il trattamento e per l'intera oncologia», ha scritto in un post su Facebook il professor Paolo Antonio Ascierto, presidente della Fondazione Melanoma e direttore dell’Unità di Oncologia Melanoma, Immunoterapia Oncologica e Terapie Innovative presso l’Istituto Pascale di Napoli. Il riferimento all'oncologia nel suo complesso è legato al fatto che i risultati ottenuti contro l'aggressivo tumore della pelle, si augurano i ricercatori, possano essere efficacemente replicati anche contro altre forme di cancro.

Il segreto della nuova terapia risiede nel vaccino a mRNA Intismeran messo a punto dagli scienziati della società biotecnologica Moderna, conosciuta in tutto il mondo per il suo vaccino anti Covid “Spikevax” che ha giocato un ruolo fondamentale contro la pandemia innescata dal coronavirus SARS-CoV-2, e il colosso farmaceutico MSD, conosciuto oltreoceano come Merck. Intismeran si basa sulle informazioni genetiche del tumore del singolo paziente, che dopo essere asportato chirurgicamente viene analizzato a fondo tramite sequenziamento per identificare 34 caratteristiche distintive. Come affermato in un comunicato stampa dalla professoressa Georgina Long, direttrice medica del Melanoma Institute Australia (MIA), docente di oncologia medica e ricerca traslazionale sul melanoma presso l'Università di Sydney e principale autrice del nuovo studio, grazie a queste informazioni si ottiene una vera e propria “impronta digitale” o “manifesto dei ricercati” del tumore. Queste informazioni vengono somministrate ai pazienti sotto forma di mRNA, al fine di addestrare il sistema immunitario a cercare e colpire con estrema precisione le cellule malate. In sostanza, Intismeran piazza una X sulle cellule del melanoma e usa il sistema immunitario come un missile a ricerca per distruggerle.

Come spiegato dagli esperti del Melanoma Institute Australia (MIA), questa terapia si basa su un vero e proprio vaccino: «Intismeran è una terapia neoantigenica individualizzata a base di mRNA, un tipo di vaccino terapeutico personalizzato contro il cancro. È progettato specificamente per ogni paziente, in base all'identità unica del suo tumore, per addestrare e attivare il sistema immunitario a riconoscere e combattere il cancro.» Queste parole probabilmente non basteranno a fermare la narrazione novax sui social, secondo cui non saremmo innanzi a un vero vaccino, tuttavia la ricerca va avanti lo stesso e i risultati si raggiungono, nonostante la disinformazione e l'ignoranza dilaganti sulla rete.

Gli esiti del nuovo trattamento, come indicato, sono stati eccezionali rispetto all'utilizzo della sola immunoterapia a base di pembrolizumab (nome commerciale Keytruda), un prezioso anticorpo monoclonale che è comunque fondamentale nel contesto della terapia. «Il cancro può ingannare il sistema immunitario con una finta stretta di mano amichevole, in modo che il sistema immunitario pensi che la cellula cancerosa sia normale», ha affermato la professoressa Long. «Il pembrolizumab blocca questa stretta di mano, permettendo alle cellule immunitarie di riconoscere il cancro e attaccarlo, ma si tratta dello stesso farmaco per tutti. Il vaccino, invece, fornisce alle cellule immunitarie del paziente un manifesto di ricerca personalizzato del suo tumore, quindi la combinazione funziona in un maggior numero di pazienti», ha aggiunto la scienziata.

Lo studio clinico di Fase 3 su oltre 1.100 pazienti, come indicato, ha dato risultati estremamente positivi. È stato infatti dimostrato che Intismeran + pembrolizumab ha ridotto il rischio di recidiva di melanoma o morte del 42 percento rispetto alla sola immunoterapia. In coloro che sono rimasti liberi da recidiva oltre sei mesi dopo l'avvio del trattamento, inoltre, la riduzione del rischio è stata del 58 percento. Sebbene non abbia funzionato per tutti, non c'è da stupirsi che si parli di cambiamento epocale nel trattamento contro il cancro, con risultati sensibilmente superiori a quelli attesi dai medici, pur fiduciosi dell'efficacia della nuova terapia.

La speranza della ricerca non riguarda la sola battaglia contro il melanoma, dato che la firma molecolare ottenuta per mettere a punto il vaccino a mRNA potrebbe essere sfruttata per combattere anche altri tumori. L'efficacia, naturalmente, dovrà essere validata con studi altrettanto approfonditi come INTerpath-001. I risultati della ricerca presentati all'ESMO 2026 saranno presto pubblicati sul The New England Journal of Medicine, la più autorevole rivista medica al mondo.

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